Lunedì 23 Aprile 2018
   
Text Size

IL NO AL NUCLEARE: LE RAGIONI DI MASSIMO DI MAIO

nucleare-siti-scorie-nucleari

Massimo Di Maio, nato nel 1969 in provincia di Salerno, formazione economica, presidente dell’Associazione Fare Verde, risponde, nel contesto del convengo su Discariche e Nucleare tenutosi domenica 10 aprile 2011 a Conversano, ai nostri quesiti sul nucleare.

Dott. Di Maio, lei è presidente di una Onlus la cui attività è la salvaguardia di tutti gli ecosistemi, l’ambientalismo e l’attivismo educativo e propagandistico. Quale è la sua posizione sul nucleare?

“Innanzitutto invito fermamente a non disertare il referendum sul nucleare del 12 e 13 giugno e poi tendo a precisare che le nuove centrali nucleari non sono assolutamente più sicure delle precedenti. Quello che succede nel nocciolo del reattore è sempre lo stesso processo da 60 anni a questa parte: una reazione a catena che è difficilissima da monitorare e che, se sfugge di mano, porta ad incidenti come quello di Fukushima. Non c’è stata nessuna innovazione tecnologica rispetto al passato”.

Quale è, dunque, l’introito economico in termini pratici, che giustificherebbe un accanimento ed un rischio così elevato?

“Siamo di fronte ad un investimento complessivo di 30-50 miliardi di euro, come previsto dal piano nucleare italiano. Si tratta di costi stimabili, perché, quando si parla di centrali nucleari, non si tiene mai conto dei costi di filiera come il Decommissioning, ovvero i costi per lo smantellamento delle centrali e la Gestione delle scorie radioattive. I costi non sono quantificabili ed è proprio questo che trattiene i privati dal realizzare centrali nucleari senza l’intervento dello Stato. Riducendo, invece, del 20% i consumi elettrici nei prossimi dieci anni, si produrrebbero 65 miliardi di euro di risparmi al netto degli investimenti, soldi che resterebbero nelle tasche dei cittadini, delle imprese e delle amministrazioni locali.”

Ed in relazione all’eventualità di creare centrali nucleari in Italia?

In Italia le centrali nucleari non servono e per due validissimi motivi:  innanzitutto abbiamo una potenza elettrica installata di 110.000 MW pari al doppio del nostro fabbisogno di picco di 53.000 MW e poi perché i consumi elettrici stanno scendendo. Nel 2009 c’è stata una diminuzione del 6-7%. Entro il 2020 dovremmo ridurre i consumi energetici, in base agli obiettivi dell’Europa.Quello di cui avremmo veramente bisogno sarebbe sostituire le fonti fossili con le fonti rinnovabili”.

Come si pone l’Italia nella Comunità Europea in materia di nucleare?

L’Italia ha un vantaggio rispetto agli altri paesi europei: l’essersi liberata del fardello nucleare molto prima. Per l’Italia sarebbe strategicamente importante perché i migliori brevetti in campo rinnovabile sono italiani, come il Termodinamico, brevetto Enea sfruttato commercialmente dalla Siemens. Un governo lungimirante dovrebbe porsi in Europa con questa prospettiva. In Italia il nucleare era già stato fermato con il referendum abrogativo del novembre del 1987 in cui l’Italia votò per cinque quesiti referendari, di cui tre sul nucleare. Il Nucleare può andar bene solo in una economia centralizzata, statalizzata, dove i costi legati alla filiera sono a carico dello Stato. Nel mercato libero il nucleare non può esistere perché non ci sono privati disposti a gestire i costi di filiera. Quello di cui abbiamo bisogno, in realtà, è sostituire le fonti fossili con le fonti rinnovabili,ricordando sempre che le centrali termoelettriche possono essere accese, spente, modulate. Quelle nucleari no!”.

Commenti 

 
#3 Dario Referen 2011-04-28 11:13
Segnala all'amministratore
 
 
#2 No Nuke 2011-04-26 23:18
Buon anniversario di Chernobyl con il furto di referendum [mod]

Segnala all'amministratore
 
 
#1 No Nuke 2011-04-19 17:14
Update: dal governo della paura....

Nucleare, il governo fa retromarcia
L'Italia non costruirà nuove centrali
Abrogate le norme, verso stop al referendum

www.repubblica.it/ambiente/2011/04/19/news/nucleare_governo-15134078
Segnala all'amministratore
 

Aggiungi commento

rispettando il regolamento http://regolamento.lavocedelpaese.it/

ULTIMI COMMENTI