Sabato 17 Novembre 2018
   
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LEGAMBIENTE MOLA: CONTESTAZIONE PARERE ARPA

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Discarica Lombardi Ecologia: dubbi e riflessioni sul parere favorevole alla sopraelevazione espresso da ARPA Puglia

 

Recentemente, con ordinanza n. 1/2010 il Presidente della Provincia di Bari, Francesco Schittulli, ha ordinato l’ulteriore sopraelevazione della discarica della Lombardi Ecologia in contrada Martucci in agro di Conversano, al confine con il comune di Mola di Bari. A tal fine è stato determinante il parere di ARPA Puglia che contestiamo.

Il 6 agosto u.s. l’ARPA (Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente) ha espresso “parere favorevole all’apporto di volumetrie di rifiuti presso il sito in oggetto, tali da determinare una quota di 0,5 metri oltre il livello previsto”. L’ARPA Puglia, che negli ultimi anni, sotto la guida di Giorgio Assennato e la direzione tecnica di Massimo Blonda, ha dato un forte impulso alla tutela dell’ambiente recuperando il suo ruolo di controllo e prevenzione, in questo caso ha mostrato disattenzione e superficialità nei confronti della minaccia rappresentata dall’esercizio della discarica (mal controllata) della Lombardi Ecologia.

L’Agenzia ha svolto un sopralluogo in discarica il 5 agosto 2010 alle ore 15.00 (sic!) e “dai rilievi altimetrici effettuati in campo” ha constatato ”un differenziale fra le quote al perimetro e quella alla sommità di 5 metri.” Secondo l’ARPA “Tale differenziale è inferiore a quello previsto dal piano di colmata finale dell'area già previsto nel settembre del 2004 e consente di ipotizzare l'esistenza di ulteriori capienze in misura anche del prevedibile, naturale assestamento volumetrico dei rifiuti.” Il riferimento a settembre 2004 (autorizzazione al sopralzo concessa da Fitto) è illegittimo, poiché l’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) rilasciata il 4 novembre 2009 “sostituisce ad ogni effetto ogni altra autorizzazione, visto, nulla osta o parere in materia (…)” (punto 14 dell’art. 5 del D. Lgs. N. 59 del 18 febbraio 2005 “Attuazione integrale della direttiva 96/61/CE relativa alla prevenzione e riduzione integrate dell'inquinamento”); il “naturale assestamento volumetrico dei rifiuti” ha tempi e modi che non ha senso considerare quando si è già in sopraelevazione! La discarica della Lombardi Ecologia è in sopraelevazione da anni (la prima autorizzazione al sopralzo risale al 3.10.2002 e riguardava un volume di 300.000 m3; il 30 12.2004 Fitto autorizzò l’ulteriore volume di sopralzo di 485.000 m3). La stessa ditta a luglio scorso ha dichiarato l’esaurimento dei volumi autorizzati. Un differenziale di 5 metri in una discarica di circa 90.000 m2 di superficie è irrisorio (tanto che su un ipotetico cerchio sviluppa una pendenza di pochi gradi….). Piuttosto, l'ARPA Puglia, per ridurre il rischio di franamento degli argini perimetrali (soprattutto dopo che sono stati autorizzati oltre 800.000 m3 in sopraelevazione) cosa ha fatto o prescritto? La pendenza è sufficiente ad allontanare le acque meteoriche (abbiamo qualche dubbio se si elimina il differenziale di 5 metri tra fra le quote al perimetro e quella alla sommità).

Il D. Lgs. N. 59/2005 prevede che “(…) le agenzie regionali e provinciali per la protezione dell'ambiente accertano, secondo quanto previsto e programmato nell'autorizzazione ai sensi dell'articolo 7, comma 6, e con oneri a carico del gestore: a) il rispetto delle condizioni dell'autorizzazione integrata ambientale; b) la regolarità dei controlli a carico del gestore, con particolare riferimento alla regolarità delle misure e dei dispositivi di prevenzione dell'inquinamento nonché al rispetto dei valori limite di emissione; c) che il gestore abbia ottemperato ai propri obblighi di comunicazione e in particolare che abbia informato l'autorità competente regolarmente e, in caso di inconvenienti o incidenti che influiscano in modo significativo sull'ambiente, tempestivamente dei risultati della sorveglianza delle emissioni del proprio impianto.” (art. 11 punto 3). Più volte questo circolo di Legambiente ha segnalato alle autorità competenti, compresa ARPA Puglia, una serie di irregolarità nella gestione della discarica. Poiché ad oggi non abbiamo ricevuto riscontri, riproponiamo le nostre segnalazioni e domande, che abbiamo documentato anche con foto e video, e che partono dalle prescrizioni operative imposte dalla Regione Puglia alla Lombardi Ecologia nella gestione della discarica e sono riportate nella deliberazione del dirigente del Settore Servizio Ecologia della Regione Puglia n. 599/2009: 1) La copertura giornaliera non è stata effettuata mediante l’utilizzo di aggregati riciclati o Rbm. 2) La stessa copertura non è stata assicurata entro la fine della giornata lavorativa al fine di limitare gli impatti odorigeni della discarica. 3) Il gestore non ha garantito il minore impatto possibile sull’ambiente anche sul piano visivo e percettivo (assenza di vegetazione lungo il perimetro, recinzione divelta, rifiuti in ogni dove, ecc.). 4) La Lombardi Ecologia ha realizzato un altro pozzo di monitoraggio? 5) Ha condotto un'idonea campagna di monitoraggio per la puntuale verifica del flusso della falda? 6) Ha eseguito una campagna di monitoraggio finalizzata alla caratterizzazione vegetale delle specie presenti nelle immediate prossimità della discarica, anche a livello della rizosfera? 7) Ha trasmesso alla Regione Puglia, alla Provincia, ai Comuni di Conversano e di Mola di Bari, al Consorzio ATO BA/5 ed all’Arpa una relazione completa di tutte le informazioni sui risultati della gestione della discarica e dei programmi di controllo e sorveglianza, nonché dei dati e delle informazioni relative ai controlli effettuati?

