Domenica 16 Dicembre 2018
   
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"TUTTI PER LA CANAPA, LA CANAPA PER TUTTI"

CanaPuglia

Nessuno ci avrebbe scommesso, eppure due ragazzi – Claudio Natile e Carmine Campaniello – sono riusciti a contrastare un secolo di disinformazione e demonizzazione di una delle risorse più versatili che la natura offra: la canapa. Tutto con la forza di un progetto, CanaPuglia, che sta riscoprendo le potenzialità della pianta rispondente agli imperativi della sostenibilità, dell’ecologia e dell’economicità.

Il modello comunicativo elaborato dai giovani conversanesi è risultato talmente vincente da aprire la strada allo sviluppo di una rete nazionale, in via di definizione – ad esempio – la collaborazione con Campania, Umbria e Toscana. Insomma, Conversano ritorna ad essere “esportatrice” di modelli virtuosi culturali.

Non  è esagerato, dunque, affermare che ci si trova di fronte ad una svolta epocale, probabilmente non ancora pienamente metabolizzata. Basterebbe pensare che, fino a due mesi fa, il “dizionario parlato” accoglieva solo il termine marijuana, associato al mondo dello spaccio degli stupefacenti. CanaPuglia ha rappresentato un momento di cesura storica: si è iniziato a parlare di “canapa sativa”, ristabilendo le proporzioni lessicali, e si è iniziato a gustarla applicata alle più varie prelibatezze della gastronomia: pizza, pane, focaccia, crépe e – ultimo arrivato – il caffè espresso, che può essere assaggiato solo a Conversano.

Iniziative gastronomiche che, come precisa Natile, “non si riducono a mera degustazione di un prodotto, bensì costituiscono un’occasione per promuovere la cultura dell’economia verde, della sostenibilità, della tutela del territorio, dell’alimentazione sana e dello stesso benessere dell’individuo. Infatti, esistono cosmetici naturali a base di olio di canapa che, essendo ricco di acidi grassi essenziali omega 3 e 6, ha un’azione protettiva nei confronti della pelle contro gli attacchi atmosferici”.

Per aggiornarvi sull’iter del progetto, vi proponiamo i passi salienti della chiacchierata con lo stesso Claudio Natile, Presidente dell’Associazione CanaPuglia.

Il campo di canapa

“Il campo di canapa, dopo soli due mesi, inizia a fiorire. Certo, abbiamo seminato un po’ tardi, in Puglia il periodo ideale sarebbe febbraio, per consentire alla pianta di usufruire delle piogge, ma comunque non possiamo lamentarci dei risultati”.

Del resto, l’obiettivo non è quello di produrre bensì di catalizzare gli interessi della gente. Un ulteriore strumento di divulgazione: “Grazie alle caratteristiche della canapa possiamo promuovere una cultura fatta di rispetto per l’ambiente, di utilizzo di materie non inquinanti, conformi e rispettose delle leggi naturali. Rendere tutti consapevoli che coltivando questa pianta, e mettendo in piedi una filiera, potremmo creare le basi di un futuro migliore”.

Passare dalla sperimentazione alla produzione necessita risorse e investitori – seri e senza secondi fini – pronti a sostenere i costi di un impianto di prima trasformazione e di uno stabilimento di lavorazione che produca, ad esempio, pannelli termo-acustici per la bioedilizia. Anche in questo caso le buone notizie non mancano: “C’è già un imprenditore pugliese interessato; giovedì lo abbiamo accompagnato in visita presso le coltivazioni e lo stabilimento di prima trasformazione della sede centrale di AssoCanapa a Torino”.

Investitori a parte, l’anello indispensabile a chiudere il circuito è l’utilizzatore finale: “Ognuno di noi dovrebbe essere il primo a pretendere dal costruttore che le case vengano realizzate con materiali derivanti da colture annuali rinnovabili (come appunto la canapa) completamente atossiche. La Regione, a tal proposito, ha il potere di agevolare il cambiamento, motivando gli stessi costruttori con apposite politiche di promozione economica. Dal nostro canto, entro un anno fabbricheremo in Puglia una ‘struttura pilota’ fatta di canapa, calce e legno”.

