Venerdì 22 Giugno 2018
   
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DA OGGI I GAZEBO HANNO UN REGOLAMENTO

dehors

“Ringrazio il Comandante Di Capua, il dirigente dell’ASL, dott. Miccolis e l’Ing. Andrea Lorusso che hanno partecipato alla lunghissima stesura di questo documento, nato nell’ottobre 2009. L’intento è quello di disciplinare ed incentivare il più possibile l’accoglienza turistica, destagionalizzandone il flusso e al tempo stesso tutelando il patrimonio culturale della nostra città”. Così l’assessore Pasquale Sibilia, chiamato a relazionare in Consiglio sul regolamento comunale che autorizza l’installazione dei “dehors” (gazebo) per bar e ristoranti.

Di seguito, l’Ing. Andrea Lorusso ha illustrato i pareri rilasciati dal direttore dell’area economico-finanziaria e dal Comandante della Polizia Municipale, premettendo che ogni sollecitazione giunta dall’ASL è stata recepita e integrata. Pareri in parte accolti e in parte contestati. È stata, ad esempio, rifiutata la proposta di realizzare una fascia minima per i pedoni di due metri poiché “il regolamento prevede già l’abbattimento delle barriere architettoniche, disciplinando uno spazio libero per la deambulazione di non meno di 90 centimetri; inoltre, in molti casi il rispetto di questa fascia richiederebbe la disponibilità di un marciapiede largo non meno di quattro metri e non risulta l’esistenza nella nostra cittadina di marciapiedi di così generose dimensioni”. Dai successivi chiarimenti, sollecitati dal Consigliere Bonasora, emerge che il passaggio è stato già fissato a un metro e mezzo e che solo in deroga è possibile lasciare uno spazio ridotto pari ad un metro. Ad ogni modo, c’è stato il consenso delle associazioni rappresentanti i diversamente abili, “che finalmente potranno superare la difficoltà a raggiungere qualsiasi attività ristorativa”. Accettato invece il suggerimento di disciplinare i materiali che dovranno essere utilizzati. Nello specifico si è proposto l’uso del ciliegio per le strutture in legno e la colorazione grigio antracite per quelle in ferro.

A far discutere è stato il passaggio dalla conferenza dei servizi per ottenere la concessione all’installazione dei dehors. Come ha ricordato D’Alessandro, le disposizioni comunitarie impongono la semplificazione delle procedure amministrative: in tale direzione bisognerebbe “responsabilizzare l’utente, limitandosi a un’autocertificazione da consegnare all’Ufficio Tecnico in cui si attesti che si è rispettato ogni vincolo previsto dal regolamento”. Bonasora propone invece di far riferimento allo sportello unico per le attività produttive che “potrebbe raccogliere i vari pareri necessari evitando che non sia il cittadino a girare per i vari uffici”. L’intervento del Maggiore Di Capua spiega che il ricorso alla conferenza dei servizi deriva proprio dal rispetto delle direttive, le quali prevedono che “nei centri storici, laddove sussistono aree vincolate, si mantengano il più possibile uniformi e sotto controllo le strutture dehors. Fuori dalle aree vincolate basta una semplice SCIA”. L’assessore, pur disponibile a valutare i suggerimenti, evidenzia che semplificando eccessivamente le procedure si rischia di arrecare danno all’esercente: “Se il tecnico rilascia in buona fede un’autorizzazione che a un controllo dovesse non risultare conforme, la struttura viene demolita”.

Si passa poi alle preoccupazioni di Corona e Bonasora in merito alla possibilità di snaturare il significato stesso dell’area pedonale, soprattutto in Largo della Corte e in Piazza Conciliazione, dove “stanti i vincoli di questo regolamento, si corre il rischio di occupare un’area molto vasta”. Da qui la proposta di estendere il limite previsto per ville e villette pubbliche, ovvero il 50% del massimo richiedibile, anche alle piazze. Sibilia precisa che non si inciderà in alcun modo sulle aree pedonali, in quanto ci sono una serie di limitazioni, tra cui le disposizioni dell’ASL legate alla capacità degli spazi per la preparazione dei cibi, quelle del Codice della Strada e i vincoli della Sovrintendenza.

