Domenica 18 Novembre 2018
   
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“SCUOLA PRECARIA. ALLE ORIGINI DEL DISASTRO”

gelmini

Riceviamo e pubblichiamo le riflessioni di un nostro lettore in merito alle conseguenze dei tagli indiscriminati imposti dalla “riforma Gelmini”.


Un nuovo anno scolastico si riapre all'insegna dell'incertezza e del pessimismo. Tamburi di guerra rullano in attesa di un autunno che rischia di diventare incandescente. Sono in migliaia i defenestrati dalla riforma Gelmini. Molti tra loro, con moglie e prole a carico ... ed una rabbia che si fa, di giorno in giorno, sempre più disperata.

Solo in provincia di Bari, la scure del Ministro alla Pubblica Distruzione della scuola, signora Gelmini, ha abbattuto in un sol colpo seicento collaboratori Ata ed oltre cinquecento insegnanti. Oltre a questo depauperamento di risorse umane, i tagli investono anche le materie d'insegnamento e le ore di lezione. In pratica nella Scuola Pubblica, relegata in classi necessariamente più numerose o affollate, con la penuria degli investimenti didattici, unitamente all'introduzione di programmi di studio sempre più eterei, si è disegnato uno scenario apocalittico oltreché grottesco.

Potrebbe anche non essere una precisa intenzione del Governo nazionale ma, attraverso l'istituzione Scuola, si stanno creando le basi di una definitiva ed irreversibile relegazione ai margini della società delle classi meno abbienti. Si blatera a sproposito, anche in conferenze stampa di regime, di meritocrazia ma, a ben guardare, le cose non stanno proprio così. Il merito e la qualità sono argomenti ventilati al fine ultimo di occultare un progetto sistematico di demolizione del sistema scuola.

Stesso discorso, credo, può esser valido per la questione Sanità. Si esaltano casi non troppo isolati di malasanità o di disservizio, per smantellare velocemente il servizio pubblico e dare spazio a quello privato. E' una strategia consolidata ... Da terzo mondo ma ben ponderata.

La scuola che oggi a colpi di “de-cretini” si va profilando, è una scuola classista che abbandona ed offende il disagio sociale, culturale e psicofisico. Si seleziona inoltre, col solo fine di escludere. Mai per scegliere il migliore. Si pensi ad esempio ai test d'accesso alle facoltà universitarie. Non è un caso che, accanto ai test di cultura generale faccia la sua comparsa una nuova materia per studenti telerimbambiti: il gossip. Un aspirante dottore oggi DEVE sapere se e con chi si è sposato questo o quel giocatore di football. Suonerà forse insensato ma, purtroppo è divenuto un requisito sine qua non...

Dicevamo che, demolire è sempre meglio che tentare di ripristinare e che, incolpare i governi precedenti, dimenticando le proprie pesanti e tragiche responsabilità, lo è ancor di più. Con un semplice colpo di spugna, si può cancellare tutto. Strutture, fondi pubblici e risorse umane usate per tappare, sopperire, sostituire e ... cacciare (quando c'è necessità di far cassa).

Lei, la responsabile di tanta leggiadra ed arcigna risolutezza, non demorde ed anzi rilancia alzando le braccia. “Non si possono assumere 200.00 mila precari ... di cui non siamo responsabili”. Fosse sempre questa la logica imperante, ci sarebbe da riflettere sulle responsabilità storiche e sociopolitiche dei nostri “Padri Costituenti”. Quasi a voler soccorrere idealmente l'indomita “sterminatrice”, un altro “luminare” della politica nazionale, si è affrettato ad accusare la nostra Carta dei Diritti e dei Doveri, di essere vetusta e “poco pratica”. Specie nella norma che sancisce il diritto al lavoro. Intanto in tutta Italia, si sale sui tetti o si scende in strada con studenti e genitori, ci si incatena e, come ultima disperata risorsa, si pratica lo sciopero della fame.

A qualcuno fa rabbia la determinazione di tutta questa gente che proprio non vuole rassegnarsi a “sparire”. Si cerca dunque di individuare collegamenti o guide politiche di questo o quel movimento di Precari della scuola. La verità però è sotto gli occhi di chi la vuol vedere! Non si cercano solo “elemosine” da questo lungimirante ministro “astrale”. È in corso, per mano della parte più debole dell'organico del Ministero della Pubblica Istruzione, un'opera di sensibilizzazione dei propri connazionali.

Il dramma di una Scuola senza futuro può e deve interessare tutti i cittadini consapevoli! Nessuno può auspicare al nostro povero e tribolato Paese, questo incolmabile danno. Poichè esso rischia di divenire al contempo, culturale, democratico ed, in prospettiva, economico.

Pasquale Daniele

Commenti 

 
#3 Letizia Brichetto-Moratti 2010-09-07 23:50
- matematica + religione
altro che ripresa, sviluppo, ricerca e meritocrazia

pensate allo spirito e non al posto fisso !
come vi ha consigliato il pastore tedesco ;-)

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#2 Franca Falcucci 2010-09-06 19:08
# D: È ancora una fan di Vasco Rossi?
# R: «Sì. Alcune sue canzoni sono bellissime».
# D: Per esempio?
# R: « Albachiara».
# D: Un inno all'autoerotismo femminile.
# R: «Macché, macché, ma cosa dice?».
# D: Nella strofa finale: «Qualche volta fai pensieri strani / con una mano, una mano, ti sfiori, / tu sola dentro la stanza / e tutto il mondo fuori».
# R: «Non l'avevo mai colta, non entriamo in questi dettagli, non mi rovini Albachiara».

(dall'intervista di Stefano Lorenzetto al Ministro dell'Istruzione Gelmini, apparsa su "Il Giornale")




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#1 up 2010-09-06 13:41
scuola , giustizia , stato , fin quando funzioneranno male cosi' come adesso( per colpa di chi ? secondo me anche di chi ci lavora dentro con scarso impegno ) , sarà gioco facile per i vari Bossi e Gelmini dimostrare che demolire è meglio che ricostruire .
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