Giovedì 15 Novembre 2018
   
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LEGAMBIENTE: ANNO NERO PER FERROVIE

PENDOLARIA-2010

Stando a “Pendolaria 2010”, il dossier sul trasporto ferroviario regionale e metropolitano in Italia redatto da Legambiente, il 2011 sarà l’ennesimo annus horribilis per i pendolari che subiranno nuovi rincari sul costo dei biglietti e una diminuzione dei servizi, già di per sé limitati.

Infatti, come affermato dagli stessi vertici delle Ferrovie dello Stato, “verranno tagliati 154 treni a lunga percorrenza (su 600)”. Si aggiunga che “per quanto riguarda il servizio ferroviario pendolare mancano 800 milioni di Euro rispetto al 2010, ossia il 45% delle risorse necessarie per garantire il servizio”. Il disposto combinato dei due dati porta, dunque, a facili previsioni: un notevole ridimensionamento dei treni in circolazione ad esclusivo danno dei pendolari.

pendolaria-3Il paradosso è che tali tagli non sono motivati da un calo della domanda: “Tra il 2008 e il 2010 il numero di persone che ogni giorno prendono il treno per ragioni di lavoro e di studio è aumentato dell'11,5%”. Si è registrato per il 2010 un totale di 2milioni e 700mila persone, di cui 104mila sono pugliesi. Certo, poca cosa rispetto ai 14 milioni (dati Censis) che utilizzano l’auto, ma Legambiente precisa che “il 70% si dichiara disponibile a cambiare e a prendere il treno qualora il servizio fosse competitivo”.

E mentre si taglia sul trasporto pubblico, continuano ad aumentare i fondi e gli stanziamenti per strade e autostrade: la Legge Obiettivo ha dedicato, dal 2002 a oggi, oltre 35miliardi di euro per il trasporto su gomma, nonostante quest’ultimo sia “responsabile di oltre il 20% delle emissioni di CO2 prodotte nel nostro Paese”.

Una politica sui generis che ci fa guadagnare l’amaro primato d’essere l’unico Paese in Europa a finanziare “strade e autostrade con risorse pubbliche che sono doppie rispetto a quelle previste per le ferrovie nazionali e regionali”.

 

LA SITUAZIONE IN PUGLIA – Rientra a pieno titolo in quest’anomalia anche la nostra Regione: “Secondo la fotografia scattata dal dossier Pendolaria 2010dichiara Francesco Tarantini, presidente Legambiente PugliaTrenitalia in Puglia riceveva 60 milioni di euro dallo Stato nel 2010, mentre nel 2011 si prospetta una riduzione del 43,8% per un totale di 33,7 milioni da investire nel trasporto ferroviario. Di fronte a una situazione di questo tipo le Regioni sono chiamate a una prova di maturità e responsabilità. La Puglia sta dimostrando comportamenti virtuosi per quanto riguarda la spesa regionale per le infrastrutture, dal 2003 al 2010 sono stati erogati dalla Regione 13,63 milioni di euro per le strade e 20 milioni per le ferrovie”.

pendolaria-2Dati alla mano, difatti, la Puglia si posiziona ai primi posti nel campo degli investimenti per il materiale rotabile e per l’acquisto di nuovi treni. Primato valido anche sul fronte degli stanziamenti delle risorse nel 2010: “Con 60 milioni di Euro per il finanziamento di nuovi treni per le Ferrovie del Sud Est (FSE) e Ferrovie Appulo Lucane (FAL) porta la propria spesa sul bilancio allo 0,61% del bilancio”.

 

LE MAGGIORI CARENZE DEL SERVIZIO – Legambiente stila la sua classifica anche per i problemi che i pendolari devono fronteggiare quotidianamente. Al primo posto “le grandi aree urbane, dove si concentra larga parte della domanda pendolare”. “Ed è una domanda per spostamenti di breve distanza (24 km è lo spostamento medio) e concentrati in alcune ore della giornata (dalle 6:00 alle 9:00 e dalle 17:00 alle 19:00)”.

Segue il ritardo strutturale del Mezzogiorno “dove i tempi di percorrenza, l’età e qualità dei treni in circolazione, il degrado delle stazioni sono tali da rendere proibitivo fare il pendolare senza disporre di un’automobile”. Medaglia di bronzo per le “croniche insufficienze” dei collegamenti “secondari”

 

SUGGERIMENTI VITUOSI – Le priorità rimarcate da Legambiente vertono su una maggiore responsabilità da parte del Governo e delle Regioni, promuovendo l’istituzione di un “fondo nazionale per il trasporto locale, finanziato con i proventi di parte dell’accisa sui carburanti”. Un fondo capace di garantire investimenti nei nuovi treni e il potenziamento delle infrastrutture dei nodi urbani e che miri a “un’attenta integrazione delle politiche urbanistiche e dei trasporti”. Realizzare “il prolungamento dell’Alta Velocità tra Napoli e Bari. Due tra le principali città del Sud, infatti, non hanno un treno diretto che le unisce” e incoraggiare il già esistente servizio di trasporto gratuito della bicicletta sui treni regionali nella Regione Puglia. Inverare il famoso “biglietto unico”, che consente di utilizzare più mezzi di trasporto pubblico pagando una tariffa standard.

Per scaricare l'intero rapporto “Pendolaria 2010”: http://risorse.legambiente.it/docs/dossier_Pendolaria.0000002089.pdf

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