Dalla Gastronomia alla Carta

Dopo i successi nel “campo gastronomico”, il mercato si apre ad altri settori: “Un giovane conversanese, che ha seguito un corso formativo presso la Cartiera di Fabriano, ha manifestato l’intenzione di realizzare carta con la canapa pugliese. Non dimentichiamo che un ettaro di canapa produce una quantità di cellulosa pari a quella che si ricava da quattro ettari di bosco, e in soli 4 mesi. Inoltre, per sciogliere la polpa di legno di canapa è sufficiente l’acqua ossigenata, non tutti gli acidi chimici necessari per il trattamento della polpa di legno. Mi piace sapere che c’è sempre più gente che partecipa, collabora e si impegna affinché venga conosciuta la versatilità della canapa e il suo valore ambientale”.

I progetti

Fitto il calendario degli appuntamenti. Il primo è l’evento, previsto per la metà di giugno, “Tutti in bici al campo di canapa”: una “gita”al campo per presentare ai partecipanti progetto e obiettivi.

A fine luglio, poi, ci sarà la raccolta. Per i più dubbiosi, facciamo presente che le autorità competenti eseguiranno preventivamente una serie di campionamenti per accertare il rispetto delle soglie consentite di concentrazione del principio attivo contenuto nella pianta. Tra l’altro, il campo è stato già oggetto di ispezione da parte del nucleo dei NAS di Bari.

Infine, a breve verrà aperta la sede di CanaPuglia: “Un luogo dove prenderà forma quella cultura sostenibile, cui accennavamo, attraverso giornate di studio e dibattiti sui possibili utilizzi della canapa. Accoglieremo tutti coloro che sono interessati a scoprire questo progetto e a impegnarsi concretamente per realizzare vari prodotti, dando una nuova prospettiva allo stesso artigianato”.

Commenti 

 
#9 Fontecedro 2011-06-09 07:11
Gianvito, mi meraviglia della tua scarsa informazione sul tema. Prova il sito dell'OMS
(o quello dello stato della California)
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#8 Gianvito F. 2011-06-08 20:49
Quali sono le evidenze scientifiche sulla thc curativa? Ma stiamo a scherzà?
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#7 Giuseppe Carso 2011-06-08 17:50
la coltivazione della sativa va benissimo, ma bisognerebbe dare spazio anche alla indica, visto che il thc SCIENTIFICAMENTE DIMOSTRABILE ha curato parecchia gente, poi non capisco perchè l'Unione Europea abbia "praticamente" vietato da Aprile l'uso di erbe medicinali, visto che i costi delle licenze e varie pratiche oscillano intorno ai 150000 euro per erba, spezzando praticamente le gambe ai piccoli bottegai e ingrandendo lo strapotere di multinazionali farmaceutiche come B.P., quindi è il momento di diventare "fuorilegge" nel senso buono, visto che la salute è un bene inalienabile. ED IO, MAI COME ORA, SONO CONVINTO CHE IL THC SIA IL PIU' POTENTE MEDICINALE CURATIVO AL MONDO, in quanto il nostro corpo è formato da ENDOCANNABINOIDI.
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#6 UP 2011-06-08 17:39
quando gli stati troveranno il modo di far cassa , anche le droghe " leggere" verranno legalizzate è quello che già succede , per alcol , sigarette e gioco d'azzardo . Gli ultimi comunicati dei " grandi del pianeta" vanno proprio in questo senso.
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#5 Gianvito F. 2011-06-07 12:43
La marijuana può provocare depressione ed altre malattie psichiche. Di certo, non fa bene e nemmeno all'economia, a meno che l'Italia non voglia farsi la nomea di paese degli sballoni. C'è molta disinformazione anche sull'uso terapeutico, che è per ALLEVIARE i dolori in sostituzione di sostanze chimiche quali morfina ecc. e non perché curi le malattie (come molti "legalizzatori" talvolta sostengono in maniera delirante). Penso che il nostro patrimonio artistico ed ambientale BASTI ampiamente per muovere l'economia, se gestito in maniera intelligente (possibilmente lucidi).
A parte questo, io la legalizzerei così almeno i consumatori pagano le tasse e non foraggiano la criminalità che spesso ne gestisce il commercio.

