Giovedì 18 Ottobre 2018
   
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Commissione Pari Opportunità, parla Annalisa Lacalandra

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Le donne sono davvero emancipate? Esiste veramente la parità dei diritti per le donne? Il nostro governo è garante affinchè la legge sia uguale per tutti? I cittadini sono in condizione di poter scegliere per la propria vita? Abbiamo ascoltato uno dei portavoce del movimento “Conversano Città Aperta”, la sociologa Annalisa Lacalandra.

città aperta 2Donne e politica

La partecipazione delle donne alla politica è alquanto scarsa, sicuramente non per incapacità, bensì per una questione culturale. Molto spesso si pensa che ci siano lavori “da uomo” e questo concetto è stato così interiorizzato, che sconvolgerlo è quasi impensabile.

“C’è una proposta di legge regionale di iniziativa popolare, del 50 e 50, che ha lo scopo di modificare la legge elettorale promuovendo la presenza paritaria della candidatura di entrambi i sessi nel Consiglio regionale, per dare così l’opportunità di una partecipazione politica equilibrata – ha detto la dott.ssa Lacalandra. Durante la giornata del 7 marzo scorso, questa proposta di legge è stata supportata dalle donne di tutti i partiti, movimenti, sindacati e associazioni. Quindi in maniera trasversale c’è stata la volontà di promuovere l’ iniziativa popolare. Molte donne hanno idee e sono propositive, si pensi a quelle donne che fanno parte di associazioni, anche quello è un modo di fare politica. Il problema è che poi non si ha il coraggio di mettersi in gioco nelle elezioni. Bisognerebbe anche avere un ambiente che ci accolga e ci incoraggi perché altrimenti andranno sempre avanti i “vecchi politici”. A livello comunale, nello Statuto, è prevista la Commissione delle pari opportunità, che non è mai stata istituita. Le donne dovrebbero cominciare da qui affinché durante i consigli comunali si iniziasse a discutere anche di altri argomenti, senza andare a sostituire l’assessorato alle politiche sociali, ma collaborando con esso e con gli altri, anche per esempio con l’ assessorato all’urbanistica”

Si sente rappresentata dalle donne presenti in politica?

“Non da tutte ovviamente. L’immagine delle donne, emersa negli ultimi anni, belle ma “incapaci” in politica non è sicuramente la tipologia di rappresentanza che vorrei. Il fenomeno delle donne che entrano in politica non per merito è notato di più per questioni numeriche, essendo poche si notano. Certo non possiamo negare che anche molti uomini a incompetenza non sono da meno e che probabilmente occupano dei posti più per logiche clientelari che per meriti. In sostanza bisognerebbe avere la volontà e la responsabilità di informarsi e di fare il proprio meglio a prescindere dal genere. Il buon senso non dovrebbe mancare mai”.

Carriera e maternità

“E’ il binomio più atteso dalla società; c’è lo stereotipo che la procreazione da parte della donna sia un atto dovuto, ma non sempre coincide con la volontà o l’aspirazione di una donna. Per questa ragione la donna non dev’essere discriminata. Bisognerebbe superare l’idea che la donna che fa carriera non può crescere un figlio. C’è la necessità di mettere le famiglie in condizione di gestire i tempi, è necessario che i servizi agevolino le famiglie. Le amministrazioni hanno il dovere di accrescere servizi per sostenerle, anche perché più lavoratori, significano più redditi e più consumi, di conseguenza più sviluppo. Bisogna portare avanti l’uguaglianza. Il 40% delle donne che si mettono in maternità non trovano più il loro posto di lavoro, questo è un danno all’economia, ma soprattutto è una violazione al diritto del lavoro. Certamente la maternità è un costo, ma è anche un investimento, una risorsa per il paese. È un diritto. Anche i padri hanno diritto di essere padri, eppure le dimissioni in bianco per le donne continuano ad essere usate. Sono un ricatto, illegale, molto presente sul nostro territorio”

Concludendo, nel settore politico le donne sono ancora poche, e questo perché abitualmente è un lavoro “da uomini”. Forse perché molte donne non hanno il coraggio di esporsi e di essere sottoposte a giudizio. Ma di certo anche la politica e il governo non mettono a disposizione mezzi per favorire l’emancipazione della donna. Spesso la donna si trova a dover scegliere tra carriera e maternità e puntualmente, ogni anno, si dibatte su questa problematica. Però nelle fabbriche le donne sono ben accolte facendo lavori “da uomini”, in questo caso non ci sono obiezioni… Bisognerebbe avere il coraggio di dare spazio alla meritocrazia e mettersi da parte! E crediamo, anche, che sia necessaria la volontà delle donne di mettersi in gioco con il cervello e non con il corpo.

Commenti 

 
#2 palombella rossa 2012-03-21 17:24
A pancia piena è sempre tutto più facile e comodo. Forse più di trentamila motivi basterebbero a spiegare tanto 'appetito'.
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#1 ursus 2012-03-20 15:38
l'appetito vien mangiando! E' proprio il caso di dirlo. La verità vera è che, se hai deciso di metterti in politica, devi avere il coraggio di dire perchè tu e non altre. Così come per il lavoro.
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