Domenica 18 Novembre 2018
   
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“ECOSISTEMA URBANO”: UNA PUGLIA IMMOBILE

Ecosistema_Urbano_2010

La XVII edizione di Ecosistema Urbano, l'annuale ricerca di Legambiente e dell’Istituto di Ricerche Ambiente Italia sullo stato di salute ambientale dei comuni capoluogo italiani realizzata con la collaborazione editoriale del Sole 24 Ore, è  stata presentata ieri, a Firenze nel corso di un convegno e contemporaneamente a Bari, per la parte pugliese, in conferenza stampa da Francesco Tarantini, Presidente di Legambiente Puglia alla presenza di Guglielmo Minervini, Assessore Infrastrutture strategiche e mobilità della Regione Puglia e Giorgio Assennato, Direttore Generale dell’ARPA Puglia,   

L’indagine è stata realizzata attraverso questionari e interviste dirette ai 103 comuni capoluogo di provincia e sulla base di altre fonti statistiche, con informazioni su 125 parametri ambientali, sintetizzati in 25 indicatori di qualità ambientale, per un corpus totale di oltre 125mila dati, che fanno riferimento all’anno 2009.

Venendo ai  dati pugliesi, nella classifica generale, le città capoluogo migliorano di qualche posizione ad eccezione di Foggia che perde ben 5 posizioni piazzandosi al 87° posto. In particolare Bari si piazza al 54° posto, Brindisi al 61°, Taranto al 64° e Lecce al 71°. La nuova provincia BAT non entra in classifica perché Andria e Barletta non hanno risposto al questionario e Trani ha fornito dati insufficienti.

“È una Puglia – dichiara Francesco Tarantini, Presidente di Legambiente Puglia sostanzialmente ferma quella fotografata dalla XVII edizione di Ecosistema Urbano. I numeri dei comuni capoluogo di provincia dicono infatti che restano al palo le isole pedonali, le ZTL, il verde urbano, le piste ciclabili, la raccolta differenziata, si conferma scarsamente utilizzato il trasporto pubblico, non diminuiscono nel complesso le perdite delle reti idriche, non decollano le politiche energetiche e il solare termico e fotovoltaico sugli edifici comunali. L’unica nota positiva è il risultato conseguito da Bari quale prima città del sud ad aver adottato il bike sharing”.

Con le semplificazioni del caso, vi riportiamo i risultati di alcune delle macrocategorie prese in esame nel dossier.

ARIA

Dall’esame dei tre indicatori (Biossido di Azoto, PM10 e Ozono) emerge che la qualità dell’aria migliora di poco nelle città capoluogo pugliesi. In particolare: Lecce e Taranto migliorano per le emissioni di biossido di azoto; Bari e Lecce migliorano per le emissioni di polveri sottili mentre solo Bari e Brindisi migliorano per la concentrazione dell’ozono.

ACQUA

Il consumo giornaliero pro capite di acqua potabile resta alto a Lecce (166,7 litri pro-capite) e più basso a Foggia (131,8 litri pro-capite). Sulle dispersione di acqua dalla rete il dato preoccupante rimane quello di Bari. Sulla capacità di depurazione degli scarichi civili risulta migliore la città di Lecce e peggiore quella di Taranto.

RIFIUTI E DIFFERENZIATA

Sul fronte rifiuti ed in particolare sulla produzione annuale pro capite di rifiuti urbani, Foggia ne produce di meno (563,5 kg di rifiuti per abitante) mentre Lecce è la città che ne produce di più (663,1 kg di rifiuti per abitante). La raccolta differenziata rimane sempre al palo, ancora lontanissima dagli obiettivi di legge e con quasi tutti i capoluoghi in coda alla classifica. A Brindisi si registra la performance migliore con il 23% di raccolta differenziata mentre la situazione peggiore è quella di Taranto, agli ultimi posti  della classifica con il 7,9%.

TRASPORTO PUBBLICO

Nel trasporto pubblico, sia sul fronte passeggeri trasportati annualmente per abitante che su quello inerente la percorrenza annua per abitante, Bari registra la peggiore performance tra le grandi città. Sul tasso di motorizzazione, ossia il numero delle auto circolanti, si oscilla tra le 56 auto di Foggia e le 68 di Lecce. Per il tasso di motorizzazione dei motocicli, Foggia si riconferma al primo posto della classifica generale con il valore più basso ossia 5 motocicli ogni 100 abitanti mentre ancora una volta Lecce è la peggiore con 12 motocicli ogni 100 abitanti.

Prendendo in considerazione l'indicatore della mobilità sostenibile, Bari entra nella top ten dei capoluoghi italiani più virtuosi piazzandosi al 6° posto della classifica generale quale riconoscimento per essere stata la prima città del sud (quasi tutte indifferenti a questo tema) ad aver adottato il bike sharing (15 postazioni e 170 bici a cui si aggiungeranno altre 16 postazioni e 160 bici).

POLITCHE ENERGETICHE

Sul fronte delle politiche energetiche (semplificazione della procedura per l’installazione di solare termico/fotovoltaico, attuazione di attività di risparmio energetico, presenza di energy manager, acquisto di energia elettrica da fonte rinnovabile, realizzazione di banca dati edifici certificati) si registra una stasi di tutti i capoluoghi pugliesi.

 

“La vera emergenza nelle nostre città – incalza Tarantini - è rappresentata spesso dalla scarsa lungimiranza, dalla mancanza di coraggio e di modernità da parte di chi le governa. I sindaci devono capire che la sostenibilità urbana non è mitigare le dinamiche negative (più auto, più inquinamento, più rifiuti), ritagliare in città qualche oasi verde o di marciapiede in più e rassegnarsi al resto; è invece rinnovarle, renderle più moderne e più civili anche nel segno dell’ambiente”.

Giorgio Assennato definisce i dati del dossier di Legambiente “indispensabili indicatori per la valutazione del lavoro delle Amministrazioni Comunali da parte dei cittadini. Si palesa un miglioramento di tutti i Comuni rispetto allo scorso anno, sebbene il verde urbano è ancora al palo. Foggia è invece penalizzata dall'assenza di centraline per la qualità dell'aria, per questo ARPA e Regione Puglia stanno provvedendo all'inserimento delle stesse nelle aree urbane”.

“La modernizzazione del trasporto pubblico pugliese passa per il potenziamento dell'infrastruttura ciclistica all'interno dei centri urbani – conclude l'Assessore Minervini – perchè la bicicletta diventi un veicolo ordinario, in particolare per gli studenti”.

 

CLASSIFICA FINALE ECOSISTEMA URBANO XVII ed. (dati 2009, pubblicaz. 2010)

Differenza posizioni pubblicazioni anni 2009 e 2010 (XVI e XVII ed.)

 

ecosistema

          Fonte: Legambiente, Ecosistema Urbano (Comuni, dati 2009), Elaborazione: Istituto di Ricerche Ambiente Italia

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