Martedì 16 Gennaio 2018
   
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"Contro i caccia F-35", sabato 25 inizia il presidio

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Prende forma e consistenza la campagna promossa da "Rete italiana per disarmo", "Tavola della Pace" e "Sbilanciamoci" per chiedere al Governo di rinunciare all’acquisto di 131 (o 90 come ipotizzato da alcune dichiarazioni ministeriali) cacciabombardieri F-35 

Una commissione statale che rientra nel programma militare, sottoscritto da nove paesi nel 2002, e che ci costerà circa 15miliardi di euro, oltre ad una buona dose di incongruenza. Rispolverando la Costituzione si apprende, infatti, che l'Italia "ripudia la guerra" se non come mezzo di difesa; ed allora− si chiede la piattaforma di associazioni per il disarmo − perché acquistare strumenti finalizzati all'offensiva? Si aggiunga che il nostro paese non è impegnato in nessun conflitto, salvo che la diplomazia ufficiale non "cambi nome alla cose" e decida che ciò che fino a ieri si chiamava − per comodo amor di patria − "missione di pace" da oggi si chiama "guerra".

Ritornando alla protesta, il momento del bilancio arriverà sabato 25 febbraio con l'iniziativa “100 piazze d’Italia contro i caccia F-35″.

Anche Bari ha aderito organizzando, attraverso il Coordinamento cittadino per la Pace, un presidio in via Sparano (davanti alla Chiesa S.Ferdinando) dalle ore 10,00 alle ore 22,00, con volantinaggio, raccolta di firme e animazione di strada. Il tutto sarà preceduto, giovedì 23, dalla seduta del Consiglio comunale del capoluogo in cui verrà presentata la mozione a sostegno della campagna e, venerdì 24 da una conferenza stampa del Coordinamento con il Sindaco Michele Emiliano, presso la Sala Giunta del Comune di Bari.

L'augurio è che questa mobilitazione venga intesa come un'occasione per iniziare un serio e strutturale ripensamento delle spropositate risorse investite nel capitolo "spesa militare".

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