Domenica 22 Aprile 2018
   
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PUNTInESPANSIONE, dall'esordio ai progetti futuri

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Anche Conversano, oltre a Polignano e Putignano, fra le tappe del mini-tour a bordo di un coloratissimo furgone che ha permesso ai PUNTInESPANSIONE di festeggiare i primi dieci anni di attività in un concerto on the road a contatto con i loro fan lo scorso 25 marzo. Abbiamo fatto quattro chiacchiere con loro.

Dieci 10 anni di PUNTInESPANSIONE: un bilancio fra aneddoti e ricordi.

"Il bilancio di questi dieci anni è sicuramente positivo, sarà per via del nome che ci portiamo dietro, ma è veramente stato tutto in continua espansione musicale e, se pensiamo ai mezzi tecnici e di strumentazione che avevamo agli inizi, ne abbiamo fatti di passi in avanti! Riguardo ad aneddoti e ricordi, ne potremmo raccontare a iosa, ma ci limitiamo a condividere i sogni che nel corso degli anni sono diventati realtà. Ricordiamo le esibizioni in apertura ai concerti di gruppi italiani di riferimento, quali Gang e Bandabardò, l’aver suonato in contesti nazionali come il Premio Pigro (dedicato a Ivan Graziani), il Premio De Andrè, Una canzone d’autore di Isernia, il Cous Cous Fest in Sicilia, dove eravamo in cartellone insieme ad artisti del calibro di Subsonica, Alex Britti e Modena City Ramblers, senza dimenticare le recenti vittorie del Premio della critica a “Voci per la libertà – una canzone per Amnesty” in Veneto e del “Calvello Music Contest” in Basilicata".


Tornando a dieci anni fa, raccontateci gli esordi.

"Dieci anni fa eravamo dei ragazzi con tanta voglia di esprimersi e pochissima esperienza alle spalle. Alcuni di noi avevano solo strimpellato in alcuni gruppi e altri addirittura imbracciavano per la prima volta lo strumento. Però, come accade nelle belle favole, qualcosa venne fuori, anche se con strumentazione a dir poco approssimativa, ci accorgemmo subito che si creava una bella atmosfera e ci divertivamo un sacco. Da lì l’idea di continuare e di formare anche noi un gruppo".


Durante le vostre esibizioni dal vivo amate circondarvi di ciarpame vario (un telefono rosso a rotella, il manichino del politico con fascia tricolore, ecc.) che puntualmente diventa protagonista delle vostre performance. Premesso che apprezzo molto questa vostra teatralità, qual è il valore di questi oggetti che ormai sono diventati un vostro tratto distintivo?

"Ci serviamo di alcuni oggetti per caratterizzare alcuni passaggi di canzoni. Questo consente al pubblico di entrare meglio nell'atmosfera delle canzoni e di cogliere degli aspetti nascosti, giocosi e amari allo stesso tempo".


Quanto è difficile riuscire ad emergere oggi per una band? Cosa ne pensate dei talent show?

"E’ difficilissimo! Ci sono un sacco di band anche talentuose e sempre meno spazi per esibirsi ed emergere. Anche da questa considerazione nasce l’idea del furgone: un modo per riappropriarsi degli spazi pubblici per fare musica. Come nella vita, anche nella musica i giovani artisti devono inventarsi uno stile, avere idee, talento e tanta voglia. I talent hanno un po’ riportato la musica in TV, ma fanno a nostro avviso due danni importanti: innanzitutto abituano il pubblico ad ascoltare cover, pezzi già noti e ad apprezzare solo la bella voce e l’interpretazione con il conseguente abbassamento della qualità di ascolto nel pubblico. Si sviluppa così la piaga delle programmazioni dei locali sempre più piene di cover band. Inoltre, non danno l’idea a chi vi partecipa (e quindi a tutti quelli che vorrebbero emulare) della fatica e del lavoro indispensabili per arrivare. Tutto sembra dipendere dalla TV. Noi riteniamo che senza gavetta sui palchi e nei locali non si vada da nessuna parte.


Dite di ispirarvi a Rino Gaetano e Fabrizio De Andrè, e infatti nelle vostre canzoni non manca quasi mai la componente sociale. Anche in occasione della morte di Lucio Dalla si è ripetuto che un certo genere musicale non è più possibile.Secondo voi oggi c’è ancora spazio per la musica “impegnata”?

"Facciamo musica con la speranza di lasciare un segno e sarebbe una grande soddisfazione poter sentire, tra vent'anni, che le nostre canzoni risultano attuali, come succede oggi per la musica di Rino Gaetano e Fabrizio De Andrè, maestri ed innovatori di un linguaggio che oltrepassa i confini del tempo. L'affermazione "musica impegnata", per certi versi, potrebbe spaventare, se si osserva il contesto sociale che viviamo ma, secondo noi, è indispensabile per riappropriarci di concetti basilari quali la dignità, il sano confronto, l'onestà di sentimenti, ormai maltrattati e caduti quasi in disuso".


Panorama musicale attuale: quali gruppi apprezzate maggiormente?

"Come ispirazione per il gruppo seguiamo molto i giovani cantautori italiani: dagli ormai consolidati Daniele Silvestri, Samuele Bersani, Max Gazzè, Carmen Consoli, Simone Cristicchi fino ai più nuovi Dente, Brunori Sas, Nobraino. Poi ognuno di noi ha i suoi ascolti quotidiani e sarebbe un elenco troppo lungo".


Il futuro dei PUNTInESPANSIONE. Progetti?

"Vogliamo continuare la promozione del disco "Trentenni Sofisticati" suonando in giro il più possibile, anche per festeggiare al meglio questi dieci anni di attività, magari ripetendo l'esperienza del "concerto itinerante" nella prossima estate. Inoltre, stiamo lavorando sulle canzoni del nuovo disco con la speranza che possa uscire nel 2013".


Cosa c’è da attendersi dal nuovo disco sia dal punto di vista tematico che prettamente musicale?

"Sicuramente, sarà un disco diverso dai precedenti, sia dal punto di vista musicale che di linguaggio. Certo, lo stile PUNTInESPANSIONE sarà riconoscibile ma la voglia è quella di sperimentare nuove soluzioni musicali ed un approccio diverso alle tematiche da trattare, dare altre sfaccettature alla nostra produzione. Ripetersi, vorrebbe dire appiattimento, cosa che non vorremmo succedesse, ma al momento è tutto work in progress!!! Vi auguriamo tanta, tanta, buona fortuna...alla prossima!".

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