Domenica 18 Novembre 2018
   
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SANITÀ: NAPOLITANO ACCOGLIE L’INVITO DI GENTILE

Napolitano

Ricorderete la polemica, tra la Commissione Sanità di Monopoli e quella conversanese, che la scorsa settimana si è consumata sulle pagine di questo sito.

Proviamo a riassumerla. Dall’analisi tracciata durante l’ultimo incontro dal consigliere Rotunno, Presidente della Commissione Sanità, è partito un botta-risposta tra Monopoli e Conversano, proprio in merito alla situazione sanitaria del nostro distretto.

L'ultimo intervento in ordine cronologico  è arrivato dal capogruppo del PDL di Conversano, il dott. Matteo Salzo. A replicare per primo alle dichiarazioni di Napolitano fu invece lo stesso Rotunno. Data la situazione, il Presidente del Consiglio Gentile, aveva invitato a far dialogare le due Commissioni Sanità.

Antonio Napolitano, Presidente della Commissione Sanità monopolitana, risponde con queste dichiarazioni all'invito di Gentile:

“Quando qualcuno dei nostri familiari ha seri problemi di salute siamo ovviamente disposti a fare qualsiasi cosa, compresi i “viaggi della speranza” che spesso vanno oltre i 1000 chilometri per raggiungere strutture ospedaliere d’eccellenza. Quando però si parla di razionalizzare la rete ospedaliera esistente, al fine di rendere più efficace ed efficiente il servizio sanitario della nostra regione, allora ci ribelliamo perché ognuno di noi vorrebbe l’ospedale sotto casa, fosse anche costituito da un solo reparto purché ci sia. E allora la domanda che impone una risposta seria, dalla politica (quella dei piani alti), dai cittadini e dagli stessi operatori sanitari è la seguente: è meglio avere gli ospedali sotto casa con i servizi mediocri o deficitari e affrontare poi i “viaggi della speranza” (con tutti i risvolti sociali, economici e logistici), oppure è meglio rinunciare tutti a qualcosa e avere ospedali eccellenti, attrezzati  e a pochi chilometri dalle nostre città?

Pensiamo ad esempio a un cittadino di Roma che abita a Cinecittà. Per andare al Policlinico Gemelli deve percorrere dai 25 ai 40 chilometri, a seconda del percorso che sceglie, che sono più dei chilometri che dividono gran parte delle nostre città. Dico questo perché è facilmente intuibile che se ragionassimo in termini di macro-area le distanze chilometriche che unirebbero diversi comuni del sud-est barese ad un unico (ipotetico e auspicabile) ospedale di riferimento sono inferiori e con minor densità di traffico rispetto ad una situazione normale e di tutti i giorni di una grande città.

Io partirei da qui per affrontare con serietà e obiettività la sterile polemica che si è consumata in questi giorni tra Conversano e Monopoli sia a livello istituzionale che professionale. E aggiungerei anche una riflessione relativa alla soddisfazione professionale che un operatore sanitario dovrebbe avere operando in una struttura tecnologicamente e organizzativamente avanzata rispetto ad una struttura che non consente di fare altro che routine.

Vediamo che cosa dicono alcuni dati: Monopoli e Conversano sono un unico Presidio Ospedaliero le cui funzioni, per logica, non possono che essere complementari, così come i reparti ed alcuni servizi. Vale a dire che se a Monopoli ci sono unità operative di chirurgia, ortopedia, di unità coronarica, rianimazione ecc. non possono esserci a Conversano e viceversa. Monopoli però è una città di circa 50.000 abitanti che si moltiplicano nel periodo estivo e si pone geograficamente come cerniera di un territorio molto vasto che abbraccia Fasano, Alberobello, Locorotondo, Castellana, Polignano, Mola e la stessa Conversano. Conversano invece è una città di 25.000 abitanti ed ha come comuni contigui che usufruiscono della struttura ospedaliera Turi e Rutigliano.

Da qui comincerei a spiegare l’enorme differenza di affluenza, per esempio al Pronto Soccorso, unità operativa complessa che a Monopoli effettua referti giornalieri da cinque a dieci volte maggiori rispetto a Conversano. Ad oggi i referti di pronto soccorso nel nosocomio conversanese sono all’incirca 5.000 contro i 25.000 di Monopoli. Inoltre il servizio di 118 accompagna a Monopoli tutti i codici gialli e rossi (interventi di emergenza a rischio vita) oltre ovviamente ai bianchi e verdi, mentre presso il nosocomio conversanese vengono trattati solo i codici bianchi e verdi. E’ facilmente intuibile ora che servizi e reparti quali la Radiologia, il Laboratorio Analisi, la Cardiologia, l’Ortopedia, la Chirurgia, ecc. subiscano un effetto a cascata dovendo, da un nodo nevralgico come il Pronto Soccorso, ricevere i pazienti per esami diagnostici e di laboratorio, per consulenze e per ricoveri. A potenziamento di tale servizio di Pronto Soccorso, ma anche di razionalizzazione del Pronto Soccorso conversanese è avvenuta, in quest’ultimo mese, una rimodulazione dell’organico che ha significato il potenziamento del servizio di guardia antimeridiana, pomeridiana e notturna, associato ad un miglioramento della qualità del servizio e delle condizioni psico-fisiche dei medici, nonché un risparmio sulla spesa del personale per mezzo della sospensione dei turni aggiuntivi. Rimodulazione questa che si ripercuote positivamente sia sui costi della ASL e quindi della collettività (si pensi che ogni turno aggiuntivo costa 360,00 euro/medico) che sulla qualità del servizio stesso (si pensi ad un medico di pronto soccorso che lavora 16/18 ore in emergenza).