“La criticità dal punto di vista urbanistico – interviene Rotunno – sta nella temporaneità: un dehors potrebbe insistere su un suolo, anche privato, per cinque anni di seguito; questo si delineerebbe come un vero e proprio volume che ha poco della provvisorietà. Si potrebbe arrivare a creare un diritto, acquisibile nel tempo, che diventa una deroga a tutti gli effetti”.

Non sono della stessa opinione Sibilia e Lorusso: si è pensato ai cinque anni in virtù dei numerosi e costosi adempimenti che sono imposti agli esercenti. Il termine permanente è, poi, utilizzato solo per adeguarsi al regolamento Tosap, che definisce permanente un’occupazione di suolo pubblico superiore ad un anno. Del resto la limitazione temporale ai cinque anni, qualifica di per sé la struttura come precaria. Infine, se l’esercizio cambia gestore o tipologia merceologica la procedura deve essere riavviata; nel caso in cui sopravvenga una qualsiasi esigenza urbanista del Comune, è comunque previsto l’immediato smantellamento del dehors.

A ritornare sui dehors permanenti ubicati su area privata è Gentile: “Chiedo sia introdotta la disciplina dell’asservimento di quell’area a uso pubblico, in modo da avere titolo a intervenire in qualsiasi momento e da poter applicare le norme della sorvegliabilità di quell’esercizio”.

Mottola sollecita un maggiore impegno nei controlli, considerando che in passato l’evasione della Tosap ha raggiunto percentuali pesanti, fino all’80%: “Pur muovendoci nella direzione di incoraggiare gli esercenti, dobbiamo sempre tutelare il principio di legalità”. Il Consigliere poi rimarca che il turismo passa anche dal decoro e dai minimi servizi come i bagni pubblici, la regolamentazione dei pannelli pubblicitari e delle insegne, attualmente fuori controllo, come precisa anche Rotunno.

Dal prosieguo del dibattito si evince che la pubblicità non è consentita sulla struttura in legno ma solo per gli ombrelloni e dovrà essere colore su colore; che si aggiungerà la distanza massima (15 metri), intercorrente tra esercizio e dehors, nel caso l’esercizio sia ubicato in prossimità di ville e villette; che la Sovrintendenza ha preferito di non far parte del regolamento, riservandosi di valutare ogni singolo caso su cui abbia pertinenza.

Infine, dopo una breve sospensione per ragionare sulle numerose proposte, la votazione vede l’espressione favorevole di tutti i consiglieri con la sola astensione di Gentile che non ha visto accolto il proprio emendamento sulla necessità di istituire un vincolo di servitù pubblica per i dehors che sorgeranno in area privata.

Commenti 

 
#10 il tuttologo 2011-05-02 14:12
x i sigg. gianvito e angelo
La puzza sotto il naso viene dai salotti.Quando si sta bene ed il grasso cola. Qui non sembra che ce ne sia bisogno. Puoi far bella una casa quando la hai. Al design ci pensi dopo.
Per quando riguarda la sovrintendenza, mica tutta la città è "protetta". Se ti fermi un attimo a riflettere, andando in giro, trovami un comune nei dintorni che ha attuato un simile regolamento.
Tutto, a prescindere dal Vs. schieramento.
Per il resto non siete stati capaci di rispondere, peccato!
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#9 falchi & colombe 2011-05-01 12:01
Caro Lorusso certamente con il regolamento testè approvato abbiamo ribaltato la responsabilità ancora una volta sui cittadini utenti e abbiamo creato scorciatoie per furbi atteso che non esiste una disciplina certa in quel regolamento che prevede tanti atti per una autorizzazione quanti ne servono per un complesso residenziale, salvo poi a poter discernere e, questo è uno sconcio, quali casi mandare alla sovrintendenza e quali invece autorizzare direttamente!! Poi ha ragione GENTILE quando affermava e suggeriva di creare per i dehors su area privata una servitù di passagio ad uso pubblico tale mancanza nel regolamento è un serio problema che si ripercuoterà sia sul privato che sull'autorità. Infatti come mai non è stato chiesto un parere al settore attività produttive che si occupa anche dell'aspetto di Pubblica sicurezza?
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#8 Angelo Lorusso 2011-04-29 16:50
Vedo con piacere che il sig. Tuttologo è ben addentrato nei problemi che analizza con tanta profondità.

