Lunedì 19 Novembre 2018
   
Text Size

FAMIGLIA E SCUOLA D'INFANZIA IN BULGARIA: IL RACCONTO

comenius-conversano-akseniya-tileva

Akseniya Tileva (foto apertura) è felice. Occhi orientaleggianti, abbozza un sorriso sincero e smagliante.

Domani lascerà a malincuore Conversano dopo quattro giorni che annovera tra i più belli e significativi della sua esperienza professionale. La professoressa Tileva è cresciuta nella valle delle Rose, in Bulgaria e dirige la scuola d’infanzia di Kazanlak, una cittadina profumata che conta 70mila abitanti. L’istituto d’infanzia è il capofila nel progetto Comenius che domani volge al termine con le ultime visite ai laghi di Conversano.

La prof è una delle diciassette delegate tra insegnanti e direttrici provenienti da Polonia, Romani, Bulgaria, Turchia e Italia.

Si confida ai giornalisti e ringrazia tutti per la calda accoglienza: “Siete cordiali e molto simili ai nostri modi comportamentali. Qui in Italia mi sono sentita a casa.”

“Ciò che mi colpisce – osserva la Tileva – è la passione che ci mettono gli insegnanti nel vostro paese. Lavorano con entusiasmo e amore.”

Domandiamo qualcosa in merito al sistema delle scuole d’infanzia in Bulgaria. Intanto, va detto che nella città delle rose, così come in tutte le località bulgare, il sistema scolastico è totalmente autonomo e indipendente dal governo centrale di Sofia.

“La scuola d’infanzia in Bulgaria non ha solo una funzione educativa – fa notare la dirigente Tileva – ma soprattutto sociale”. La differenza sostanziale rispetto alla concezione di sistema scolastico italiano in generale è questa. Qui, stando alle osservazioni, c’è poco di simile all’Italia; un paese che rispetto ai nuovi ingressi nell’Unione Europea come Bulgaria e Romania europei dal 2007, vive un processo di ‘secolarizzazione’ del welfare state piuttosto ambiguo.

In Bulgaria il tema famiglia e formazione sembra essere al primo posto dell’agenda politica. Basti pensare che la parola municipio (dal latino municipium) che ricorre frequentemente nelle conversazioni con la Tileva e la traduttrice, da noi è archiviata da tempo. Le chiamano ancora politiche dal municipio, politiche strettamente legate alla territorialità e al tessuto sociale di un piccolo comune.

“Ciascun municipio – prosegue – adotta un suo sistema e uno stato sociale adatto. Da noi, per esempio la scuola d’infanzia comincia alle 7 del mattino e funziona fino alle 6 della sera. Ci sono anche i letti per dormire e tre pasti per mangiare: colazione, pranzo e cena. Poi ci sono tantissimi giochi.”

Quanto incide la scuola d’infanzia in termini di bilancio nelle famiglie bulgare? “Nel nostro municipio  - risponde Tileva - incide del 10% sullo stipendio minimo statale di un solo coniuge. E’ poco. A Sofia però le tasse sono più alte, il costo della vita è superiore alla media.”

La scuola d’infanzia precede quattro anni di scuola elementare e quattro di scuola media. “In famiglia spesso lavorano entrambi i genitori – conclude – la scuola è un momento delicato non solo per la formazione, ma anche per la socialità dei bambini.”

VEDI ANCHE LA GALLERIA FOTOGRAFICA DEL PROGETTO COMENIUS

Aggiungi commento

rispettando il regolamento http://regolamento.lavocedelpaese.it/

ULTIMI COMMENTI