Domenica 21 Ottobre 2018
   
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DISCARICA, SE NE RIPARLA A GARA CONCLUSA.

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L’incontro con i Comitati, previsto per ieri mattina, non doveva esserci. Tuttavia, davanti alla perseveranza della delegazione che rappresentava i due comitati “Chiudiamo la discarica Martucci” e “RIF”, l’assessore all’Ambiente  Lorenzo Nicastro ha dovuto cedere ed accettare il confronto.

Come già riportato, i due comitati hanno chiesto che si mantenessero gli impegni presi per la chiusura della discarica Martucci entro il 28 febbraio e che, in attesa dell’avvio dell’impianto complesso, si procedesse a conferire fuori bacino i rifiuti dell’ATO BA/5.

La risposta di Nicastro la si trova in una nota diffusa dalla Sala stampa della Giunta e va in tutt’altra direzione. In sostanza, l’Assessore, dopo aver ricordato che il termine della gara per la gestione dell’impianto realizzato dalla Progetto Ambiente BA/5 (ex CoGeAm) è il 14 marzo, ha  precisato che sarebbe auspicabile che in questi restanti venti giorni “non vi sia l’avvio provvisorio dell’intero impianto”.

L’unica spiegazione, del tutto personale e contestabile, che riusciamo a trovare a tale affermazione è che avviare l’impianto in regime provvisorio vorrebbe dire utilizzare la discarica di servizio e soccorso, sottraendo spazio – ovvero guadagno – al futuro gestore.

Problemi contabili a parte, la soluzione per la Regione sta, dunque, nell’attendere l’aggiudicazione della suddetta gara in modo da poter procedere con la chiusura del terzo lotto della discarica e l’avvio definitivo degli impianti per la produzione di CDR (combustibile da rifiuto); due passaggi che Nicastro assicura essere compatibili “con i tempi necessari per giungere alla sottoscrizione del contratto con il nuovo aggiudicatario”.

E quest’ultima dichiarazione impone ancora una volta l’esegesi dell’aggettivo “necessario”. Il timore è che gli “adempimenti burocratici”, atti a rendere esecutivo il mandato al nuovo gestore, portino a dilatare i “tempi necessari” per qualche altra migliaia di metri cubi d’indifferenziata. I precedenti, lo si conceda, non lasciano ben sperare: necessarie, contingibili ed urgenti erano la gran parte delle ordinanze, regionali e provinciali, susseguitesi in una recita a soggetto – con tanto di “segretissime”  dietro le quinte – che ha visto come spettatori passivi i cittadini. Inoltre, in una recente intervista rilasciata da Rocco Lombardi, amministratore unico della Progetto Ambiente, si dice che sono 30mila i metri cubi ancora disponibili, G.P.S. alla mano. 

Una soluzione definitiva potrà arrivare solo dal G.I.P. che, in queste ore, sta vagliando la possibilità di convalidare il sequesto eseguito dai carabinieri del NOE e quella di concedere o meno la facoltà d'uso del terzo lotto.

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