Domenica 16 Dicembre 2018
   
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DOLINA BOSCHETTO E DISTRETTO: NUOVI SVILUPPI

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Approfittiamo della conversazione con l’Arch. Tony Bugna per ritornare sulla dolina in Contrada Boschetto, questione che, insieme al circolo di Legambiente Conversano, portiamo avanti da qualche tempo.

Bugna ci spiega che durante il suo mandato assessorile si è confrontato con l’Autorità di Bacino, ottenendo un sopralluogo da cui è emerso che pur essendo in presenza di una depressione era possibile l’edificazione, questo perché l’area non sarebbe connaturata da un alto rischio idro-geomorfologico. L’unico accorgimento sono le note “particolari attenzioni” cui attenersi per la messa in cantiere delle opere previste.

“Quella dolina – precisa Bugna – nell’unico documento ufficiale e definitivo (il PAI vigente), non è riportata. Compare come emergenza solo nella bozza della cartografia del PAI, un elaborato in continua evoluzione. Potevo mai compiere atti formali su una previsione, dopo aver avuto, a maggior ragione, un parere positivo all’edificazione? Potevo mai iniziare una lotta contro l’ASL sulla base di una cartografia ancora in fase di definizione?”.

Nulla da eccepire, salvo rinnovare l’appello avanzato tempo addietro sulla possibilità di ubicare il distretto nei locali, orami deserti, dello Jaia. Ipotesi su cui Bugna si dice favorevole e che è emersa in molte riunioni di maggioranza. Alla fine, però, ha vinto il cemento.

La dolina chiama in causa il Distretto socio-sanitario, le cui sorti s’intrecciano alla Fondazione Martino-Pascale. Le notizie che c’erano giunte parlavano di un blocco di entrambi i progetti per lo slittamento dei fondi.

Al contrario, i fondi sono ancora disponibili, il problema del rallentamento è altro: “La progettazione del Distretto – ricostruisce Bugna – era stata fatta sulla base della compensazione, in forma gratuita, di una parte del lotto di proprietà della Martino. Durante il mio incarico, in sinergia con il Sindaco, organizzammo una serie di riunioni con il privato che ponevano le basi per far procedere entrambi i progetti e, come ricorderete, eravamo riusciti ad ottenere la garanzia di un parcheggio a uso anche pubblico, di una serie opere di mitigazione e urbanizzazione secondaria a spese del privato.

La pratica della Fondazione non è andata avanti e la compensazione non è mai stata fatta. A questo punto l’ASL è stata costretta a procedere con un decreto di esproprio per utilità pubblica al fine di non cestinare il progetto già realizzato. In sostanza, quello che la ASL doveva ricevere gratuitamente attraverso uno “scambio” di porzioni di lotti, ora la stessa ASL lo andrà a pagare. Insomma al danno – la gettata di cemento all’interno di una zona che, a nostro avviso, continua ad avere una rilevanza naturale – si aggiunge la beffa: oneri aggiuntivi per le tasche della comunità. E pensare che abbiamo un “contenitore vuoto e ai saldi”.

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