Venerdì 16 Novembre 2018
   
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FONDAZIONE MARTINO: CRONISTORIA E ITER

scazzetta

Di Contrada Boschetto ci eravamo già occupati nel marzo 2010, denunciando come una zona interessata da una dolina – e dunque da sottoporre a tutela – avrebbe “ospitato”, oltre al Distretto Socio-sanitario, anche una struttura socio-assistenziale, progettata dalla Fondazione Martino-Pascale.

Ritorniamo a occuparci della vicenda in ragione degli ultimi sviluppi: l’ammissione a finanziamento regionale di una “Struttura socio-assistenziale diurna e residenziale per minori”, il cui soggetto proponente è l’ATS “Cooperativa Itaca”, ma l’esecutore materiale del progetto sarà proprio la Fondazione Martino.

Ci aiuta a far chiarezza l’Assessore all’Urbanistica, arch. Walter Scazzetta. Per questioni di spazio abbiamo diviso l’intervista in due parti. Nella prima ripercorriamo la cronistoria del progetto Martino e lo stato attuale dell’iter burocratico.

 

LA CRONISTORIA

“La Fondazione Martino, già nel 2003, presenta un progetto che prevede la realizzazione di un centro anziani, con parte della struttura destinata a centro per minori, di parcheggi e spazi verdi privati; tutto localizzato nella parte prospiciente via Padre Semeria. La restante area, inclusa nel lotto di proprietà Martino, era riservata a verde pubblico.

Nel 2008 viene avanzato un secondo progetto. La struttura si divide in due corpi: uno sempre destinato a centro anziani, ma di minore volumetria; l’altro, adibito a centro minori, che sorgeva parallelamente al Distretto.

Nell’ultimo progetto, di cui attendiamo a ore la versione esecutiva, l’attenzione della Fondazione si è appuntata al solo centro per minori, ubicato nell’area di testa (accanto al Distretto) ripristinando il resto del suolo a zona S2A ("a servizi").

Da parte nostra c'è la piena disponibilità a perfezionare l’iter, sempre che il progetto definitivo sia conforme a tutti i parametri prefissati. Una disponibilità già espressa nella delibera consiliare risalente al 2003, in cui si approvava uno schema di convenzione tra Fondazione e Comune.

L’ITER BUROCRATICO

Le opere di urbanizzazione primaria, trattandosi di struttura di “pubblica utilità”, saranno a carico dell’Ente comunale?

“Questo è un punto in via di definizione, attendiamo la consegna da parte dell’ASL e della Fondazione dei relativi progetti definitivi”.

 

Si è proceduto alla rettifica dei confini attraverso il frazionamento e la permuta delle particelle interessate?

“Sì, tant’è che il lotto in alto a sinistra è stato ceduto al Comune per la realizzazione del Distretto Socio-sanitario, altra opera già finanziata dalla Regione”.

 

E per la stipula della convenzione tra Comune e Fondazione?

“Attentiamo il parere della Regione; nel caso sia positivo, la convenzione andrà ridiscussa in virtù della presentazione di un nuovo progetto, diverso da quello previsto nella Convenzione del 2003. È bene sottolineare che far costruire questa struttura alla Fondazione è una concessione che il Comune sta facendo: su aree private destinate “a servizi” dovrebbe essere l’Amministrazione a intervenire direttamente. A fronte di questa nostra disponibilità, attendiamo pari disponibilità da parte della Fondazione nel provvedere a opere di miglioramento dell’intera area. Nello specifico, è mia ferma intenzione premere per realizzare un parco pubblico, un polmone di cui la città ha urgente bisogno e che si collocherebbe in un’area già pesantemente penalizzata a livello urbanistico”.

 

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