Martedì 23 Ottobre 2018
   
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DATI ESCLUSIVI SULLA MORTALITA’ DA TUMORI

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Nella Provincia di Bari si registra un quadro complesso relativamente ai casi di mortalità da tumori. In alcune patologie e in alcuni comuni della Provincia si registrano degli aumenti nelle casistiche. Questo è quanto emerge dai dati del Centro Epidemiologico Regionale di Bari coordinato dalla dott.sa Germinario e presentati dal prof. Onofrio Resta, assessore provinciale alle attività produttive, durante l’ultima consulta della cerasicoltura. Tra gli altri argomenti all’ordine del giorno, si è dibattuto sul rapporto tra fitofarmaci e malattie professionali degli imprenditori agricoli e sulle malattie professionali rivenienti dall’attività agricola.

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I dati, che dovrebbero essere resi pubblici in una prossima conferenza, sono ben scaglionati per annualità, tipologie di tumori e singoli comuni della Provincia di Bari e dell’intera Regione Puglia. In esclusiva per La Voce del Paese abbiamo fotografato alcune tavole proiettate sul pannello luminoso, dalle quali poter ricavare alcuni particolari.

Intanto, per quanto riguarda la mortalità per malattie del sistema nervoso nei maschi, in un periodo compreso tra il 2000 e il 2005, Turi e paesi limitrofi appaiono di colore scuro, ossia penultima fascia di gravità compresa tra i 120 e 140 casi di mortalità. Salento e Foggiano, come vedrete in quasi tutti i casi, sono di colore chiaro, quindi sotto la media e sotto la soglia di preoccupazione. Tanto peggio nelgenere femminile: per la stessa tipologia di malattia e per lo stesso arco temporale, Turi e Conversano sono tra le 13 località pugliesi con il più alto numero di morti, superiore ai 140.

MORTALITA’ PER LINFOMA NELLE DONNE – Tutta la provincia di Bari, tranne il capoluogo (che è il caso più grave con oltre 140 morti), si attesta sui (105-120). Dato pressoché univoco in tutta la Puglia anche per quanto riguarda il genere maschile (non oltre i 105 morti a comune), tranne Bari, unica in tutta la Puglia a superare il dato medio attestandosi sulla terzo livello (105-120).

MORTALITA’ PER BPCO (Broncopneumopatia cronica ostruttiva) nei maschi – In questo caso Turi e Polignano sono le più colpite in Provincia, e registrano dai 120 ai 140 casi di mortalità (secondo gradino in legenda). Conversano, Monopoli e il rimanente hinterland sono un gradino più giù, nella fascia (105-120 morti).

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MORTALITA’ PER BPCO nelle femmine – Polignano e Turi sono al terzo livello di colore rosso (105-120 morti), Conversano più già (95-105 morti). Putignano e Monopoli sono di colore bianco, ultimo grandino in legenda con 80 morti.
Se valutiamo nel complesso i dati relativi alla Provincia di Bari (vedi tabella) dal 2001 al 2009, si registra quasi un raddoppiamento di casi di mortalità da linfoma nelle donne (da 273 nel 2001 a 417 nel 2009), ma anche nei maschi (346 nel 2001, 458 nel 2008, 436 nel 2009).

La precisazione del prof. Resta è d’obbligo, per chiarire che i dati servono a dare una indicazione su possibili relazioni tra mortalità e uso dei fitofarmaci. La relazione andrebbe ricercata e supportata attraverso studi più approfonditi sulle malattie di tipo professionale. Ad ogni modo, dati alla mano, il quantitativo di pesticidi impiegati dal 1945 all’85 è quintuplicato.

Commenti 

 
#4 Gianluca 2011-05-26 13:43
Ciò ke mi sconforta è l'uso di sostanze per la crescita delle piante e pesticidi contro insetti invasori!
Spendono tanti soldi e ne guadagnano di meno (poi si lamentano). Le piante sono come i gatti: se dai loro da mangiare aspetteranno ke sii tu a ridar loro da mangiare e perdono il loro autosostentamento! In questi giorni per le campagne potete sentire puzza di zolfo fonte di vita per cancro e tumori! EVVIVA!!!!
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#3 tre di mazda 2011-05-20 11:54
La cosa che più lascia sconvolti è che si assume l'informazione in quanto tale; in onore al dio denaro non si pensa ad eliminare le cause che hanno prodotto tali effetti. E'evidente che l'uomo vive con l'insana convinzione del "tanto succede solo agli altri" e se ne frega di avere comportamenti idonei ad una sana e civile convivenza. Vi consiglio di evitare di mangiare le "primizie", non sono altro che chimica trasformata in alimento. Leggere sull'Espresso l'articolo sugli agnelli della Sardegna, contaminati da uranio è davvero sconvolgente; purtroppo vi è gente che pensa ancora che le centrali nucleari non facciano danno; poveri loro. Saluti
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#2 daniele pasquale 2011-05-19 19:14
Sono di difficile interpretazione ma, utilissimi.
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#1 solo se 2011-05-19 14:34
Il problema di fondo, è che nessuno di quelli che ha visto un familiare colpito da tumore è mai intervenuto a carattere rivendicativo. Infatti, oltre a Cernobil, a Conversano ci sono tantissimi casi che provengono da problematiche locali. Parlando per assurdo, se uno colpito da queste problematiche si vendicasse verso i tutori della legge e dell'ordine, credete che si continuerebbe a lasciare le cose come stanno?
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