Venerdì 22 Giugno 2018
   
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UN BREVETTO PER RISOLVERE IL “PROBLEMA RIFIUTI”

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Riceviamo e Pubblichiamo una lettera a firma del Prof. Ing. Antonio La Gioia, già ricercatore- docente presso l’ Università “ La Sapienza” di Roma, in cui espone i benefici che l’impianto, da lui concepito e brevettato, potrebbe apportare per la soluzione del ciclo di gestione e smaltimento dei rifiuti.

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Gentile Redazione,

Mai come in questi giorni, il “problema rifiuti” sta occupando le cronache dei giornali; si parla della chiusura della Contrada Martucci, di un “ mini-impianto” sperimentale o di numerose altre iniziative in favore della raccolta differenziata.

Si potrebbe portare a conoscenza, sia della cittadinanza sia degli operatori del settore, di un impianto di ECO-TERMO-PRESSO-ESSICCAZIONE (brev. Internazionale La Gioia).

Uno dei punti di forza di tale impianto risiede nel fatto che il trattamento dei rifiuti non genera nessuna emissione nociva in atmosfera, non essendoci combustione; inoltre, i vapori emessi vengono captati e trattati da un BIO-FILTRO (derivato da un brevetto di una società statale irlandese). Da questa breve descrizione si evince il senso del termine (Eco-Termo-Presso-Essiccazione) e cioè l’azione combinata e controllata della pressione e del calore.

Questo processo consente al gestore di risolvere definitivamente e a basso costo il problema rifiuti nel pieno rispetto dell’ambiente e degli operatori, trasformandoli in un nuovo materiale ecologicamente compatibile.

Un’altra caratteristica dell’impianto ETPE è la versatilità perché può essere configurato sia per il trattamento dei Rifiuti Solidi Urbani, sia per i residuali della raccolta differenziata o per l’umido. Tutto questo con un valore aggiunto: il risparmio economico per la comunità!

L’ETPE, posizionato per esempio a monte in un impianto di gassificazione, può produrre un eccellente combustibile; messo a valle, diventa indispensabile per trattare i residuali.

Ulteriore nota distintiva è l’adattabilità alle varietà merceologiche: dai rifiuti solidi urbani a quelli industriali (purché non tossici e nocivi), dai rifiuti speciali ospedalieri a quelli agro-alimentari e agro-forestali. A ciò va aggiunto che l’ETPE può integrare altri tipi di trattamento, come la gassificazione e il compostaggio.

In ultimo, si può affermare che mediante questa metodica – dove non vi è combustione ma solo riscaldamento a pressione atmosferica e compattazione del rifiuto – la discarica si trasforma in un ordinato deposito senza l’emissione dei micidiali VOC (composti organici volatili), miscela di sessanta gas tutti cancerogeni, di cui venti inodore. La conseguenza principe di tale processo di compattazione è che si può conferire il doppio delle tonnellate rispetto ai metodi convenzionali e il periodo post-mortem della stessa discarica sparisce, in quanto una volta esaurita la sua capacità si potrà attuare un programma di piantumazione sperimentale.

Solo qualche dato: in un volume di 1.000.000 mc si conferiscono, senza trattamento, 800.000 ton di rifiuti; con il trattamento TPE (brev. La Gioia ) si conferiscono 1.600.000 ton!

Concludo informandovi che questo brevetto ha ottenuto l’assenso della Regione Lombardia, della Regione Lazio e i permessi della Prov. di Bologna per poter trattare 20 tonnelate al giorno in deroga alla legge, che prevede per i prototipi, solo 5 tonnellate al giorno.

Prof. Ing. Antonio La Gioia

Commenti 

 
#6 Angelo Lorusso 2011-03-30 23:44
ah, un ultimo mito da sfatare già che siamo in tema.

il problema degli inceneritori non sono gli inceneritori, ma il combustibile.
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#5 Prof.Ing. La Gioia 2011-03-28 18:31
Gentile 2 Mike,
Non posso conoscere le fonti che hanno suggerito il Suo commento, ma non c'è dubbio che Lei sia ben informato.
La invito,però, a leggere sempre con attenzione.
Se mi ho firmato con il titolo accademico e quello professionale, non è né per albagia né per presunzione.Ambedue i titoli stanno ad indicare che sono un uomo di studio e non un uomo di potere.
Se ho parlato di approvazioni e di permessi, vuol dire che l'impianto esiste.
Lei è interessato ad un sopralluogo?
Si qualifichi, e Le indicheremo permessi e luoghi.
Termino con una osservazione.
Gli inceneritori esistono,ma questo è un termine di garanzia.
Ragionando come Lei, parrebbe di si.
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#4 Mike 2011-03-27 12:11
Caro A.L. sono d'accordo con te in linea di principio; la mia voleva essere una semplice constatazione. A proposito, perchè non chiediamo a Raphael Rossi ( consulente del Comune ) di raccontare la sua avventura/disavventura come amministratore dell'AMIAT di Torino ? Se non ricordo male, ebbe a denunciare ( e sventare) un tentativo di concussione legato ad una proposta di acquisto, a trattativa privata, di una linea innovativa di trattamento dei rifiuti.
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#3 Angelo Lorusso 2011-03-26 02:57
Mio caro, quando si parla di innovazioni i tempi sono lunghi. La ricerca ha i suoi intoppi, e risolto un impiccio, ne spuntano dieci. io credo di più a queste dinamiche che alle cretinate risolutive estemporanee.
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#2 Mike 2011-03-25 20:21
Questo sistema viene pubblicizzato da almeno 10 ( DIECI ) anni! Si parla sempre di prototipi ma, ad oggi, non esiste un impianto industriale da visitare.
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#1 Angelo Lorusso2 2011-03-23 20:35
c'è un altro progetto pilota a Gioia del COlle di combustione senza fiamma per la produzione di energia senza polveri sottili e derivati del carbonio.

www.italiancleantechnology.com/it/company/131/
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