Giovedì 18 Ottobre 2018
   
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CASSAZIONE, CACCIA VIETATA NELLE RISERVE

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Il WWF plaude alla Sentenza del 18.01.2011, n.1063 della Corte di Cassazione Penale, la quale ha rigettato un ricorso da parte di cacciatori notificati dal Corpo Forestale dello Stato mentre erano in attività venatoria all’interno della Riserva Naturale Regionale Orientata dei Laghi di Conversano e Gravina di Monsignore, precisamente in località Torre di Castiglione. Nel parco dei Laghi i due cacciatori erano stati sorpresi dagli agenti del Corpo Forestale dello Stato in attività venatoria.

La suddetta riserva regionale, istituita dal giugno 2006, non è dotata di tabellazione adeguata dei confini, alla pari di tante altre aree protette regionali e nazionali, tuttavia è bene sapere che i confini sono stati comunque ufficializzati e pubblicati nella planimetria allegata alla corrispondente legge istitutiva di ciascun parco (decreto istitutivo nel caso dei Parchi Nazionali o Riserve Naturali dello Stato).

Secondo Simone Todisco, Presidente del WWF di Conversano: “Dal giugno 2006 i Laghi di Conversano e la Gravina di Monsignore sono stati ascritti ufficialmente nel patrimonio naturalistico e nell’elenco delle aree protette della Puglia grazie alla lungimirante Legge Regionale n.16. La stessa riserva regionale, per le intrinseche peculiarità di parco diffuso sul territorio (laghi e lame disseminate nell’agro conversanese) presenta dei confini che, sebbene siano stati ufficializzati nella planimetria allegata alla succitata L.R. 16/06, sono a volte equivocabili con coltivi e aree ai confini della stessa riserva. Nonostante diversi solleciti effettuati dal WWF, nonché da organi di polizia giudiziaria (in primis il Corpo Forestale dello Stato), ad oggi non è presente la tabellazione di confine del parco. Chiediamo, forti della Sentenza del 18.01.2011, n.1063 della Corte di Cassazione Penale, che venga realizzata quanto prima la tabellazione di tutte le aree della Riserva Regionale ‘Laghi di Conversano e Gravina di Monsignore’ al fine di evitare spiacevoli inconvenienti e di rendere in maniera visibile e inequivocabile i confini dell’area protetta e, conseguentemente, di garantire una migliore tutela della biodiversità ivi presente”.

Crediamo di poter affermare senza timore di essere smentiti che chiunque sia nelle aree protette svolga attività non consentite dai regolamenti vigenti, è consapevole che può essere passibile di sanzioni. È auspicabile, pertanto, che ogni ente competente provveda con tempestività alla realizzazione della tabellazione di tutte le aree protette pugliesi.

È significativo quanto le scelte degli Amministratori, tardive e/o  volutamente infelici e contrastanti con i principi della tutela dell’ambiente, siano puntualmente ricondotte nell’alveo della legittimità dall’intervento della Giustizia – ha dichiarato il Presidente del WWF Puglia, Avv. Antonio de Feo – che svolge da sempre un ruolo di garanzia.

Il WWF Puglia coglie l’occasione per ringraziare l’operatività degli organi di polizia giudiziaria (in primis il Corpo Forestale dello Stato e nel caso di specie il Comando Stazione CFS di Monopoli) per la perpetua azione di tutela della legalità nelle aree naturali protette.

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