Eppure, il D. Lgs. n. 59/2005, all’articolo 12, prevede che “I gestori degli impianti trasmettono all'autorità competente e al Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio, per il tramite dell'Agenzia per la protezione dell'ambiente e per i servizi tecnici, entro il 30 aprile di ogni anno i dati caratteristici relativi alle emissioni in aria, acqua e suolo, dell'anno precedente, secondo quanto già stabilito ai sensi dell'articolo 10, comma 2, del decreto legislativo 4 agosto 1999, n. 372.” Ci piacerebbe conoscere la relazione presentata dalla Lombardi Ecologia e le deduzioni di ARPA Puglia che, per quanto indicato nell’AIA (deliberazione Regione Puglia n. 599/2009), svolge “(…) il controllo della corretta gestione dei rifiuti da parte della Ditta ivi compresa l’osservanza di quanto riportato nel presente provvedimento, con particolare riferimento a tutte le prescrizioni indicate”.

Nel suddetto sopralluogo del 5 agosto u.s. ARPA ha rilevato che “(…) solo la zona di abbancamento dei rifiuti era scoperta. (…) Non venivano percepiti odori in posizione sopravento rispetto alla zona di abbancamento, ma solo sottovento rispetto a quest’ultima a dimostrazione della correttezza delle operazioni di copertura.” Ci sfugge il motivo per il quale le operazioni di copertura sono corrette se gli odori vengono percepiti solo sottovento.

ARPA Puglia, inoltre, ha verificato l’assenza di emissioni fuggitive di gas e vapori evidenziandolo “induttivamente”, e ha ritenuto, “a tale proposito, che la risagomatura dell'impianto e l'impermeabilizzazione della superficie di coltivazione possa aver impedito l'infiltrazione delle acque piovane nel sottosuolo che ha come conseguenza la risalita delle stesse in superficie sotto forma di vapore visibile.” Più volte abbiamo segnalato che all’esterno della discarica c’è fuoriuscita di biogas. Funzionari della Regione l’hanno anche fotografato.

Il Circolo di Legambiente di Mola fa appello alla sensibilità dei vertici di ARPA Puglia affinché finalmente si operi in modo trasparente (finora non abbiamo ricevuto alcuna risposta alle nostre segnalazioni e le comunità di Mola e Conversano sono state tenute all’oscuro di tutto quello che è stato fatto in contrada Martucci, soprattutto in termini di monitoraggio e controlli!) e nell’interesse dell’ambiente. Al prof. Assennato e al dott. Blonda segnaliamo altre tre questioni: 1) Come la stessa ARPA Puglia ha rilevato in altre occasioni, il parere relativo ad un impianto non può prescindere dal contesto e, nel caso, tacere la presenza in contrada Martucci, anche in continuità con il terzo lotto della discarica, di altre discariche e di altri impianti fortemente impattanti per l’ambiente. 2) la sopraelevazione, che ha raggiunto (o superato?) i 10 metri sul livello di campagna, rappresenta una grave minaccia in un’area a rischio idrogeologico (l’Autorità di Bacino della Puglia ha segnalato il rischio frane lungo il confine comunale di Mola e Conversano in due punti, proprio nell’area in cui è presente la discarica). 3) la sopraelevazione è pericolosa in un’area in cui si sono verificate più volte inondazioni che la sommergono completamente quando si verificano eventi piovosi eccezionali; molto ricordate dagli agricoltori sono le inondazioni del 1921, del 1947 e del 1955; la più recente è quella del 2006!

Tutto questo merita un approfondimento e il massimo rispetto per un’AIA che prevedeva la chiusura della discarica entro il 2009!

I Capodieci, dalla campagna al mare

Legambiente Mola di Bari

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