Martedì 16 Gennaio 2018
   
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"Salviamo i ciclisti", la rete prende posizione

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Dopo lo scambio di idee sulla sicurezza dei ciclisti nella nostra città, ci è stata segnalata l'iniziativa lanciata ieri da 40 blogger amanti delle due ruote: "Salviamo i ciclisti, aiutateci a fermare la strage di chi ha scelto la bici per spostarsi in città". Una presa di posizione che riprende i contenuti della campagna proposta dalla testata londinese "Times" in seguito al grave incidente accaduto ad una propria giornalista.

Secondo le dichiarazioni dei blogger, "in 10 anni in Italia sono state 2.556 le vittime su due ruote, più del doppio di quelle del Regno Unito. Questa è una cifra vergognosa per un paese che più di ogni altro ha storicamente dato allo sviluppo della bicicletta e del ciclismo ed è per questo motivo che chiediamo che anche in Italia vengano adottati gli 8 punti del manifesto del Times".

É seguito a ruota l'approfondimento realizzato dalla rivista Wired con un'intervista all'architetto Matteo Dondé, consulente del piano ciclistico comunale di Reggio Emilia.

La prima proposta dell'architetto è inserire, per le strade di grandi dimensioni, una "divisione centrale fra le due corsie di marcia, in modo da permettere l'attraversamento del pedone in due tempi". Necessario, in secondo luogo, istituire il limite di velocità a 30 km/h per le strade interne in modo da scoraggiare l'automobilista, che notoriamente mira a risparmiare tempo, e dunque ridurre gli incidenti. Esemplare la "zona 30" sperimentata a Torino: 50% in meno di sinistri.

Oltre a questi due aspetti qualificanti la viabilità cittadina, è indispensabile elaborare un "piano ciclabile" volto ad armonizzare, con coerenza, le piste dedicate alle due ruote che − continua l'articolista − dovrebbero "partire dal centro e svilupparsi in modo coerente lungo le circonvallazioni e le radiali che portano alla periferia".

Infine, capitalizzando l'esperienza berlinese, Dondé suggerisce la progettazione di due corsie: una per i cosiddetti "ciclisti lepre, che devono essere liberi di viaggiare su corsie dedicate", ed una per "quelli tartaruga, che possono transitare sulle piste ciclopedonali".

Per ulteriori aggiornamenti: Facebook: Salviamo i ciclisti ; Twitter: #salvaiciclisti

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Gli 8 punti del manifesto del Times:

1) Gli autoarticolati che entrano in un centro urbano devono, per legge, essere dotati di sensori, allarmi sonori che segnalino la svolta, specchi supplementari e barre di sicurezza che evitino ai ciclisti di finire sotto le ruote.

2) I 500 incroci più pericolosi del paese devono essere individuati, ripensati e dotati di semafori preferenziali per i ciclisti e di specchi che permettano ai camionisti di vedere eventuali ciclisti presenti sul lato.

3) Dovrà essere condotta un'indagine nazionale per determinare quante persone vanno in bicicletta in Italia e quanti ciclisti vengono uccisi o feriti.

4) Il 2% del budget dell'ANAS dovrà essere destinato alla creazione di piste ciclabili di nuova generazione.

5) La formazione di ciclisti e autisti deve essere migliorata e la sicurezza dei ciclisti deve diventare una parte fondamentale dei test di guida.

6) 30 km/h deve essere il limite di velocità massima nelle aree residenziali sprovviste di piste ciclabili.

7) I privati devono essere invitati a sponsorizzare la creazione di piste ciclabili e superstrade ciclabili prendendo ad esempio lo schema di noleggio bici londinese sponsorizzato dalla Barclays.

8) Ogni città deve nominare un commissario alla ciclabilità per promuovere le riforme.

 

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