Lunedì 20 Agosto 2018
   
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TRIBUTI: VERSO LA CONFERMA DELL’ATTUALE MODELLO

tributi

Giovedì mattina, a Palazzo di Città, è tornata a riunirsi la prima Commissione consiliare per fare il punto su alcuni arretrati, a cominciare dalla Convenzione Pirp che era stata momentaneamente derubricata.

I consiglieri si sono maggiormente soffermati sul futuro modello gestionale di riscossione tributi. La Commissione si è espressa più che altro sul modello gestionale, non tanto sulla forma e qualità dell’attuale servizio.

Nell’attesa che la Corte dei Conti esprima un suo parere rispetto alle due proroghe concesse alla Gestione Servizi, l’amministrazione ha effettuato alcune indagini di mercato per valutare quale delle tre ipotesi di gestione dei tributi sia più confacente per il nostro comune.

TRE IPOTESI DI GESTIONE TRIBUTI - Su tre possibili metodi di gestione, l’amministrazione propende per la conferma dell’attuale servizio, a gestione mista (pubblico e privata) con la Gestione Servizi spa. La prima ipotesi invece, riporterebbe il comune indietro nel tempo, quando la gestione dei tributi era interna all’ente. Nella seconda ipotesi, la gestione potrebbe essere affidata tramite bando a una società totalmente esterna. Terza possibilità, proseguire con l’attuale metodo a gestione mista (capitale pubblico più privato).

‘GESTIONE SERVIZI E’ COMPTETITIVA’ - L’amministrazione trova l’attuale servizio competitivo rispetto alle indagini di mercato effettuate. Ritiene che l’aggio sia competitivo. L’aggio è quella percentuale sul totale di tributi raccolti da destinare in questo caso alla società Gestione Servizi e che ammonta al 4% circa. Per altri servizi, tra i quali i contenziosi e l’evasione fiscale, con l’attuale gestione si arriva anche al 10%.

L’opposizione è in una linea più attendista: prende tempo in attesa del parere della Corte, riservandosi di fare le osservazioni in consiglio comunale. La maggioranza, al contrario, ritiene che si possa continuare con l’attuale modello a gestione mista. “Un modello tutto sommato soddisfacente – è quanto osservano alcuni consiglieri – pur dovendo regolarizzare in qualche maniera un nuovo e più aggiornato modello di convenzione, adeguandolo alla capienza del personale”.

LA PROPOSTA MOTTOLA-COVITO - Quindi, conferma dell’attuale modello, ma a patto che la banca dati dei contribuenti sia nella piena e totale disponibilità dell’ente comunale. Questa è la proposta dei consiglieri Mottola e Covito. Una presa di posizione, quella dei due esponenti di maggioranza, che fa la differenza rispetto ad alcuni casi di società a capitale misto (pubblico e privato) dell’hinterland conversanese, tristemente noti alle cronache locali e nazionali: uno su tutti il caso Tricom, società mista per la riscossione tributi dei comuni di Polignano e Fasano.

LO SCANDALO TRIBUTI ITALIA - Va precisato che a Conversano, con l’attuale gestione, il comune incassa direttamente sui propri conti correnti. La Gestione Servizi assurge quindi, a ruolo di intermediario. Nel caso Tricom invece, sappiamo che la Tributi Italia fece sparire in tutta Italia almeno 90milioni di euro di tributi (1milione e 900mila solo per i comuni di Polignano e Fasano), poiché il quantitativo riscosso non andava direttamente nelle casse dei comuni; è letteralmente sparito. Una megatruffa per i comuni, ma anche una megabeffa per chi si aspettava dal Ministro Tremonti misure più drastiche nei confronti della Tributi Italia, ma che di fatto, in complicità con gli amministratori delegati della società, si è più volte tentato di tirarla fuori dai pasticci: tutto questo malgrado le truffe e le fidejussioni false.

IL PARERE DELLA CORTE DEI CONTI - Le opposizioni restano ferme nella convinzione che l’attuale servizio non avrebbe dovuto essere prorogato. Piuttosto bisognava andare a nuovo bando, ottemperando agli attuali valori di mercato. Il dibattito quindi, sembra cristallizzato nella forma, più che nel merito della qualità dell’attuale servizio di riscossione tributi. Ricordiamo che l’attuale, è l’ultima delle due proroghe concesse alla Gestione Servizi. La società dovrà garantire la copertura del servizio, finché la Corte dei Conti non renderà pubblico il suo verdetto.

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