Domenica 21 Ottobre 2018
   
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MANOVRA ECONOMICA: SI RITORNA ALLA PRIVATIZZAZIONE?

AcquaBeneComune

Pubblichiamo la lettera aperta, indirizzata al Presidente della Repubblica e a tutte le forze politiche, che il Forum Italiano per i Movimenti per l’Acqua ha redatto al fine di evidenziare come la nuova manovra decida di ignorare, unilateralmente, il risultato della consultazione referendaria contro la privatizzazione dei servizi pubblici.

Un colpo di mano che, con un paio di articoli, cercherebbe di reintrodurre le norme del Decreto Ronchi, parallelamente ad incentivi economici per gli enti locali che vogliano ammiccare alla causa del ‘libero mercato in pubblico esercizio’. Sembra, dunque, aprirsi una nuova stagione di contratti che, riguardando servizi necessari ed essenziali, annullano il rischio d’impresa per il privato ed hanno come obiettivo non l’utente ma la “speculazione finanziaria”.

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Il 12 e 13 giugno il voto referendario di ben 28 milioni di cittadine e cittadini italiani di ogni espressione politica ha chiaramente indicato la voglia di partecipazione attiva alle decisioni importanti per il Paese: servizi pubblici locali, beni comuni, energia, giustizia.

Chiara è stata la risposta dei cittadini: NO alla privatizzazione dei servizi pubblici locali d’interesse generale, a partire dalla gestione dell’acqua ma non solo, NO ai profitti del mercato sui beni comuni essenziali.

Le persone hanno chiaramente indicato alla rappresentanza politica una nuova stagione che metta al centro l’essere umano e i beni comuni e non le agenzie di rating e la speculazione finanziaria.

Purtroppo il governo non solo non ha ancora attuato le indicazioni referendarie retrocedendo sulle privatizzazioni già attuate e abolendo i profitti sull’acqua ma, con la manovra economica in fase di discussione parlamentare e già approvata con Decreto Legge n. 138 del 13 agosto scorso, ha riproposto (negli articoli raggruppati sotto il Titolo II) in altra forma la sostanza delle norme abrogate con volontà popolare.

Infatti, l'articolo 4 ripresenta il vecchio Decreto Ronchi e persino nuove date di scadenza per le prossime privatizzazioni dei servizi pubblici locali. Addirittura l'articolo 5 arriva a dare un premio in denaro agli enti locali pur di convincerli a lasciare al mercato delle privatizzazioni i propri servizi essenziali per le comunità. Un premio che dovrebbe servire per fantomatici investimenti infrastrutturali quando invece ai Comuni vengono sottratti trasferimenti essenziali per le loro funzioni.

Tutto ciò – oltre a non rispettare la volontà di partecipazione e le decisioni che i cittadini impongono ai rappresentanti politici – è una chiara violazione della Costituzione poiché il popolo italiano si è pronunciato con referendum contro l'affidamento al mercato di tutti i servizi pubblici locali previsti dal Decreto Ronchi, e tale decisione è vincolante per almeno cinque anni (come affermato dalla giurisprudenza costante della Corte Costituzionale).

Purtroppo ciò sta avvenendo in un colpevole silenzio politico generalizzato che non rispetta il voto dei cittadini (di qualsiasi colore politico).

Ci rivolgiamo a tutte le forze politiche affinché non deformino l’esito referendario e rispettino l’indirizzo chiaro della volontà popolare.

Ci rivolgiamo al Presidente della Repubblica affinché, in aderenza al Suo ruolo di garante della Costituzione, non permetta che siano riproposte leggi che violano l’esito dei referendum popolari.

 

FORUM ITALIANO DEI

MOVIMENTI PER L'ACQUA

Commenti 

 
#2 pepi 2011-09-02 11:54
ecco come il governo rispetta la volontà del popolo che non più di qualche mese fa, con il 98% circa si era dichiarato contrario a quest'eventualità
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#1 Carluccio M. 2011-09-02 11:01
...
Citiamo il WSJ, baluardo del capitalismo mondiale: “In passato le buffonate di Silvio Berlusconi hanno danneggiato l’Italia. Oggi rischiano di fare lo stesso con l’intera Eurolandia”.
online.wsj.com/article/SB10001424053111904583204576542400034485870.html#articleTabs%3Darticle

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La vittoria è vicina.
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