Venerdì 22 Giugno 2018
   
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NUCLEARE: "IL PUNTO DI VISTA DEI FISICI”

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Probabilmente il ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo l’avrebbe ritenuto un incontro “sulla scia dell’emozione”. In realtà quando un tema interessa tutti i cittadini di tutti i paesi, l’informazione non è mai troppa. Organizzato dalla Fondazione Luigi Sturzo, l’incontro “Energia Nucleare e Sicurezza: il punto di vista dei fisici”, si è tenuto in sala consiliare ad ha visto protagonista il professor Meo Marangelli, docente di Fisica, presso l’università di Bari.

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Nell’intervista gentilmente rilasciataci, Marangelli ha sottolineato il suo no convinto al nucleare e la necessità di informare la cittadinanza tutta su questa tematica. Il suo non è un punto di vista qualsiasi, ma quello di uno studioso che ha scelto di dire no a questa energia per ragioni tecniche. “Non c’è alcuna certezza sulla sicurezza dei reattori, sempre a rischio di esplosione, né sullo smaltimento delle scorie. Non esistono reattori sicuri. Addirittura è possibile quantificare matematicamente il rischio, ovvero la possibilità di esplosione di un reattore che è pari a una ogni ventisei anni. E se consideriamo la distanza di tempo che c’è tra l’incidente di Cernobyl e quello di Fukushima, vediamo che questo calcolo è molto vicino alla realtà. Questa probabilità, inoltre, è rimasta inalterata negli ultimi trent’anni, dunque tra circa venticinque anni dobbiamo aspettarci una nuova esplosione”.

 

Il professore esprime perplessità sulle rassicurazioni, da parte della nostra classe dirigente, circa modelli più sicuri e reattori di quarta generazione. E alla domanda “cosa ne pensa del referendum?”, la risposta è netta: “Il risultato del referendum, che sarà quasi certamente contro il nucleare, sarà un dato simbolico. Dal punto di vista pratico, infatti, non cambierà nulla e le molte centrali attive nei dintorni non smetteranno certo di funzionare. Di sicuro con il nostro no faremo sì che queste non aumentino, ma è poca cosa”.

L’obiettivo è ovviamente quello di puntare sulle energie rinnovabili. Sul fotovoltaico in particolare, l’energia in cui attualmente “c’è la maggiore sperimentazione, specie nella sostituzione del silicio, sensibile solo al colore giallo e verde della luce e dunque in grado di sfruttare solo il 10-15 % dell’energia proveniente dal sole. Il futuro sono le eterogiunzioni, sensibili alle diverse sfaccettature dei colori della luce, che però risultano essere molto costose”.

L’augurio del professor Marangelli, dunque, è che “le tecnologie fotovoltaiche prendano il sopravvento, diventando le fonti primarie di energia, specie in vista dell’imminente esaurimento dei combustibili fossili(es:tra sessanta’anni finiscono le fonti di gas). È bene adottare comportamenti virtuosi che limitino gli sprechi ed essere pronti sin da ora a sostituire le fonti non rinnovabili”.

Commenti 

 
#1 Dario Referen 2011-06-07 06:54
E’ più coerente un ministro che difende le sue leggi o un gruppo di persone che prima le vota in parlamento e poi dice che è meglio abrogarle tramite referendum?
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