Lunedì 12 Novembre 2018
   
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I GIOVANI DEMOCRATICI E LA RIFORMA GELMINI

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Nel pomeriggio di ieri, 23 novembre, la Sala Consiliare del nostro Comune, è stata sede di un incontro promosso dai “Giovani Democratici” di Conversano al quale hanno partecipato in numerosi dato l’interessante tema che è stato  trattato: gli effetti della riforma Gelmini. Come è noto a tutti, il DDL presentato nuovamente dall’attuale Ministro dell’Istruzione ha destato non pochi punti interrogativi e pareri discordanti, provenienti soprattutto dal mondo dei giovani e dell’Università Italiana.

gd-_gelmini_2All’appuntamento, tra gli ospiti, erano presenti David Naso, portavoce dei Ricercatori del Politecnico di Bari, Antonio Giampietro, rappresentante  ADI (Associazione Dottorandi Italia), Patrizia Calefato, membro dell’esecutivo PD Puglia e professoressa Uniba, e Antonio Zita dei Giovani Democratici.

Insieme si sono fatti portavoce di un malcontento che regna imperante nel sistema universitario barese. Hanno messo in luce di volta in volta i punti del disegno di legge che, secondo i Giovani Democratici, apporterebbe soltanto modifiche negative.

Uno dei punti sul quale si è discusso è quello riguardante le borse di studio, tagliate del quasi del 90% e sostituite dal Fondo Nazionale per il Merito, il quale mette in relazione la meritocrazia con la valutazione e che, secondo Zita, non diminuirebbe, anzi, apporterebbe un aumento delle disuguaglianze politiche, sociali ed economiche tra gli studenti.

Fra  gli altri  temi  troviamo il ridimensionamento dei docenti di ruolo e la scarsa attenzione alle necessità dei ricercatori, categoria di lavoratori che dopo anni trascorsi al servizio della ricerca e della cultura, nella speranza di un contratto definitivo e di condizioni più tutelanti, si sono ritrovati dinanzi ad una realtà di precariato. Da quanto David Naso ha affermato, il problema risiede nel fatto che “L’università in Italia viene considerata un costo e non un investimento”.

Per i Giovani Democratici, pertanto, l’urgente necessità consiste nel comprendere le modalità di funzionamento delle regole, e non accertarne l’esistenza: una condizione, tra l’altro, ormai assodata da tempo.

Commenti 

 
#1 Cosimo Piovasco 2010-11-25 00:59
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