Domenica 16 Dicembre 2018
   
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CONVEGNO CILIEGIE: MARCHIO E TERRITORIO

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Il secondo piano del Castello ha offerto, mercoledì 1 giugno alle ore 11.30, la location per una disamina analitica, sul prodotto cerasicolo del Sud est barese, di eminenti relatori. Il convegno, promosso dalla rivista specializzata “L’informatore agrario”, ha visto l’avvicendarsi, in un dibattito tecnico-pratico, di specialisti del settore, pronti a fornire le loro competenze per una maggiore valorizzazione del prodotto, alla presenza del sindaco Giuseppe Lovascio, dell’assessore all’agricoltura Giuseppe Locorotondo e dell’assessore provinciale alle attività produttive, il prof. Onofrio Resta.

Il  prof. Roberto De Donno, docente di marketing, mira subito all’identificazione dell’obiettivo: creare una filiera. “Il ruolo delle istituzioni e delle amministrazioni - spiega - è quello di aiutare a comunicare  la filiera e ad innamorarsi del territorio. Bisogna far  sedere insieme gli esperti del settore, i ristoratori, i produttori, i fruttivendoli, i consumatori, la grande distribuzione e creare un sistema. La creatività sta nel chiedersi come si può esprimere al meglio la ciliegia. Bisogna ricercarne l’identità e farlo non come singoli ma all’interno di un sistema. Bisogna attuare un piano strategico. Non dobbiamo avere fretta. Non dobbiamo disperdere denaro. Bisogna creare una massa critica. Bisogna fare sistema”.

A rafforzare questa tesi giunge l’opinione del dott. Giuseppe Lamacchia, responsabile dell’Ice ( Istituto Nazionale per il Commercio Estero) di Bari, che ricorda l’importanza della promozione di iniziative svolte a sviluppare le aziende per farne beneficiare i loro portafogli clienti. “Il prodotto ciliegia- afferma- è un fenomeno legato all’export che, per accrescere a livello economico il territorio, deve far fronte alle variazioni del clima ed alla presenza dei competitors ed in virtù di ciò, necessita di strategie mirate  per far fronte  alla concorrenza straniera”.

L’invito è, dunque, a far promozione, a sviluppare iniziative concordate, a migliorare la visibilità del prodotto, a valutarne accuratamente la tracciabilità e a riconsiderare esperienze di sistemi collaborativi.

Commenti 

 
#12 Videla 2011-06-13 23:24
l'iniziativa della savino fa il paio con quella dell'assessore provinciale: propaganda sterile

