Mercoledì 19 Dicembre 2018
   
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Mons. Padovano: "25 anni sono passati come in un soffio"

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L’11 Febbraio del 1987 Mons. Domenico Padovano riceveva la nomina di Vescovo della Diocesi Conversano-Monopoli. A venticinque anni da quella data lo abbiamo incontrato per farci raccontare di questi cinque lustri a Conversano, dello stato dei lavori della Cattedrale e per parlare di attualità.

Come ricorda il suo arrivo a Conversano? Quali sono state le difficoltà dei primi tempi?

"Venticinque anni sono passati come in un soffio. Quando sono arrivato c'era il problema dell'unità delle due diocesi. Infatti fino ad allora Conversano e Monopoli erano divise. Due Vescovi, due curie, due cattedrali. Nel 1986 la Sacra Congregazione riassestò le diocesi in Italia. In Puglia da 35 si passò a 19. E Monopoli ha sofferto molto per la scelta di posizionare la Curia a Conversano. Quindi c'era un clima di gioia qui, e uno di sofferenza a Monopoli. La sera dell'ingresso coincideva con la Prima Domenica di Quaresima. L’accoglienza a Conversano fu trionfale. Ma subito dopo mi recai a Monopoli con il ramo di mandorlo fiorito che mi era stato donato dai conversanesi. Lo volli depositare sull'altare della Madonna della Madia, protettrice di Monopoli, per chiederle il dono della unità. E’ da quel mandorlo è nata l’unita nel territorio. È stato un miracolo della Grazia di Dio. E della buona volontà dei sacerdoti. Infatti oggi stiamo affrontando insieme ansie e gioie comuni. E delle cose belle sono state realizzate. Vedo che c'è tra i sacerdoti sincronia, e abbiamo avuto un ringiovanimento del presbiterio. I progetti pastorali hanno fatto fare dei passi in avanti alle parrocchie".

Quali sono stati gli episodi più significativi di questi venticinque anni?

"Non ci sono episodi particolarmente significativi perché il cammino è nel feriale. E' lì che si costruisce il concreto, non nei grandi avvenimenti. Abbiamo costruito il Regno di Dio giorno dopo giorno. Momenti straordinari ci saranno stati, ma vengono assimilati dalla vita".

Sabato, per celebrare questo importante anniversario, verrà riaperta la Cattedrale.

"E’ una coincidenza. Ma comunque la riapertura della Cattedrale è un momento importante. E’ motivo di gioia per la città e per la diocesi. È un tornare a casa, perchè è il centro della vita di tutti. E’ un evento che riguarda la Chiesa, ma anche tutta la città. Gli eventi più importanti della vita di una città avvengono nel tempio. E’ la chiesa del vescovo, la chiesa madre di tutte le chiese parenti nelle diocesi. Importante anche perché antica e di valore artistico. La pietra parla visibilmente. E la chiesa madre di tutta la diocesi dove il popolo si stringe attorno al proprio Vescovo per fare una esperienza di Chiesa comunitaria. E un libro di pietra che racconta secoli di fede. E’ la chiesa delle anime, dove ogni battezzato si armonizza col fratello ed ognuno svolge la propria parte".

Con quali forze si è riusciti a realizzare i lavori per la ristrutturazione della Cattedrale?

"I finanziamenti pubblici della Regione hanno dato una mano. Ma è stato, e sarà, importante il sostegno del popolo. Ci sono ancora tante piccolezze a cui porre rimedio come il riscaldamento, i banchi, l’impianto microfonico. E’ importante ringraziare le ditte che hanno realizzato i lavori, la Regione per il finanziamento messo a disposizione e tutti i benefattori".

Come vede il tessuto sociale della Diocesi? Si sono evidenziate difficoltà legate a questo momento di crisi?

"Come Diocesi abbiamo undici comuni vivaci, intraprendenti, ricchi di inventiva, di imprenditoria e di tradizioni. Non abbiamo i problemi delle metropoli e le difficoltà dei villaggi. La famiglia è ancora buona, e regge la situazione di difficoltà che stiamo attraversando. Si avverte l’aumento di povertà e le richieste di aiuto alla Caritas e alle parrocchie. La disoccupazione giovanile non permette di sposarsi. Quindi i giovani cominciano a convivere perchè gli anni passano e non intravedono soluzioni per una vita autonoma. Ci auguriamo di poter superare questa fase di difficoltà come abbiamo fatto in passato".

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