Sabato 17 Novembre 2018
   
Text Size

CONFERENZA FOTOVOLTAICO, GLI INTERVENTI DEL PUBBLICO

conferenza_fotovoltaico

Concludiamo la cronaca della Conferenza sul fotovoltaico, riassumendo gli interventi del pubblico.

Apre lo spazio delle domande il capogruppo del PD D’Alessandro che, dopo aver ricordato il question time presentato già nel marzo 2010, ribatte all’ing. Lorusso suggerendo che il Comune si possa dotare di uno strumento di tutela, anche ai limiti della legge, fin tanto che la Regione non definisca i dettagli. Questo consentirebbe di “mettere dei paletti alla realizzazione di impianti che possono avere effetti devastanti sul territorio. Far capire agli investitori che Conversano non è un territorio franco, perché sappiamo tutti che la difficile situazione economica degli agricoltori può aprire la strada alla speculazione”.  “È necessaria una collaborazione tra parte tecnica e politica – chiarisce D’Alessandro – in modo tale che alcuni scempi che si stanno compiendo in questa città siano bloccati, altrimenti rischiamo di perdere la fiducia della gente”. 

Lorusso ripete che realizzare tali piani porterebbe a bloccare interventi legittimi, esponendo l’amministrazione a pagare centinaia di migliaia di euro: “Perché correre questi rischi se sappiamo che la legge ci impedisce di fare tali regolamenti?”.

Molto interessante l’intervento di Angelo Spada, proprietario di una particella limitrofa all’impianto in oggetto: “Non credo che ci sia stata una leggerezza e che non abbiano capito la qualità della zona”, poiché circa nove anni fa lo stesso Spada, volendo trasformare la sua proprietà, si rivolse a dei tecnici che, dopo un sopralluogo, gli confermarono l’impossibilità di intervenire sull’area. “Com’è stato possibile che per quell’opera colossale nessuno si sia reso conto a cosa era adibita quella zona?”.

Replica Scazzetta, confermando che “le fasce non sono state rispettate, lo abbiamo accertato, ora è solo necessario un contradditorio con la Regione per mettere nero su bianco questi risultati, revocare il permesso e imporre il ripristino dei luoghi”.

Ancora Spada riferisce che, nonostante la sospensione, i lavori sono continuati fino a mercoledì 15. Scazzetta parla di tempi tecnici di notifica, giacché l’azienda è di Milano e alcuni responsabili sono fuori Conversano. In seconda battuta, l’Assessore rassicura che ieri (16 dicembre) è stato eseguito il blocco dei lavori da parte della Polizia Municipale con comunicazione al direttore del cantiere.

In ultimo, Gianni Signorile, presidente della Masseria dei Monelli, fa notare come manchi “una visione globale e storica del problema. Questa faccenda dell’impianto fotovoltaico mi ricorda il caso Monte Ferraro, dove scomparirono boschi, lame, querce secolari e ulivi definiti dai vigili urbani quattro spine”.

“Quella vicenda portò ad un bellissimo regolamento agro-forestale che il comune di Conversano ha approntato, salvo poi dimenticare di approvarlo e adottarlo. Mi lascia perplesso – continua Signorile – anche l’ordinanza dei muretti a secco, mai applicata probabilmente perché ad ogni metro di muro eliminato corrispondevano non so quanti voti persi. Se non è possibile fare un regolamento per gli impianti fotovoltaici, facciamo un regolamento che serva a rispettare il nostro territorio”.

“Quando fra vent’anni quell'impianto andrà dismesso chi si occuperà dello smaltimento di quei pannelli?” – la domanda di Signorile.

Secca la risposta di Lorusso: “Si è chiesto lo smaltimento di una centrale nucleare che verrebbe fatta se non facciamo i pannelli fotovoltaici?”. Scazzetta poi precisa che nell’autorizzazione dell’impianto in questione è previsto il riciclo dei pannelli in silicio, quindi l’impianto sarebbe completamente dismesso.

La domanda di Signorile non ha convinto Lorusso che prosegue: “Qui si è parlato di speculazione, tutto nasce dal protocollo di Kyoto che cerca di rendere questa terra più decorosa per i nostri figli. Non è dunque importante chi faccia questi impianti ma che si facciano, in ossequio ad accordi di livello internazionale. Non dimenticate che il Governo centrale ha già indicato la Puglia come terra ottimale per fare le centrali nucleari e, se non saranno fatte, sarà solo perché siamo la Regione più ricca di fonti energetiche rinnovabili”.

A breve i contributi video

Aggiungi commento

rispettando il regolamento http://regolamento.lavocedelpaese.it/

ULTIMI COMMENTI