Forse il sig. Tuttologo dovrebbe conoscere i problemi di relazioni con la sovrintendenza regionale.
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#7 Gianvito F. 2011-04-29 13:35
@ Il Tuttologo:

"non trova legittima necessità in un paese dove il turista, quando lo vedi, sta pensando a tutto (compreso dove andare e cosa vedere) tranne che al fatto che i gazebo siano tutti uguali."

Che discorso provinciale. Il design è una delle caratteristiche che più positivamente connotano la nostra Italia e puntualmente lo assaliamo con identità visive ed interventi di design interni di livello dilettantistico. Basti vedere con quanta leggerezza ed ignoranza sono trattate la comunicazione d'impresa ed il design d'interni nella nostra città. Locali tutti uguali, poco gradevoli, poco personali, che sembrano preparati a tavolino. Sono locali NOIOSI. E magari ci fosse musica da discoteca! Solitamente si limitano a mettere la radio o CD scrausi sempre uguali. Il forestiero non ha motivo di venire due volte a Conversano: è sempre la stessa solfa. Personalmente salvo due o tre locali in quel di Conversano.
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#6 EnduringNoiseFreedom 2011-04-29 12:42
A parte che i consumatori nei detti locali non sono turisti (ma, dalle urla, direi "paesani della peggior risma"), perché dovrebbero togliere sonno a me e riempire le tasche dei proprietari dei detti locali inadempienti?

E se un giorno mi venisse in mente di scendere giù e "spaccare la cocozza" a qualcuno (travestendomi da frequentatore di rave party) perché devo passare dalla parte del torto e subire le rimostranze (o le denunce) dei genitori che danno loro "l'aggrasso"?
Non sarebbe il caso di prevenire casi tanto incresciosi ?
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#5 il tuttologo 2011-04-28 14:21
i tempi di crisi, le difficoltà economiche degli operatori commerciali,il numero notevole di bar, rosticcerie ecc. avevano certamente bisogno di un ulteriore aggravio di spese da parte di questa gente che si arrabatta per sbarcare il lunario. Tutto ciò succede a Conversano che, in negativo, si distingue sempre da altri veri centri turistici.
Siamo passati dal piano in legno esterno (Vedi vecchia ordinanza ASL)mai esistito a Polignano (stessa ASL) ad un regolamento che obbligherà gli operatori a sciupare soldi per mettersi in regola con un regolamento che, a prescindere da dove è stato copiato, non trova legittima necessità in un paese dove il turista, quando lo vedi, sta pensando a tutto (compreso dove andare e cosa vedere) tranne che al fatto che i gazebo siano tutti uguali. Ma un regolamento nel quale si stabilisce che ognuno resti nel proprio partito, l'avete mai pensato? Un regolamento che prevede che tutti i VV.UU. vadano in divisa, l'avete mai redatto? Un regolamento che permetta ai fornitori di essere pagati entro 30 giorni, l'avete mai ideato? Un regolamento nel quale si preveda di non sciupare a "cacchio" i soldi pubblici, esiste? Certo ci prepariamo ad una nuova estate ed i turisti, quelli che contiamo sulla punta delle dita, vogliamo che ammirino le bellezze del posto ed abbiano una visione perfetta della nostra città, prima di tornare in macchina e trovare la fatidica multa. Questa sì che è ricezione. Sicuramente di insulti e di bestemmie a favore della nostra città.
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#4 Angelo Lorusso 2011-04-28 11:44
Giusto sig. Silenzio,

Meglio che alle 12 sia tutto chiuso e sonnacchioso.

Che il turismo museografico regni sovrano.
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#3 Gianvito F. 2011-04-28 10:53
In questo senso, Enforce Silence, oltre che i Vigili Urbani (che, a mio parere, non svolgono il loro lavoro con la necessaria solerzia), dovrebbero collaborare maggiormente gli esercenti. Comunque, risultato epocale, per quanto mi riguarda. La salvaguardia del centro storico dal punto di vista estetico è una delle questioni che mi sta più a cuore. Non smetterò mai di ripeterlo, ma adesso diamo un taglio a baite, porte plasticose, colori e ristrutturazioni inadeguate.
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#2 Matavz 2011-04-28 10:21
Concordo con Enforce Silence. Si dovrebbe regolamentare anche l'ultilizzo della musica nei locali. Sembrano delle discoteche, non dei bar o pub!!!
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#1 Enforce Silence 2011-04-28 07:10
anche la musica in pubblico ha un regolamento (e la SIAE)
ampiamente disatteso certe notti, però
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