Domenica 21 Ottobre 2018
   
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Liberalizzazioni farmacie, intervista alla dott.ssa Tina Fanelli

farmacia generica

In vista dello sciopero annunciato dai farmacisti per il primo febbraio, abbiamo intervistato la dottoressa Tina Fanelli, fiduciario dei farmacisti di Conversano, per comprendere le loro posizioni.

Perché c’è stata la revoca dello sciopero?

"La Federfarma ha diramato un comunicato in cui invitava a differire lo sciopero poiché il decreto è in via di approvazione".

Cosa comporta la "liberalizzazione"?

"Intanto, le direttive del governo per il settore delle farmacie riassunte nella cosiddetta liberalizzazione, incidono su tre aspetti distinti. Il primo riguarda l’aumento del numero delle farmacie. Tale primo aspetto comporta l’ampliamento della presenza sul territorio delle farmacie e dei servizi dalle stesse erogate, creando al contempo nuovi posti di lavoro per i laureati. Per quanto riguarda la realtà conversanese, nel comune c’è già un'ottima copertura (6 farmacie inclusa la comunale di Triggianello); tuttavia eventuali nuove aperture consentirebbero maggior servizio per l’utenza". Il secondo aspetto della liberalizzazione è relativo, invece, all’ampliamento delle ore di apertura degli esercizi. Al riguardo penso che già attualmente le farmacie operanti sul territorio erogano tutti i servizi richiesti e dovuti in base al normale orario di apertura e alla regolamentazione di turni notturni e reperibilità. Non sono a conoscenza di lamentele dell’utenza per una diversa disciplina degli orari di apertura e chiusura (orario prolungato ecc.). In ogni caso decisioni in tal senso saranno previamente concordate tra tutti i titolari di farmacia del comune. E comunque, in prospettiva, l’apertura di nuove farmacie, garantirà un ulteriore servizio all’utenza. Ci tengo, inoltre, a precisare che noi farmacisti ci riuniamo periodicamente per concordare una linea comune e per organizzarci in modo ottimale e continueremo su questa linea anche in futuro".

Veniamo al terzo aspetto.

"Il terzo aspetto della liberalizzazione nel nostro settore è quello riguardante la possibilità di concedere sconti sui farmaci di classe C. Questo aspetto non è stato ancora ben compreso dalla categoria, anche se possiamo capire sia stata una misura rivolta in prima battuta all’interesse del cittadino utente. Al riguardo penso, innanzitutto, che i farmacisti, oltre che a vendere farmaci (che non possono essere assimilati a comuni beni di consumo) e prodotti parafarmaceutici, offrono anche ulteriori servizi sia di consulenza sui prodotti stessi, che altro (prenotazione CUP, ecc.). Per quanto riguarda gli sconti, essi possono essere ben volentieri concessi se i distributori e le case farmaceutiche a loro volta fossero obbligati a farli nella fornitura alle farmacie. A differenza, infatti, di quanto comunemente si possa pensare sui faraonici guadagni della categoria, già da tempo il farmacista è tenuto per legge ad operare un ricarico minimo e regolato per legge sulla rivendita dei farmaci stessi. In ogni caso, anche tale eventuale decisione (modalità ed entità degli sconti) sarà concordata tra i colleghi, cercando di contemperare sia gli interessi della categoria che l’interesse più generale dell’utenza".

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