Lunedì 19 Novembre 2018
   
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SMALTIMENTO SEMINIERE: RISPONDE DE LEONIBUS

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Puntualmente ritorna attuale il problema dello smaltimento delle seminiere in polistirolo. L’ultimo caso, segnalatoci da un nostro lettore, riguarda una cospicua quantità di queste cosiddette “padelle”, abbandonata nei pressi del Lago di San Vito.

Qualche giorno fa, l’ingegnere monopolitano Giuseppe De Leonibus aveva affrontato il problema in una riflessione pubblicata sulla testata on line www.monopolitube.it.
Quello che interessa del citato intervento, sono le possibili soluzioni, ragion per cui ne riportiamo alcuni estratti.

“Queste padelle sono rifiuti speciali non pericolosi per cui, per la tutela della salute e della salvaguardia dell’ambiente, è fatto obbligo agli operatori agricoli e ai detentori in genere di conferire le stesse, usate per contenere le piantine da vivaio, all’Area Ecologica. Nei confronti dei trasgressori è comminata (da forze dell’ordine e amministratori) la sanzione amministrativa da 100 a 600 euro come previsto dal Decreto Legislativo n° 22 del 5 febbraio 2007 (di cui all’art. 51 comma 2) e si rischia la revoca dei contributi Agea per l’anno dell’accertamento dell’infrazione.

Seppur questo materiale sia molto sfruttato […], non è mai stato studiato alcun piano di smaltimento o di riutilizzo (visto che il polistirolo, composto per il 98% da aria estremamente versatile è riciclabile totalmente).

Per risolvere il problema, o almeno per tentare di farlo, dovremmo (come già altre città in Italia) sottoscrivere una convenzione con il Corepla di Milano che si occuperebbe dello smaltimento del polistirolo accumulato dalle aziende agricole, concordando lo smaltimento gratuito del polistirolo espanso come si è fatto a Villa Literno (CE). Il fine di questo protocollo eviterebbe certo che i lavoratori agricoli, al fine di smaltirlo, brucino o abbandonino polistirolo provocando inquinamento. Sarà quindi necessario individuare dei punti di raccolta dislocati in almeno tre zone della fascia agricola per fare in modo che il produttore possa consegnare nel centro di raccolta più vicino i cumuli di imballaggi-contenitori, e credo sia anche opportuno ripristinare l’uso dei registri di carico e scarico di questo materiale, metodo che permetterebbe di controllare che il quantitativo di materiale utilizzato poi venga effettivamente restituito nei centri di raccolta evitandone la dispersione di parte dello stesso.

Bisogna, però, ricordare che la legge autorizza gli agricoltori a smaltire le seminiere trasportandole con mezzi propri anche in assenza del formulario di identificazione del rifiuto, purché il quantitativo non risulti superiore a 100 chili. Al pari di quanto già previsto dal Decreto Ronchi, però, sono vietati l’abbandono e il deposito incontrollato di rifiuti (art. 192 del Dlgs 152/06 e s.m.i.). Chiunque violi tale divieto, fatte salve le sanzioni specifiche di cui agli artt. 255 e 256 del Dlgs 152/06 e smi, è tenuto a proprie spese alla loro rimozione e al ripristino dei luoghi in solido con il proprietario e con i titolari di diritti reali o personali di godimento sull’area, ai quali tale violazione sia imputabile a titolo di dolo o colpa, in base ad accertamenti effettuati. Al riguardo il sindaco territorialmente competente dispone con propria ordinanza la rimozione dei rifiuti o le operazioni che si rendono necessarie entro un termine stabilito. Decorso inutilmente tale termine il sindaco procederà all’esecuzione in danno dei soggetti obbligati al recupero delle somme anticipate”.

 […]“Ora, i produttori e utilizzatori delle seminiere in polistirolo devono garantire la corretta gestione degli imballaggi generati dal consumo dei propri prodotti, concorrendo agli obiettivi di recupero stabiliti dalla legge, adempiendo all’obbligo del ritiro dei rifiuti di imballaggio primari o comunque conferiti al servizio pubblico della stessa natura e raccolti in modo differenziato. Per produttori di imballaggio si intendono “i fornitori di materiali di imballaggio, i fabbricanti, i trasformatori e gli importatori di imballaggi vuoti e di materiali di imballaggio”. Per utilizzatori di imballaggio si intendono “i commercianti, i distributori, gli addetti al reperimento, gli utenti di imballaggi e gli importatori di imballaggi pieni. Per garantire quindi un efficace raccordo con il servizio pubblico i produttori e utilizzatori dovrebbero partecipare al Consorzio Nazionale Imballaggi (CONAI)”.

[…]“La seminiera in plastica apporterebbe sicuramente vantaggi ambientali, poiché ecocompatibile, ma, avendo superficie completamente liscia con forma piramidale degli alveoli, agevolerebbe la produzione di piante caratterizzate da radici ricche di capillari e integre quindi piante meno sottoposte a stress e con più veloce attecchimento. Ricordo che l’adozione delle seminiere in plastica nel 2008 ha apportato un meno 600.000 seminiere in EPS in discarica, un meno 400 trasporti per anno di autocarri da 15 m3 e drastiche riduzioni di CO2 immesse in ambiente”.

[…] “Mi appello, quindi, alla sensibilità dei cittadini invitandoli a non abbandonare nell’ambiente o, peggio, a bruciare il materiale plastico. La pericolosità e tossicità di questi materiali triplica nel momento in cui essi vengono dati alle fiamme: la diossina sprigionata dai fumi di polistirolo bruciato raggiunge livelli di tossicità altissimi. Nei fumi viene liberato anche stirene, idrocarburo aromatico, inserito dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e dell’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC) nel 1987 come gruppo 2B, cioè un “possibile cancerogeno per l’uomo”.

Commenti 

 
#1 nicu silvestru 2010-10-30 16:05
Buon giorno,
Se le seminiere sono in uno stato abbastanza buono, il Comune le può spedire in Romania !!!
Per altre informazioni chiamate Nicu Silvestru : 333 1351***
Grazie.
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