Giovedì 15 Novembre 2018
   
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REGIONE: A DISCARICA COLMA SI VADA FUORI BACINO

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Come previsto, ieri pomeriggio si è svolta la riunione di aggiornamento sull’esito dell’incontro che i 21 sindaci dell’ATO BA5 hanno avuto in Regione lo scorso venerdì.

Dal riassunto fatto dall’assessore all’ambiente Pasquale Loiacono, si apprende che l’assessore regionale Lorenzo Nicastro ha evidenziato come il discorso impianti sia congelato dall’ormai nota sentenza del Consiglio di Stato e come non ci sia nessuna volontà di pensare ai poteri straordinari per avviare gli impianti. Oltre alla disponibilità a formare un tavolo tecnico, nelle more dell’esaurimento delle volumetrie, la sola soluzione proposta – nel momento in cui Contrada Martucci sarà colma – è confluire i propri rifiuti fuori dal bacino BA5, con tutti gli aggravi conseguenti allo spostamento.

Ancora meno interlocutoria, la posizione dell’assessore regionale Barchetti: il problema è dell’ATO che deve responsabilizzarsi e trovare una soluzione.

riunione-ambiente-2Veniamo agli intereventi.

Loiacono spiega che “Tutti dobbiamo essere consapevoli che se si procede con il ricorso e il TAR sospende il provvedimento regionale, la prospettiva sarebbe di iniziare a smaltire i rifiuti “fuori bacino”: il “problema impianto” non si risolve in un anno e per questo si entrerà matematicamente in uno stato di emergenza. La mia perplessità è, allora, sulle ragioni per cui si vuole aspettare l’ultimo giorno per ridare i poteri straordinari al commissario delegato?

Interviene Pasquale Gentile, capogruppo UDC, a metà strada tra affermazione e domanda: “L’ordinanza e le risposte che sono giunte dalla Regione, daranno la possibilità di andare in sopralzo”.

Gli risponde Di Mise: “L’azienda, finite le cubature, deve inoltrare domanda di modifica dell’AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale) e, a seguito di approvazione in conferenza dei servizi, può procedere al sopralzo”. A proposito dei poteri commissariali chiesti da Loiacono, il consigliere U.P.C. chiarisce: “Nessuno darà la possibilità di entrare in stato di emergenza e iniziare la gestione commissariale, legandosi alla Protezione civile, perché vorrebbe dire ammettere un fallimento del piano rifiuti: fin quando in Puglia ci sarà uno spazio che può accogliere anche solo un chilogrammo di rifiuti, non si dichiarerà l’emergenza”.

Lo scenario più plausibile sarebbe quello che si è verificato ad Altamura: dopo i problemi dell’impianto di Trani, si biostabilizza a Bari e poi si confluisce a Giovinazzo. Ai Comuni ATO BA 4 è stato presentato il conto in aumento e, per saldarlo, è stato semplicemente detto di aumentate le tasse.

riunione-ambiente-3È la volta del sindaco Giuseppe Lovascio. In apertura riprende la sua critica sull’intera impostazione di un piano rifiuti che, se da un lato promuove la realizzazione di impianti per la produzione di CDR, dall’altro non investe nei termovalorizzatori, necessari per smaltire quel CDR.

Ritornando alla situazione odierna, il Sindaco commenta: “Dopo la sentenza, perdiamo un punto di riferimento che è l’azienda atta a gestire quegli impianti giacché quel contratto, stipulato tra Regione e CoGeAm, all’art. 38 prevede l’annullamento di qualsiasi vincolo in caso di sentenza avversa. Atteso che il progetto originario della CoLaRi è impraticabile, molto probabilmente si andrà a fare un'altra gara per la sola gestione. Quanto tempo passerà? E, nelle more dell’aggiudicazione, che cosa succederà?”.

“Il nostro interesse primario – prosegue Lovascio – è far partire il CDR, tuttavia il mio timore è che se insistiamo troppo su questo aspetto, potremmo a breve trovarci ad affrontare il problema della realizzazione di un termovalorizzatore a Conversano”.

