Domenica 24 Giugno 2018
   
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Discariche, anche la Puglia tra le regioni 'a rischio di infrazione UE'

unione europea bandiera

L'Unione Europea ha aperto una nuova procedura d'infrazione nei confronti dell'Italia per 102 discariche. Nell'elenco delle 14 regioni attenzionate compare anche la Puglia.

Il capo di imputazione è di non aver rispettato l'articolo 14 della direttiva europea emanata nel 1999. Ovvero, tutte le "discariche operative" (in esercizio al momento del recepimento nell'ordinamento nazionale della stessa direttiva) avrebbero dovuto chiudere entro il 2009, salvo che non si conformassero alle prescrizioni comunitarie.

“Al momento dell'entrata in vigore della direttiva del 1999 in Puglia hanno presentato un progetto di adeguamento alle prescrizioni 54 impianti. Allo stato attuale invece – ha dichiarato in una nota l'assessore alla Qualità dell'Ambiente, Lorenzo Nicastro – risultano soltanto 5 impianti non completamente allineati, ricadenti nella BAT, il cui iter è avviato ma non ancora perfezionato. Va detto, per amore di chiarezza, che il motivo dell'infrazione riguarda requisiti di ordine finanziario legati alla fideiussione richiesta ai gestori degli impianti come garanzia oppure il mancato perfezionamento di adeguamenti tecnici, peraltro in larga parte avviati”.

“Tengo a chiarire – conclude Nicastro – che le contestazioni dell'UE, pur da tenere in debito conto e che, spero, possano far da stimolo alla soluzione delle questioni tecniche ancora in via di definizione, non evidenziano criticità che possano in qualche modo determinare rischi per l'ambiente o per la salute dei cittadini. Infine i ritardi nelle fasi di adeguamenti sono, in numerosi casi, dovuti a contenziosi di natura giuridica tra i gestori che si oppongono in tutto o in parte agli adeguamenti”.

Andando indietro di qualche anno, emerge che questa procedura non è la prima nei confronti della Puglia. Già nel 2008 la Corte di giustizia europea aveva "messo in mora" la nostra regione per non aver rilasciato la VIA (Valutazione di Impatto Ambientale) nei confronti del termovalorizzatore di Massafra.

L'impianto del gruppo Appia Energy (Marcegaglia-Albanese), dove viene smaltito il CDR prodotto dal nostro impianto complesso di C.da Martucci, ha poi ricevuto "a posteriori" il certificato mancante.

Commenti 

 
#1 Anto 2012-03-14 19:46
A proposito, possibile mai che sul portale ambientale della Regione Puglia il punto di arrivo dei rifiuti indifferenziati dei 21 comuni sia semplicemente indicato come "Progetto-ambiente Conversano" ? Quanti di questi rifiuti diventano CDR ( bruciato a Massafra ); quanti metalli (ferrosi e non ) si recuperano ( a Conversano );quanti sono gli scarti e l'umido stabilizzato smaltiti nella discarica di servizio-soccorso ? Il cammino dei rifiuti indifferenziati non finisce a Conversano: occorre garantirne la tracciabilità, per correttezza e trasparenza.
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