Le riforme di cui l'Italia ha bisogno sono altre...

Per fortuna, c'è chi si è dedicato a trovare un uso certamente più intelligente e redditizio per questa pianta (sebbene nella sua declinazione meno allucinogena) ed a loro va tutta la stima ed il sostegno!
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#4 Angelo Lorusso 2011-06-07 11:24
Io direi che per il momento sia sufficiente riportare in auge tutte le qualità di un prodotto naturale dalle incredibili caratteristiche.


Se poi, di qui a cent'anni, dovessero presentarsi le condizioni per affrontare definitivamente i temi di "sospetto", l'accettazione della canapa come prodotto merceologico sicuramente porrebbe delle basi di dialogo più sane.
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#3 La Redazione 2011-06-07 09:55
Gentile "sospetto",
riteniamo opportuna qualche precisazione affinché il suo commento non diventi uno spot a favore del consumo delle droghe leggere, che non ha ragion d’essere in questo contesto.

È alquanto inappropriato legare la legalizzazione delle droghe leggere al “rilancio dell’economia italiana” e meno che mai ci pare fondato il nesso cosale con una reale politica turistica, che dovrebbe puntare alla valorizzazione di altre risorse. L’esperienza olandese, se a quella ci si vuole riferire, non brilla per esiti esclusivamente positivi.

Infine, la sua esperienza personale non è generalizzabile. Probabilmente lei ha una buona dose di autocontrollo e di forza di volontà, che le consente un uso sporadico e controllato. Sta di fatto che al momento non esiste una posizione scientifica univoca sulla non nocività del principio attivo delta 9 THC, pur essendo in corso ricerche nel campo delle cure palliative e delle patologie asmatiche.

In conclusione, preghiamo di contestualizzare i commenti all'argomento affrontato. Nel caso si voglia affrontare questa tematica, siamo disponibili ad aprire un'apposita sezione.
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#2 sospetto 2011-06-06 21:14
solo una domanda...perchè tanta foga nel demonizzare la marjwana in fin dei conti io di effetti negativi ne vedo pochissimi e non più pericolosi di quelli provocati dalle sigarette. su cosa si basano? ho sentito gente che insinua che brucia il cervello...che si diventa meno reattivi,che apre la porta ad altre droghe,che causa un calo della memoria...io sono 10 anni che fumo e conosco persone che la consumano abitualmente da molto più tempo...io non mi ritengo un genio...ma di certo non considero droga una sostanza che non mi crea problemi(a parte i giudizi della gente e le figuracce,che poi non consideri più di tanto perchè superflue) ma soprattutto una sostanza dalla quale non ho dipendenza(mi capita di restare settimane senza fumare...per un periodo non ho fumato 2 mesi senza sentire un bisogno fisico come per le sigarette) quindi su cosa si basa la proibizione? sul fatto che mi altera la capacità di pensare?(altera non la cambia) l'alcool e le sigarette sono droghe legali...ma io solo perchè fumo se un polizziotto mi coglie un pacco di cartine in macchina può chiedere esami perchè io posso essere sotto effe3tto di droga? e pur essendo ditemi quanti fumano e poi sfrecciano a 200 km orari...nessuno...perchè non hai voglia di andare veloce...non hai fretta...quando fumi lo fai per stare tranquillo...non per esaltarti...ci vorrebbe un uso consapevole ci vorrebbe una riforma per gestire il fenomeno, far si che si usi in modo consapevole e questo in più porterebbe ad un rilancio dell'economia italiana sarebbe la riforma che tutti aspettavamo con un rilancio del paese a livello turistico.
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#1 Angelo Lorusso 2011-06-04 03:21
Più di tante parole conta solo il coraggio di gente che è disposta a lottare per il mondo che sogna! Come voi.
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