Giovedì 13 Dicembre 2018
   
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Controlli su spesa pubblica e uscite di bilancio

guardiadifinanza

La Guardia di Finanza persegue la tutela della finanza pubblica anche attraverso il controllo delle varie forme di illegalità che recano pregiudizio alle uscite di bilancio, specialmente nell’attuale periodo di congiuntura economica e contenimento della spesa pubblica.

Si tratta di un settore che riveste importanza strategica, al fine di evitare che preziose risorse vadano disperse o diventino preda di truffatori e associazioni criminali, a svantaggio delle politiche di sostegno alle imprese ed alle famiglie che si trovano in difficoltà proprio a causa della crisi economica; truffe perpetrate da “ladri” di fondi comunitari e nazionali che non soltanto evadono, ma che percependo indebitamente i contributi, rubano insieme ai soldi lo sviluppo e il futuro dei nostri territori disagiati.

Significative risorse sono state perciò dedicate agli interventi in materia di frodi alle uscite di bilancio comunitario, nazionale e locale, di controllo della spesa sanitaria, di erogazione di prestazioni sociali agevolate e di accertamento di danni erariali, con risultati incoraggianti.

In particolare, in materia di frodi a carico del bilancio comunitario sono state accertate 287 violazioni e finanziamenti indebitamente percepiti per 43,1 milioni e segnalando, per l’immediata sospensione di ulteriori erogazioni, finanziamenti indebitamente richiesti e non ancora erogati per 3,6 milioni.

Nel dettaglio, sono state scoperte frodi in materia di fondi strutturali per 29,5 milioni e frodi negli aiuti Comunitari all’agricoltura per circa 12 milioni di euro.

Quanto alle frodi in danno del solo bilancio nazionale e dei bilanci degli enti locali, in materia di contributi di cui alla Legge 488/92 e alle altre normative di sostegno nazionali o locali, sono state denunciate 1078 persone ed accertate frodi per ulteriori 50,5 milioni.

In tema di contribuzioni pubbliche, importanti investigazioni sono state svolte con riguardo alla particolare fenomenologia di truffa, afferente i cc.dd. “falsi braccianti agricoli”, nel cui ambito sono state accertate erogazioni indebitamente percepite per false indennità di disoccupazione, malattia e maternità per 28 milioni, ed il mancato versamento all’INPS di contributi previdenziali per 5 milioni.

Nel settore della spesa sanitaria, i Reparti hanno denunciato 656 soggetti all’Autorità Giudiziaria ordinaria ed accertato truffe al Servizio Sanitario Nazionale per 250 milioni - anche avvalendosi delle sinergie derivanti dal protocollo d’intesa stipulato con la Regione Puglia -, perpetrate da privati (tra quest’ultimi, sono stati individuati, su un totale di 4.857 fruitori controllati, 528 soggetti di ogni estrazione sociale che, ricorrendo alle false dichiarazione sulle effettive condizioni economiche, hanno omesso il pagamento dei ticket) ovvero da professionisti e imprese.

Non ultimo, importante attenzione è stata rivolta ai fenomeni dei “finti poveri”, ovvero coloro che, attestando falsamente condizioni economiche disagiate, acquisiscono illecitamente il diritto di percepire benefici economici o prestazioni (come iscrizioni scolastiche, esoneri affitti, mense, gratuito patrocinio) destinate a categorie di cittadini più deboli, di fatto danneggiando gravemente chi ne aveva realmente diritto.

Grazie ad una approfondita analisi incrociata delle banche dati in uso al Corpo e ad una attenta attività di intelligence, le Fiamme Gialle hanno complessivamente effettuato quasi 2.100 controlli, riscontrando in 290 casi l’indebita percezione di prestazioni sociali agevolate; per citare un esempio emblematico, peraltro recentissimo, si riporta il caso di due professionisti, che hanno omesso entrambi di dichiarare un reddito di oltre 50.000 euro nonché il patrimonio mobiliare, ottenendo in tal modo l’ammissione dei figli minori alla frequenza dell’asilo nido comunale.

Stesso discorso per le indebite percezioni pensionistiche (nei casi di false invalidità e riscossione di “pensioni dei defunti”), nel cui contesto i Finanzieri pugliesi hanno denunciato 734 persone ed accertato l’indebita percezione di indennità o pensioni per oltre 4,8 milioni; a titolo esemplificativo, si citano un caso di riscossione di pensione percepita ancora 10 anni dopo la morte dell’avente diritto - frodando in tal modo oltre 50.000 euro alle casse dello Stato - e finanche il caso di un soggetto che è riuscito a percepire, per anni, ben due pensioni di parenti defunti.

Infine, in tema di indagini contabili svolte a disposizione della Procura Regionale della Corte dei Conti, la Guardia di Finanza, ha accertato danni erariali per 247 milioni, con la segnalazione alla medesima Autorità, di 734 persone, tra funzionari pubblici e privati percettori.

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