Lunedì 20 Agosto 2018
   
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Contratto Rifiuti: "Tanta attesa per nulla"?

discarica-camion

Dopo più di un anno è arrivata la firma del contratto per l'affidamento e la gestione dell'impianto complesso di C.da Martucci, la cui gara si è svolta il 25 gennaio 2011 ed ha visto la partecipazione della sola Lombardi Ecologia in raggruppamento con la Co.Ge.Am (Marcegaglia-Albanese).

Tanta attesa troverebbe una giustificazione se l'equipe di tecnici e avvocati della Regione si fosse impegnata per venire a capo delle lacune che l'iniziale bozza presentava. Al contrario, leggendo i documenti tutto è rimasto invariato. Eccezion fatta per il nome della società che gestirà per i prossimi 15 anni l'impianto: la Progetto Ambiente Bari Cinque procede alla propria liquidazione e si "ribattezza" Progetto Gestione Bacino Bari Cinque.


La tariffa e le 470 tonnellate

La tariffa, aggiornata a partire dal secondo anno in base agli indici ISTAT, è stata fissata in 125,75 euro (IVA ed Ecotassa esclusa), cifra che pare spropositata anche con l'attenuante del già incluso ristoro ambientale, dovuto al Comune di Conversano, pari a 5,99 euro a tonnellata conferita all'Impianto.

Resta invariata la clausola sul quantitativo di rifiuti indifferenziati che i 21 Comuni dell'ex Ato Bari 5 dovranno conferire giornalmente: 470 tonnellate per i prossimi 15 anni.

Come era stato più volte denunciato, quel quantitativo equivale alla attuale produzione media dell'ormai ex bacino Bari 5. Dunque, quando le Amministrazioni avranno attivato i piani di prevenzione e riduzione dei rifiuti − volti anche ad incrementare la raccolta differenziata in base agli obiettivi imposti per legge – non sarà più possibile garantire quelle 470 tonnellate giornaliere e, diretta conseguenza, ai cittadini potrebbe essere addebitato un incremento dei costi.

Infatti, tra i motivi per cui s’incorre nella clausola della rideterminazione della tariffa, vi è anche la circostanza dei “maggiori costi o minori ricavi” nello svolgimento del Servizio.

 

Anche i rifiuti si "provincializzano"

L'empasse della "mancanza di indifferenziato" ha una soluzione che provincializzazione degli ATO. In attesa della definizione degli ARO (Ambito Raccolta Ottimale), i 15 ATO (Ambito Territoriale Ottimale) che insistevano in Puglia sono stati raggruppati in 6 comprensori, uno per provincia.

Per quanto riguarda la provincia di Bari, le preoccupazioni per Conversano non sono poche. Ad esempio, l'ex Ato Bari 4 (comune di Altamura e limitrofi) vive una manifesta situazione emergenziale: la discarica di Giovinazzo, finora utilizzata per lo smaltimento della maggior parte dei rifiuti prodotti, è ormai al collasso e difficilmente potrà essere concessa l'ennesima proroga.

È vero che il Sindaco Giuseppe Lovascio, nell'ultima assemblea consortile, aveva rappresentato la reticenza dei comuni del Bari 4 ad utilizzare l'impianto di Conversano, in virtù dell'alto costo del trasporto. Tuttavia, di fronte al consolidato ritornello della "urgenza e contingenza" – con il conseguente aumento generalizzato dei costi – ogni pregiudiziale potrebbe sciogliersi. E così le 470 tonnellate di indifferenziato sarebbero recuperate ed assicurate.

Il problema è che, secondo i piani di dettaglio presentati dalla stessa "Progetto Gestione", sulle 470 tonnellate di tal quale che l'impianto riceverebbe giornalmente ben 195 finirebbero in discarica di servizio e soccorso e 172 diventerebbero CDR (Combustibile da Rifiuto). Il resto si divide tra perdita di peso per il processo di biostabilizzazione (88 t/g) e recupero dei materiali ferrosi e non (15t/g).

Questo vorrebbe dire che il Comune di Conversano si ritroverebbe una variante non così lontana dal vecchio terzo lotto, con tutti i legittimi dubbi che i cittadini nutrono sulla gestione Lombardi dopo le recenti indagini della Procura.

I rifiuti sarebbero trattati, tuttavia l'ingenuo immaginario collettivo, se qualcuno chiama due lotti "discarica di servizio e soccorso", pensa a tutto tranne che a 195 tonnellate giornaliere.

E sempre restando in tema di tonnellate e metri cubi, nei prossimi giorni ritorneremo sulla vicenda delle volumetrie occupate durante il  periodo transitorio.

 

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