Abbiamo scelto coraggiosamente di istituire un tavolo tecnico – conclude il Sindacofacendoci carico come Comune di Conversano e come ATO di indire un tavolo tecnico, portandolo avanti in continuo confronto con gli stessi rappresentanti regionali. In sede ATO ci faremo, poi, latori di una proposta d’iniziativa che sarà esposta dall’Ing. Francesco Longo. Un’iniziativa che non risolverà il problema – cosa che spetta a Regione e Provincia – ma perlomeno procrastinerà l’esaurimento delle volumetrie. Abbiamo necessità di allungare la durata dello spazio residuo in ragione di due aspetti. Da un lato dobbiamo salvaguardare Contrada Martucci, provando a ridurre i rifiuti conferiti e provocando meno danni possibili al sito dal punto di vista ambientale. Dall’altro ci sono i bilanci dei Comuni, messi a repentaglio da questa situazione: nel momento in cui si dovesse arrivare allo smaltimento “fuori bacino” lieviterebbe la tariffa TARSU, facendo saltare i piani di previsione”.

Saverio Ranieri, segretario del PD, ammonisce il Sindaco a evitare facili strumentalizzazioni politiche: “È la terza volta che si parla dei termovalorizzatori; togliamo dal campo di discussione questo argomento che è chiaramente un riferimento politico. Sappiamo bene che la vicenda rifiuti nasce molto prima di Vendola: le scelte di una precedente giunta regionale (il governo Fitto) sono state fermate da una diversa politica ambientale scelta da una nuova compagine politica, giusta o sbagliata che sia. Credo che il nostro compito sia dare un contributo al Sindaco, che ci rappresenta all’interno del nostro bacino. Apriamo, quindi, un tavolo politico trasparente – basato non sulle strumentalizzazioni politiche ma sull’unità d’intenti – per capire quali iniziative poter attivare anche in relazione alla volontà degli altri primi cittadini. E in questo tavolo mettiamo pure in conto che Conversano – vaso di coccio tra due vasi ferro, che si chiamano istituzioni e imprenditoria – non può vedersi gettare sulle spalle l’onere di scelte sbagliate e azzardi contrattuali”.

A conclusione della riunione arriva la proposta argomentata dal direttore dell’Ufficio Ambiente, Ing. Francesco Longo: “Ad oggi, la soluzione più virtuosa, che responsabilizza i comuni ATO e mette Regione e Provincia nelle condizioni di prendere delle iniziative, è quella di limitare il più possibile l’utilizzo della discarica. Questo obiettivo si raggiunge concordando con tutti i Comuni la raccolta spinta dell’organico. Questa campagna deve partire nell’arco di 15 giorni e nell’immediato va chiesto alla Regione di attivarsi per la stipula di convenzioni con un impianto di compostaggio dove, data la situazione emergenziale, si possa contrattare sul prezzo. Solo in questo modo si dimezzerebbe da subito il conferimento in discarica, allungando la durata delle volumetrie residue probabilmente di tre mesi, sperando di arrivare alla fine dell’anno senza compromettere i bilanci”.

Seguirà il riassunto della successiva riunione dei Comuni ATO BA5.

Commenti 

 
#2 danielepasquale5@gmail.com 2010-07-07 11:06
Si parla ancora di termovalorizzatore o inceneritore ...
Si auspica di "procrastinare" la vita della Discarica per evitare lo sforamento dei bilanci ...
Scusate la brutalità ma, chi se ne frega se qualche comune limitrofo o, anche il nostro, non rispetta i canoni economici della previsione di bilancio ...
Vorrei che la si smettesse di tergiversare proponendo soluzioni alternative all'unica opzione legittima (LA CHIUSURA DEL POZZO DEI VELENI). E' un atteggiamento che umilia l'intera comunità cittadina.
Certi discorsi "politici", tra l'altro, sembrano voler preparare il terreno a quelle soluzioni definitive che tanto dovrebbero essere temute.
Se dobbiamo prepararci all'inceneritore o al termovalizzatore, ditecelo!
Incominceremmo ad avere una vaga idea di quali "rifiuti" dovrebbero essere usati per il dovuto collaudo dei futuri impianti
Qui (ed ormai è un dato di fatto), qualcuno ci marcia!
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#1 Robespiere 2010-07-06 20:03
Ovviamente l'assessore Barchetti se ne frega! lui è contento se ci fanno l'inceneritore in casa, in perfertta linea con le posizioni di Schittulli.

E al sindaco diciamo che cominciasse a fare il governate, e non il politicante, che invece di stare a perder tempo con la sua solita critica(condivisibile) al piano dei rifuti, si rimbocasse le maniche, che se il comune avesse acquisito le aree per tempo, ora non staremmo nello stesso casino.
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