Lunedì 15 Ottobre 2018
   
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Centro CARITAS, un'oasi di ascolto e prossimità

Caritas Italiana

Il bisogno ha facce molteplici e insospettabili, va guardato in faccia, compreso, aiutato senza cadere nella spirale dell’assistenzialismo. La forza della fede che è fiducia nell’altro sono indispensabili per andare incontro alle persone, accompagnarle sulla strada dell’autoconsapevolezza e della risoluzione del problema tutelandone la dignità.

Il centro d’ascolto CARITAS in via Arringo n. 60, attivo da 6 anni oggi è attraversato, come sempre, da tante storie, richieste d’aiuto, tratti e lingue non tutti uguali; qui i volontari, una decina di persone tutte formate perché non ci si improvvisa, si fanno guidare dalle tre parole dell’impegno: ascoltare, osservare, discernere. Marisa Galgano, responsabile del centro a Conversano, ci racconta come si svolge il loro volontariato puro, così come lo definisce proprio lei.

"Quando qualcuno si presenta o viene presentato al centro ci espone il suo problema. Osserviamo queste persone, i gesti, l’ansia, la difficoltà, le ascoltiamo spesso in colloqui ripetuti per discernere la realtà del bisogno. Spesso hanno solo bisogno di parlare per capire la propria situazione. Compresi il tipo e l’entità del problema ci mettiamo in rete con tutte le realtà che possono offrire aiuto: medici avvocati, il SIM, il SERT. Ogni colloquio è accompagnato dalla firma di un modello della privacy per garantire massima riservatezza".

Come è strutturato il centro e quali sono le forme d’aiuto?

"Al centro d’ascolto è associato il centro famiglia in cui ci occupiamo dei problemi legati alla vita di coppia e familiare in genere e da poco abbiamo attivato uno sportello di consulenza legale di cui si occupa un avvocato che ha già offerto 4 consulenze. Abbiamo anche un numero di telefono per le emergenze. Nei periodi forti come Natale e Pasqua organizziamo raccolte alimentari e poi c’è il Patto di solidarietà che si concretizza nel microcredito. È un prestito per piccole somme che la CARITAS fa senza interesse, il 50% viene donato dalla parrocchia di appartenenza del richiedente, l’altra metà dalla CARITAS stessa. Esiste un tutor nel centro d’ascolto che valuta se presentare il caso alla commissione diocesana, che decide. La forma del prestito e quindi l’impegno alla restituzione, sono un modo per la chiesa di educare e di educarsi, perché chi ha bisogno comprenda le ragioni della sua situazione e sentendosi responsabilizzato provi a ricominciare. L’aiuto non può essere un farmaco tout-court per la malattia né si può vivere di assistenzialismo.

Se dovessimo tracciare una mappa della situazione del bisogno a Conversano oggi?

"Il bisogno è di tutti i tipi, lavoro, salute, problemi di tossicodipendenza, problemi legali, necessità di crescita dei bambini, problemi familiari e ci sono stati casi di gente per strada. Sono aumentate le situazioni di bisogno nel ceto medio che è il più restio ad avvicinarsi nonostante dal 2011, da quando abbiamo questa sede più riservata, la gente viene con maggiore tranquillità. Noi facciamo passare un messaggio di prossimità e di discrezione e invitiamo chiunque abbia la possibilità di offrire tempo, giornate di lavoro, ascolto a farsi avanti e collaborare".  


Il centro è aperto: mercoledì dalle 10.30 alle 11.30, giovedì dalle 19 alle 20

Per info ed emergenze chiamare al num. 080.495.79.28 o al 331.95.56.894

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