Venerdì 22 Giugno 2018
   
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TARSU: RITORNA LO SPETTRO DELLE 'CARTELLE PAZZE'?

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Riceviamo e pubblichiamo la riflessione del prof. Cesare Preti sulla sua personale disavventura con il locale sistema di riscossione dei tributi, sperando che possa essere di utilità per altri utenti che si vengano a trovare in circostante simili.

 

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Gentile Direttore,

il 13 luglio 2011, un messo comunale, professionale e corretto, mi ha recapitato una cartella di sollecito di pagamento TARSU (Tassa Smaltimento Rifiuti Solidi Urbani), proveniente dall’Ufficio Tributi del Comune, relativa alla seconda rata dell’anno 2008.

Mentre la ritiravo, non potevo nascondere un moto di sorpresa: mia moglie, in quel momento, non era in casa ed è lei che, nella divisione dei lavori domestici, solitamente ha il compito di pagare bollette, tasse ed altro. Appena tornata, abbiamo controllato insieme e, naturalmente, abbiamo trovato la ricevuta di pagamento della rata in questione.

La mattina del 14 luglio mi sono recato all’Ufficio Gestione Tributi ed esibendo la ricevuta di pagamento ho ottenuto un provvedimento di annullamento dell’avviso di liquidazione TARSU, firmato dallo stesso funzionario che aveva firmato la cartella di sollecito, il dott. Pino Pietro Moschetti. A giustificazione di quello che era successo, la gentilissima impiegata con cui ho parlato mi ha detto che tutto si è originato dallo smarrimento della distinta di pagamento relativa al 29 settembre 2008, facendomi così intendere che il mio non è stato certo l’unico caso.

Rilevo che per altro, se non ricordo male, anche lo scorso anno vi furono diversi casi simili di “cartelle pazze”, emesse e poi ritirate in modo precipitoso, e che in ogni caso il tutto non può essere derubricato come incidente di percorso, increscioso ma di relativa gravità, e questo a causa dell’evidente squilibrio tra le due parti in questione. Se, infatti, io avessi smarrito la ricevuta di pagamento, mi sarei trovato nelle condizioni di dover rieffettuare il pagamento, ovvero di dover pagare una penale per un mio errore.

E, nel mio caso, per fortuna niente di pesante. Ma mettiamo il caso che al mio posto si fosse trovato un precario con fonte di reddito discontinua o un pensionato che percepisce una pensione minima: l’errore non sarebbe stato in grado di incidere pesantemente sulla qualità di vita di costui? Perché invece chi gestisce la riscossione dei tributi comunali (con contratto, tra l’altro, scaduto da parecchi mesi, trascinando così una situazione che a causa di una, se vogliamo essere buoni, limitata capacità amministrativa di coloro i quali formano l’attuale maggioranza di governo comunale, si incancrenisce ogni giorno di più) non è chiamato a rendere conto dei danni prodotti ai cittadini? E perché chi è il responsabile politico di tutto questo, ovvero l’attuale maggioranza di governo cittadina, non si dimette, prendendo finalmente atto del fallimento complessivo di una esperienza politica nata male e che corre il rischio di affondare definitivamente Conversano e le sue tradizioni di virtù civiche?

Cesare Preti

Commenti 

 
#2 falchi § Colombe 2011-07-17 19:30
Speriamo che la gente stufa vada in corteo al Comune e chieda conto di tutto quello che stà succedendo. Mi risulta che dopo le approvazioni dei giorni scorsi cose ancora più serie succederanno a breve....
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#1 ex messo comunale 2011-07-16 10:00
Il problema si ripresenterà sempre fino a quando la "Gestione Servizi" del comune non cambierà.
Chissà perchè è sempre quello il problema.
Prof. Preti lei è stato abbastanza educato e calmo nell'analizzare la situazione. Io le posso dire invece che altri cittadini colpiti come lei da questo fantomatico fenomeno mi hanno sbattuto la porta in faccia e rienpito di parolacce. Un umiliazione per chi stava svolgendo il suo lavoro. Speriamo non accada mai nulla di peggio perchè i cittadini sono stufi di avere a che fare con la gente disordinata e ignorante.
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