Mercoledì 21 Novembre 2018
   
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L'ENIGMA COLARI E IL RISCHIO INCENERITORE. Videointervista

DISCARICA--VIDEO

Seconda e ultima parte dell’intervista al coordinatore del Comitato Salute e Ambiente, Gianni Nicastro.

Come anticipato, abbiamo cercato di ricostruire la ragion d’essere della realizzazione dell’impianto complesso in Contrada Martucci, partendo dalle dieci gare bandite da Fitto. Sei di queste gare sono andate a buon esito e sono state tutte aggiudicate, caso davvero strano, alla stessa CO.GE.AM (Marcegaglia), legatasi in tre bacini alla TRA.DE.CO e nei restanti tre alla Lombardi Ecologia.

Passando all’ormai nota vicenda della sentenza del Consiglio di Stato, cogliamo l’occasione per scrutinare la compagine della Co.La.Ri. Scopriamo che il presidente dell’ATI laziale è Manlio Cerroni, definito l’ottavo re di Roma, proprietario della discarica di Malagrotta il cui amministratore unico (suo dipendente), Francesco Rando, è stato il 18 giugno scorso processato dal Tribunale di Roma per un nutrito numero di reati ambientali e amministrativi legati all'attività di quella discarica. Cerroni stesso è accusato, insieme ai gestori dell’inceneritore di Colleferro, di aver bruciato CDR non conforme alle specifiche dettate dalla norma.

Tanto bastava per chiedere se anche Conversano, in virtù della sempre meno ipotetica gestione Co.La.Ri, corresse il pericolo di ritrovarsi a fare i conti con un inceneritore. Nicastro conferma i nostri dubbi richiamando un progetto del 2003 che, per stessa dichiarazione di Vincenzo Lombardi, avrebbe già fondi e approvazione del Ministero dell’Ambiente.

Tuttavia, l’aspetto più interessante dell’intera vicenda è il regime di falsa concorrenza instaurato tra Co.La.Ri e UNIECO, la terza ditta che partecipò al bando per l’affidamento di costruzione e gestione degli impianti in Contrada Martucci. Come riassunto dal grafico, la EMIT (gruppo UNIECO) e la Ecoservizi (impresa mandante Co.La.Ri) erano concorrenti e partner al tempo stesso.

Conc_Ba_5

Il meccanismo è ben spiegato nella richiesta di autotutela amministrativa, prodotta dal Comitato Salute e Ambiente del Sud-Est barese e sottoposta tanto all’attenzione di Fitto quanto a quella di Vendola. In questo documento si legge:

“La EMIT e la Ecoservizi sono riconducibili ad un unico diretto controllo: la Waste Italia. Se a questo si aggiunge che Manlio Cerroni amministra la Ecoservizi, il cerchio si chiude: Cerroni amministra la Ecoservizi, società del gruppo Waste Italia il cui proprietario – insieme all’Italcogim – è Pietro Colucci che è anche proprietario, con Pisante, della EMIT concorrente della Ecoservizi nella gara d’appalto del bacino BA5”.

Nel febbraio 2005, la Procura barese apre un fascicolo. C’erano, a nostro parere, tutti gli estremi  per bloccare le gare in attesa di un attento riscontro sulla veridicità di quanto emerso. Nessuno fece nulla. Ci auguriamo che oggi, all’indomani della ricomparsa sulla scena della Co.La.Ri., quella richiesta venga riesumata e presa in seria considerazione al fine di inficiare l’aggiudicazione del bando e risolvere non pochi problemi.

Se questo non bastasse, facendo un po’ di ricerche, si riuscirebbe a dimostrar come ci sia uno strano intreccio tra la Waste Italia e la stessa Marcegaglia.

Proviamo a spiegarci: Waste Italia, partecipata dal gruppo UNENDO dei fratelli Francesco e Pietro Colucci, controlla direttamente Kinexia (azienda impegnata nel settore dell’energia rinnovabile, detenuta per il 44% da Pietro Colucci e per l’8% da Altelia – altro partenr di Unendo). Da Kinexia – attraverso i due consiglieri “in comune” di Saes Getters S.P.A. ed ENI S.p.A. – si arriva all’Indesit Company e all’ Italcementi  di Marcegaglia.

COLUCCI_-_MARCEGAGLIA

Commenti 

 
#1 Fabio DAprile 2010-07-14 12:17
Ci fanno notare che il 16 aprile 2010, Emma Marcegaglia esce dal consiglio d'amministrazione della Italcementi. La nuova guida viene assunta da Giampiero Pesenti. (fonte "Il sole 24 ore")
archivio-radiocor.ilsole24ore.com/articolo-802169/italcementi-assemblea-elegge-nuovo/
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