Questo per significare che niente è stato scippato al nosocomio conversanese, come qualche collega Consigliere del luogo ha lasciato intendere, anzi qualcuno ha provveduto necessariamente e finalmente ad un complessivo riordino del servizio che investe tutt’e due le unità operative di P.S.

Immaginiamo poi se il nostro Pronto Soccorso avesse un piccolo reparto da 6/8 posti di osservazione breve (6 – 12 ore di degenza). Quante dimissioni in sicurezza in più si potrebbero ottenere, quanti ricoveri in meno si potrebbero fare, quanti posti in più nei vari reparti sarebbero disponibili, quanti piccoli interventi di codice bianco o giallo si potrebbero fare senza lunghe attese, quanti “giri d’ospedale” per consulenza in meno farebbero i pazienti?

Continua ad essere facilmente intuibile la differenza dei carichi di lavoro tra i servizi di radiologia di Monopoli e Conversano, dove risulta chiaro per le considerazioni di cui sopra, che nella radiologia di Monopoli è stato istituito un servizio di guardia attiva (h 24) a differenza della radiologia del nosocomio conversanese dove evidentemente chi è responsabile non ne ravvede la necessità a fronte di un numero esiguo di accessi al Pronto Soccorso, peraltro non di particolari gravità, ed alla mancanza di reparti di area critica. In tutti i modi preme sottolineare che l’organizzazione dell’unità operativa di radiologia di Monopoli non ha alcuna influenza organizzativa sull’unità operativa di radiologia di Conversano. Difatti la direzione di quest’ultima dipende, da circa un anno, dal Dirigente Medico di radiologia dell’ ospedale S. Paolo di Bari e pertanto qualsiasi problematica di tipo organizzativo è da imputare o a codesta “anomalia” o all’interno della stessa unità. Quindi non capisco a tal proposito le riflessioni dei colleghi Consiglieri del comune di Conversano.

Perché ho sottolineato “anomalia”? Perché mi chiedo: com'è possibile che il Presidio Ospedaliero in questione sia Monopoli-Conversano e poi la radiologia di Conversano dipenda funzionalmente dal dirigente medico radiologo del S. Paolo di Bari? Misteri.

Ovviamente in una struttura complessa qual é l’ospedale le criticità ci sono sempre e ovunque. Soprattutto quando ci si trova dinanzi a ex conventi adibiti a ospedali, quindi con tutti gli ampliamenti, i lavori in corso, le sistemazioni logistiche, la carenza di spazi, gli ambienti non a norma da adeguare alle normative vigenti in temi di sicurezza, igiene ecc. ecc. Ma sempre nell’ottica della razionalizzazione e del contenimento della spesa sanitaria, nuove forme di investimento e di tecniche finanziarie, gestioni miste tra pubblico e privato, cessioni in out-sourcing di alcuni servizi consentono di tamponare, con qualità, le situazioni esistenti.

Immaginiamo se si riuscissero ad utilizzare gli ospedali veramente e soltanto per il paziente acuto quanto risparmio ci sarebbe, considerato che esiste una rete di assistenza territoriale che, come avviene a Monopoli, si prende cura dei pazienti con ben 50 medici di base. Tutte risorse che potrebbero essere reinvestite per avere quelle eccellenze, quelle tecnologie, quelle professionalità che oggi per tanti motivi non abbiamo o che abbiamo ma non si riescono a sfruttare al massimo.

Probabilmente è avvenuto, anche nel recente passato, che qualche esponente politico di rilievo può aver creato determinate aspettative nella collettività in relazione a potenziamenti di nosocomi che per logica, per struttura, per posizione geografica, per motivi tecnici e logistici non potranno mai avvenire.

Basterebbe a mio avviso fare meno tifo da stadio (ricordo alcuni anni fa, quando si incominciò a parlare di chiusura di ospedali, qualche operatore sanitario che si incatenava ai cancelli di ospedali di paesi che neanche esistono sulle carte geografiche). Basterebbe approcciarsi alle problematiche con meno partigianeria e pensare meno ai risvolti elettorali, per capire come fare il bene della collettività conservando, con orgoglio, anche ciò che già si ha in termini di esperienza, risorse umane, professionalità e quant’altro.

Affinché questo avvenga, però, ognuno di noi può e deve collaborare con la convinzione che un domani, possibilmente non troppo lontano, non si debbano più affrontare i “viaggi della speranza”. Ed allora, senza nota polemica, senza repliche ma con altrettanta pacca sulla spalla (egregio Consigliere Salzo) e soprattutto fuori dagli schemi e dalle bandiere politiche, accolgo con piacere l’invito del Presidente del Consiglio di Conversano Pasquale Gentile a far colloquiare le Commissioni Sanità delle nostre cittadine pensando al futuro, abbandonando inutili campanilismi e ragionando in funzione dell’efficienza e della qualità della nostra rete ospedaliera che, ovviamente, significa migliore servizio e qualità della vita dei nostri concittadini”.

Commenti 

 
#1 sabio 2010-09-18 19:21
caro Napolitano, ti devo ricordare che quando il "tuo" ospedale monopolitano era *in pessime condizioni* e moltissimi monopolitani venivano a Conversano, non c'era ancora Copertino che, transitando da una politica ad un'altra, ha fatto in modo che il decrepito ospedale di Monopoli divenisse il Centro, ma io dico ancora per poco, di una zona popolata che non riesce ad avere tutto quello che chiede.
i campanilismi si chiede di abbandonarli quando si è ottenuto quello che si voleva e per quanto riguarda le pacche sulle spalle, si danno a chi si crede di aver preso per il c**o. Noi di certo, per dirla come Bossi, ce l'abbiamo duro!
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