e i modenesi si consorziano, intanto...
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#11 Colino Marietta 2011-06-13 18:11
Per Federica: Nella coltura delle ciliege è bene conoscere che ci sono alcune tipologie di bassa qualità che sono utilizzate per impollinare quelle più pregiate; per queste ultime che marketing si vuole fare? un'industria della trasformazione innalzerebbe il reddito di un paese che non può e non deve limitarsi solo alla produzione; alziamo un pò gli orizzonti e facciamo si che si pensi al reddito non unicamente nei momenti della raccolta.
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#10 conversanese nuovo 2011-06-13 15:25
L' On. Elvira Savino la scorsa settimana ha fatto approvare una importante risoluzione in Parlamento sulla valorizzazione della ciliegia e ha proposto varie iniziative per il rilancio del settore. Inoltre, cosa importantissima a mio avviso per i produttori e che nella risoluzione si legge che il Governo si impegna a promuovere e favorire la formazione di consorzi di produttori per rendere la ciliegia un volano di sviluppo dei territori in cui viene coltivata. Questa particolare attenzione verso gli agriocoltori è necessaria, poiche' questi nella vendita, sono in posizione di svantaggio rispetto al settore della distribuzione. La Ciliegia sarà presto riconosciuta "Frutto della Nazione" al riconoscimento della ciliegia quale «Frutto della Nazione» per il verde delle foglie, il bianco raggiante della propria fioritura, il rosso brillante dei succosi frutti.
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#9 Federica Mastrovito 2011-06-13 10:35
Ho partecipato al convegno e la prima cosa che mi ha colpito è stata la mancanza di partecipazione da parte di produttori, distributori, gli attori del settore. L'industria di trasformazione non è la soluzione al problema, sarebbe solo l'ennesima cattedrale nel deserto. Il rilancio del prodotto e del territorio passa dalle politiche e strategie di marketing.
Durante il convegno sono stati portati esempi concreti, non parole o chiacchiere, di come importanti realtà italiane hanno tradotto in termini di marketing territoriale le loro ricchezze eno-gastronomiche e i loro territori. Alla base di tutto ci deve essere un progetto culturale, che sia però CONDIVISO dagli attori del territorio.
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#8 de gerolamo micheke 2011-06-11 03:49
mi piacerebe condividere con voi le voste esperienze, ma sopratutto le conoscenze davanti ad un buon caffè. secondo voi, qual'è il soggetto interessato a concretizzare tutto ciò?
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#7 colino 2011-06-10 14:59
I vigili, erano pochi, mò sò assai, tutti frastieri grazie alle scelte, e dove cacchio stanno? Avevamo quelli nuovi di Conversano, ma evidentemente a qualcuno non andavano giù. Fanno i severi sui parcheggi e il traffico? La cacchiata della pista ciclabile,poi, è tra le kamikazate più incomprensibili. Chissà quanti morti ci sarebbero se continua così. Ma se i funzionari fanno le scelte politiche ed i politici stanno bloccati dai funzionari, col cocchio si sbloccherà tutto. Povera "città". Poveri politici, poveri a noi!
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#6 restiamo a guardare 2011-06-09 20:46
quante belle parole
ed io intanto per potermi aggiornare devo andare a Vignola dove fanno un convegno sulla cerasicoltura quando invece a Bari( provincia principale produttrice di ciliege in Italia) l'università dorme su sette cuscini!!! Ma quando ci svegliamo?
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#5 ferro ... via! 2011-06-09 16:06
purtroppo questi continuano a parlare politichese quando occorrono fatti
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#4 Colino Marietta 2011-06-08 14:06
Tante chiacchiere... e il prezzo della pregiata "ferrovia" langue a livelli mortificanti. E' possibile che non si parli mai di occupazione proponendo una industria per la trasformazione del prodotto; di marmellate, di sherry, delle amarene Fabbri... ne avete mai sentiti parlare? incentivate la trasformazione e qualche euro nelle nostre tasche resterà!
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#3 de gerolamo micheke 2011-06-07 11:57
Penso come il mio prof. De Donno, che bisogna fare squadra, ma non solo in termini di filiera, ma anche di cluster. Un Brand/Marchio che rappresenti LA CILIEGIA, punterebbe non solo ad un'immagine strettamente legata al frutto, ma come citato nel titolo, anche al territorio; il che si traduce in una rivalutazione socio-economica ed una crescita del territorio con un approccio reticolare, globale e nazionale, urbano, di quartiere.
Creerebbe cooperazioni tra gli stakeholders pubblici e privati che si muovono e collaborano per raggiungere un obiettivo comune. La crescita dell'indotto turistico, e ad altri coinvolgimenti che incentiverebbero l'appeal e il valore delle realtà interessate.
Risulterebbe necessario un brand ombrello che rappresenterà tutte le istituzioni pubbliche, fino al bracciante, raccoglitore di ciliege, che punterà ad un importante esercizio di comunicazione e di capacità di fare network tra le istituzioni con la conseguente crescita di tutto il territorio. Il tempo è tiranno, ma sono d'accordo di muoversi in tempi rapidi, e iniziare a curare alcune attività di pianificazione in modo che nei prossimi anni si continuerà a coltivare, con passione e determinazione, l'idea non più come una sola identità ma come un sistema aperto.
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#2 Angelo Lorusso 2011-06-07 11:16
Fantastico, praticamente le stesse cose scritte nel documento sullo Sviluppo Economico presentato al congresso di SEL.
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#1 Durona Precoce 2011-06-06 14:57
Idee originalissime in giro da 30 anni, intanto nel modenese fanno i fatti
qua state ancora fermi a Resta....
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