Martedì 20 Novembre 2018
   
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QUALCHE DUBBIO SULLE SEMINIERE IN POLISTIROLO

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Gentile Redazione,

l’articolo brillantemente esposto dal Prof. De Leonibus mi pone qualche perplessità. Che in futuro le seminiere in polistirolo debbano essere bandite, soprattutto per la difficoltà del riciclo, dato il suo basso peso di volume, è per tantissimi aspetti condivisibile. Navigando in rete però s’incontrano pareri differenti, per quanto riguarda la pericolosità dei fumi sprigionati dalla sua combustione. Metto in evidenza il sito che esprime pareri discordanti anche per lo sviluppo di diossina.  Parimenti, in altre letture, ho spesso incontrato le stesse specifiche che di seguito si riportano.

[...]"Il polistirolo, quale composto di carbonio e idrogeno, è di sua natura un materiale combustibile. Esso inizia la sua decomposizione a circa 230-260°C, con emissione di vapori infiammabili, ma soltanto a 450-500°C si ha un’accensione. La successiva propagazione della fiamma avviene spontaneamente nell'EPS normale, se vi è sufficiente apporto di ossigeno; mentre nell'EPS a migliorato comportamento al fuoco (EPS/RF), ottenuto con opportuni additivi, la propagazione cessa al venir meno della causa di innesco.

Le normative distinguono il comportamento dei materiali combustibili con una opportuna classifica. Il polistirolo nudo si colloca generalmente nelle classi E oppure D e superiori se rivestito (secondo EN 13501-1).

Si riportano alcune considerazioni generali sul comportamento al fuoco del polistirene-polistirolo espanso che possono utilmente servire per una valutazione del rischio di impiego.

  1. L'EPS richiede una certa energia per la sua accensione; una scintilla o una sigaretta accesa non sono sufficienti.
  2. Il contributo del polistirolo in termini di bilancio energetico di un incendio, è modesto, in relazione alla sua bassa massa volumica: 1 dm cubi di EPS da 15 Kg/m cubi ha un potere calorifico di 590 j contro 9200 j dello stesso volume di legno di abete.
  3. L'EPS si trova generalmente protetto da altri materiali e non ha immediata disponibilità dell'aria necessaria alla sua combustione (circa 130 volte il suo volume).
  4. La combustione può sviluppare, come gas tossici, essenzialmente ossido di carbonio, non diversamente dai materiali lignei presenti nella costruzione o nell'arredamento ma in proporzione molto più ridotta. La combustione dell'EPS non produce diossina che quindi non si ritrova nei fumi prodotti durante un incendio".

[...]"Quando il polistirene brucia con una fiamma stabile e un buon supporto di ossigeno, i principali prodotti della combustione sono diossido di carbonio, monossido di carbonio, acqua e particelle. Durante un incendio è la presenza del monossido di carbonio ed il relativo esaurimento dell'ossigeno che, solitamente, rende più pericoloso l'ambiente. Se la fiamma non è ben stabilizzata si avrà una minore combustione che genera del "fumo bianco". Ciò è dovuto alla formazione di goccioline per la condensa di prodotti non completamente bruciati. 

Di maggiore interesse, più che l'esatta composizione dei prodotti di combustione da EPS, è la tossicità dei gas prodotti. Studi eseguiti da Hilado et.al ("Toxicity of pyrolysis gases from natural and synthetic materials", Fire Technology, May 1978, p.136) e Oettel e Hofmann ("Experiments on toxic hazards with expanded polystyrene", Fire International, 25 july 1969, p.20) e altri (review Zorgman, TNO report B-79-504 1979, TNO…..) hanno dimostrato che, paragonati ai soliti materiali da costruzione (sughero, cotone, lana, compensato, etc.), in caso di incendio l'EPS presenta dei rischi di tossicità minori (basati su test animali) su basi volumetriche".

fonte: www.poliart.it/prodotti/eps-prodotti-per-l-edilizia/eps-hd-polistirene-espanso.html 

Giuseppe Cacciapaglia

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