Venerdì 22 Giugno 2018
   
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Lacasella: “San Giacomo al collasso”

Lacasella

Riprendiamo la denuncia che Pasquale Lacasella (nella foto in alto), infermiere e sindacalista F.I.A.L.S. (Federazione Italiana Autonoma Lavoratori Sanità), ha lanciato dalle colonne di Monopolitube: il "San Giacomo", che avrebbe dovuto garantire l'assistenza anche dei cittadini conversanesi, è al collasso.

Con la progressiva chiusura degli ospedali di Conversano e Fasano infatti, è aumentata l’utenza che si è rivolta al San Giacomo. Solo nel 2011, ben 27 mila pazienti hanno usufruito delle prestazioni del pronto soccorso e, contemporaneamente, si registrano 9.600 ricoveri.

La fotografia scattata da Lacasella all'interno di una conferenza stampa è impietosa: il presidio monopolitano "conta 25 medici in meno e, con la scadenza dei contratti del personale a tempo determinato al 31 marzo e al 30 giugno 2012, perderemo altri 40 infermieri".

Su diciannove reparti ben diciassette non hanno né il primario né la caposala e, dal primo dicembre 2011, le internalizzazioni hanno fatto venir meno altri 28 dipendenti ausiliari.

I disagi evidenziati dal sindacalista non si fermano alla carenza d'organico ma investono anche la strumentazione e, dunque, le liste d'attesa per gli esami diagnostici: da tre anni si attende la risonanza magnetica e la radiologia è in sovraccarico; "per effettuare un'ecografia si attendono sette mesi" e "la mammografia viene eseguita solo tre volte la settimana, e spesso è anche guasta”.

Insomma un 'ospedale cantiere' dove le barelle perdono pezzi , dove mancano "le carrozzine e una reception che sappia indirizzare i pazienti". Un ospedale in cui "nello stesso ascensore entrano immondizia, cibo e pazienti" e la sicurezza del personale non è garantita: "in tre mesi tre infermiere sono state aggredite: ma un posto di polizia?".

Commenti 

 
#1 Maria Coletta 2012-02-26 11:21
È ormai una situazione da terzo mondo. Continuare a chiudere gli Ospedali locali inevitabilmente si appesantisce la situazione dei grandi, ma si sta facendo di tutto per far chiudere anche quelli, senza prima approntare nuove strutture più moderne e ricettive.La stessa situazione delle carceri.Vent'anni fa ho avuto bisogno del Pronto Soccorso del San Giacomo, e da milanese, mi ero stupita dell'efficienza e umanità e professionalità trovata. Forse Emergency dovrebbe occuparsi un po' anche dell'Italia
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