Lunedì 23 Aprile 2018
   
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GESTIONE RIFIUTI: PRESENTATO IL PIANO INDUSTRIALE

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La scorsa settimana, durante la Seconda Commissione Consiliare, è stato presentato il Piano industriale del nuovo servizio di igiene urbana. Va subito detto che la premessa dell’intero progetto, che vuole puntare alla responsabilizzazione dei singoli cittadini, è un’adeguata e capillare  campagna di informazione unita a un’azione sanzionatoria certa per i trasgressori.

Il primo obiettivo resta la prevenzione della produzione dei rifiuti: dopo la prima conferenza di presentazioni delle varie azioni, si passerà a individuare ed attivare le iniziative più congrue per la nostra realtà.

Come anticipato, il servizio si baserà sul modello della raccolta domiciliare puntuale, distinta per tipo di abitazioni:  quelle del centro storico, ovvero palazzine mono o bifamiliari, verranno dotate di tre mastelli da 40 litri dove confluire l’organico, la carta e l’indifferenziato, in aggiunta verranno distribuiti appositi sacchi semitrasparenti per la raccolta della plastica. Resterà stradale la raccolta del vetro. I condomini con più famiglie, che hanno un giardino, verranno, invece, dotati di contenitori carrellati.

Sulle utenze non domestiche le modalità sono le stesse ma cambia la frequenza di raccolta. Ovvero, per le abitazioni si prevede di raccogliere l’organico tre volte a settimana, due volte a settimana l’indifferenziato e una sola volta carta e plastica. Mentre, per le utenze  non domestiche,  il servizio dovrebbe funzionare sei giorni su sette.

Nell’ottica del passaggio dalla tassa alla tariffa, i mastelli saranno dotati di codice a barre e gli automezzi saranno avranno lettori e antenne satellitari, il che consentirà anche un maggiore controllo delle prestazioni degli operatori.

Per eventuali esigenze straordinarie dei cittadini, sarà realizzato il Centro di Raccolta, a carico del nuovo gestore del servizio, inserito nel tessuto urbano ed esteticamente valido. Inoltre, utilizzando un bando regionale cui l’ATO BA 5 ha avuto accesso, non si esclude la possibilità di investire in un ulteriore Centro di Raccolta, questa volta comunale.

Nel cronopragramma delle attività sono state individuate quattro macroaree:

-          Organizzazione e Controllo. La prima è in capo al gestore, il controllo, invece, spetta in primis alla Polizia Municipale, con cui è iniziato il confronto per ridurre i margini sugli estremi sanzionatori;

-          Acquisto e distribuzione  di mezzi e attrezzature, che dovrebbe avvenire qualche mese prima l’aggiudicazione della gara;

-          Sensibilizzazione a cadenza semestrale;

-          Partenza servizio, che andrebbe a regime in circa un anno di tempo dall’aggiudicazione della gara.

In ultimo i costi. Attualmente ogni cittadino paga circa 160 euro all’anno per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti urbani; con il nuovo servizio si arriverà ad un massimo di 170 euro, vantando però una  percentuale di differenziata intorno al 60%.

Commenti 

 
#4 Angelo Lorusso 2011-05-18 20:24
Capita a fagiolo

http://www.sinistraecologialiberta.it/articoli/il-falo-delle-verita-la-querelle-degli-inceneritori-pugliesi

Ma non venite a contestarmi "quella è stampa di partito!".
Perchè vuol dire tutto e niente.

Argomentate il contrario.
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#3 Angelo Lorusso 2011-05-18 17:25
Inzomma Paolo... forse è il caso di studiarsi un po' di carte.

Il ciclo CDR che ci spetta è una frazione di quello che ci sarebbe spettato se si fosse lasciato invariato il programma Fitto, impossibile da annullare completamente. Altrochè sta fantapolitica Vendola-Marcegaglia.

E poi, preso atto dell'inadeguatezza dei comuni a implementare la raccolta differenziata, questa è la soluzione migliore di tutte in mancanza del riciclo.

E ti faccio notare che la Regione ha investito eccome nei cicli di recupero con grossi impianti di compostaggio dell'umido, la parte più fastidiosa e grande del rifiuto. Peccato che, in parallelo, i comuni non abbiano procurato la materia prima a queste realtà.

Occhio a sparare a zero, che ci si spara sui piedi.
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#2 p.laricchiuta 2011-05-18 12:36
La gestione del RSU è di competenza REGIONALE: da lì, dal doppio legame Vendola-Marcegaglia, viene l' impostazione politica della gestione... purtroppo! i comuni non possono che attuarla fattivamente nelle realtà tenute ad amministrare. L' attuale amministrazione ci mette del suo visto la presidenza dell' ATO che non riesce nemmeno a farsi rispettare in quanto tale; per non parlare della direzione politica dell' Assessorato all' Ambiente... è impossibile coniugare una raccolta differenziata spinta con la produzione di CDR. il modello dalla Regione sembra però tale impossibile quadratura poetica del cerchio...
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#1 Angelo Lorusso 2011-05-11 12:22
Si può puntare oltre.

http://www.centroriciclo.com/

http://www.youtube.com/watch?v=z4vesixNNIY


Occorrerebbe indagare sulle pratiche amministrative e le scelte di governo che hanno permesso una realtà simile.

E speriamo che qualche imprenditore in vena legga questo commento.
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