Domenica 16 Dicembre 2018
   
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Assemblea ATO e il dilemma del ristoro

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Martedì 28 febbraio torna a riunirsi l'assemblea consortile dell'ATO BA 5. All'ordine del giorno, oltre all'elezione dei componenti del comitato esecutivo e alla determinazione della quota annua, è iscritta la "pratica ristoro ambientale".

Un argomento arricchito in questi giorni dalla decisione del gruppo Albanese -Lombardi - Marcegaglia di impugnare la determina numero 155 del direttore dell'Ufficio Ambiente, la quale accertava il ristoro ambientale dall'aprile al dicembre 2011. Una somma di circa 840mila euro, iscritta regolarmente nel bilancio, la cui riscossione è ora affidata al giudizio del Tribunale Amministrativo.

Quattro sono i punti che costituiscono la "tesi difensiva" della Progetto Ambiente Bari 5.

Il primo è la contestazione del parere, inserito nella citata determinazione, rilasciato dalla dott.ssa Nitti, dipendente dell'Agenzia delle Entrate. Tale consulenza era stata chiesta "per le brevi" al fine di avere conferma sulla regolarità delle procedure di accertamento seguite dall'Ufficio Ambiente, poiché la Regione − invitata per due volte a dare delucidazioni nel merito o a proporre le proprie controdeduzioni − non aveva risposto.

Secondo pilastro è "l'incompetenza giuridica del Comune di Conversano". Ogni atto sarebbe stato emanato a nome dell'Amministrazione; al contrario, secondo i ricorrenti, la competenza per la determinazione della tariffa di conferimento − e, dunque, della relativa quota parte destinata al ristoro ambientale − spettava all'assemblea consortile.

Inoltre, le parti avrebbero "pacificamente" stabilito che nella tariffa pagata da ognuno dei 21 Comuni consorziati non era incluso il ristoro. In pratica, la Progetto Ambiente nulla ha incamerato e nulla deve a Conversano. Una versione un po' differente rispetto ai tavoli di trattative, in cui gli stessi gestori avevano proposto di accollarsi il 40% del credito.

Infine, si invoca l'illegittimità del tributo: l'unico fondamento normativo del ristoro poggia su una disciplina regionale, ritenuta incostituzionale in quanto non supportata da disposizioni di legge a carattere nazionale.

Commenti 

 
#1 beppesav 2012-02-25 17:57
La fretta di inserire presunte somme da introitare come ristoro ambientale fa i figli ciechi! Infatti ancora una volta la società che ha gestito la discarica si è arricchita e facendo arricchire molti politici compiacenti di questo Comune (Passati e Presenti)a discapito dell'ambiente in cui viviamo. Per quanto riguarda l'illegittimità del tributo a mio parere l'imposizione della regione è obbligatoria, infatti il legislatore ha dettato delle regole ben precise basta osservare quanto descritto all'art. 13 del D.lgs. n. 36/2003 riguardante la gestione operativa e post operativa di una discarica e del successivo art. 14 che impone al gestore la garanzia finanziaria anche per i 30 successivi al post gestione proprio per risarcire i danni al territorio ove insiste una discarica. Saluti beppesav
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