Giovedì 16 Agosto 2018
   
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IN VIGORE IL CERTIFICATO DI MALATTIA TELEMATICO

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La “rivoluzione informatica” delle Pubbliche Amministrazioni, sostenuta dal Ministro Renato Brunetta, continua ad introdurre nuove prassi al fine di migliorare le prestazioni della macchina amministrativa.

Con piena attuazione del decreto legislativo 150/2009, dopo un periodo di rodaggio di circa tre mesi, da oggi diventa obbligatorio l’invio dei certificati di malattia tramite la Rete.

Secondo i dati diffusi dal Ministero, tale innovazione – che consentirebbe un risparmio annuo di circa 12 miliardi di euro – starebbe già dando ottimi risultati: quasi 3 milioni di certificati già inviati all’Inps (di cui 85mila in Puglia) e una media regionale del 92% di medici accreditatisi. Il risparmio stimato sarebbe pari a più di 12 miliardi di euro l’anno.

Tuttavia, a sentire i sindacati, le percentuali sono ben diverse: poco più della metà dei medici pugliesi sarebbe in grado di avvalersi del nuovo sistema. Le ragioni sono da rintracciare nella piattaforma, la quale s’incepperebbe con estrema facilità, e nel call center dedicato alla risoluzione degli intoppi, il più delle volte inaccessibile.

 

COME FUNZIONA – I medici dipendenti del Sistema Sanitario Nazionale, o con esso convenzionati, dovranno trasmettere il certificato di malattia telematico direttamente all’INPS che, a sua volta, lo girerà al datore di lavoro sempre per via telematica.

A tal fine, ad ogni medico è stato fornito un software che garantisce di interfacciarsi con il SAC (Sistema di Accoglienza Centrale), una piattaforma gestita dal Ministero dell’economia e delle finanze attraverso la quale i medici potranno “effettuare le operazioni di predisposizione, trasmissione, annullamento o rettifica dei certificati già inviati all’INPS” ed “inviare al lavoratore copia della certificazione in formato pdf alla casella di posta elettronica indicata dallo stesso, nonché un SMS contenente i dati essenziali della certificazione di malattia”.

Il lavoratore dovrà comunque richiedere copia cartacea del certificato o l’invio di copia dello stesso alla propria casella di posta elettronica.

In caso di ripetuta inadempienza da parte del medico, il sistema sanzionatorio prevede il licenziamento o la decadenza della convenzione.

Resta, invece, in vigore la modalità cartacea per alcune categorie: magistrati, avvocati dello Stato, professori universitari, forze armate e di polizia, i vigili del fuoco, diplomatici e prefetti.

Commenti 

 
#6 La Redazione 2011-03-15 08:39
In teoria, dovrebbe essere sufficiente un fax o una mail tramite posta certificata, giacché entrambi sono documenti con valore legale. Tuttavia, per evitare errori consigliamo di rivolgersi al proprio medico curante o chiedere informazioni alla stessa ditta per cui si lavora.
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#5 el 2011-03-15 06:09
e' d'obbligo comunicarlo tramite raccomndata alla ditta oppure posso mandare un fax della copia ricevuta dal dottore ??
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#4 P. Daverio 2011-02-03 17:12
CilIndro, apri gli occhi

Renatino è il capo della lobby:
il suo ministero è il primo a disattendere le direttive

vedi: Report, Le Iene, Striscia, ...
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#3 Indro 2011-02-03 15:34
E la lobby dei fannulloni che non fa' funzionare il sistema e fa' saltareandare tutto in Tilt. Speriamo che inizino presto e in modo immediato i controlli con gli ispettori del Ministero della Funzione Pubblica. In particolare quelli che si assentono ripetutamente (facendosi fare false attestazioni con la compiacenza di taluni medici amici). Che i suddetti controlli inizino dagli Enti come il Comune di Conversano, la Regione Puglia, la Provincia di Bari, le ASL ecc. ecc. Provincia. E di fronte l'abuso se ci fosse l'immediata sanzione, con il licenziamento in tronco, ne' vedremmo di belle........ RENATO BRUNETTA SANTO SUBITO !!!!
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#2 Alberto 2011-02-03 11:15
e perchè mai sono esclusi magistrati, avvocati dello Stato, professori universitari, forze armate e di polizia, i vigili del fuoco, diplomatici e prefetti??????
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#1 Brunetto 2011-02-01 13:54
come volevasi dimostrare:

Certificati on line, sistema subito in tilt
"Bloccare immediatamente le sanzioni"
Lunghe e inutili attese al call center, la linea che cade, il tempo perso a tentare di collegarsi: medici in rivolta a poche ore dalla partenza del sistema che obbliga alla trasmissione telematica dei "referti", pena anche il rischio di licenziamento
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