Domenica 21 Ottobre 2018
   
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“Decreto Aprea”: Manifestazione e proteste degli studenti

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L'istruzione, si sa, è da sempre un tema molto controverso. Soprattutto negli ultimi giorni, l'opinione pubblica ha rivolto la propria attenzione sul Disegno di Legge 953, detto comunemente “ddl Aprea”.

WP 000235Il decreto nasce con l'obbiettivo di dettare nuove «norme per l'autogoverno delle istituzioni scolastiche statali» e, a detta della stessa On. Aprea, autrice della legge d'origine che in questo ddl è stata modificata ed approvata, si propone di «garantire alle scuole autonome uno statuto che sia la carta d'identità della scuola con tutta una serie di azioni positive che possono essere prese dalla scuola stessa, insieme alle famiglie, agli studenti e anche con altri soggetti».

Tuttavia, alcuni punti del ddl − in particolare l'art. 1 comma 3, che riconosce l'autonomia statuaria delle scuole, l'art. 8 che afferma la centralità del ruolo dell' Invalsi e l'art. 10 comma 1 che legittima l'entrata dei privati nelle scuole − hanno trovato l'opposizione di studenti, da una parte, e dei professori, dall'altra.

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Numerose sono state le forme di protesta sollevatesi da tutta Italia: occupazione delle scuole, scioperi, sit-in, manifestazioni, ecc. Tutta Italia ha fatto sentire la propria voce e il proprio dissenso nei confronti di questa legge che, a detta degli studenti mette in discussione il diritto all'istruzione e depotenzia il sistema di istruzione attuale, già debole di per sé. Proteste che sono cominciate il 14 novembre con la Giornata europea di mobilitazione contro i tagli alla spesa pubblica in numerosi Paesi dell'Unione Europea e che proseguiranno per tutta la prossima settimana.

La situazione nazionale trova dei punti contatto con la realtà conversanese, dove gli studenti degli istituti superiori, in particolare il Liceo Classico e il Liceo Scientifico, si sono uniti al coro di protesta, manifestando la propria opinione. In particolare, il Liceo Classico, ha organizzato un'assemblea straordinaria con l'obbiettivo di informare gli studenti, tentando di dimostrare che «le manifestazioni, le assemblee, per molti di noi non sono una perdita di tempo, ma un modo per affermare le proprie idee e per difendere il nostro diritto all'istruzione».

WP 000317In particolare, i ragazzi del Liceo Classico hanno puntato il dito contro l'articolo 1 del decreto, interpretato come una facilitazione della scuola di limitare alcuni loro diritti come, per esempio, quello di riunirsi in assemblea: «E' inaccettabile consentire di limitare a noi studenti spazi di democrazia come le assemblee e permettere di depotenziare la scuola pubblica, sottraendole risorse a favore di privati». A proposito dei privati, inoltre, gli studenti si chiedono: perché si permette ad essi di mettere bocca sulle finalità educative della scuola? E perché si favoriscono questi a discapito della scuola pubblica determinando, di conseguenza, un servizio inefficace?

WP 000319Situazione più complessa, invece nelle aule del Liceo Scientifico dove, alle manifestazioni organizzate dagli studenti, si sono unite anche le proteste dei professori che hanno deciso di interrompere le attività scolastiche non obbligatorie, come gestione di corsi di recupero e accompagnamento delle classi a viaggi e visite di istruzione, stage linguistici, scambi culturali, ecc. Una decisione maturata in seguito al tentativo, si legge nella missiva, del Governo Italiano di «imporre un aumento di 6 ore dell'orario di lezione dei docenti di Scuola Secondaria di 1° e 2° grado a retribuzione invariata» e proponendo, inoltre, «di recuperare le risorse finanziarie previste decurtando ulteriormente la quota relativa ai fondi FIS degli istituti». «Tale provvedimento – si legge – determinerebbe ulteriori problemi finanziari per le scuole, già in evidente difficoltà nell'organizzare le attività aggiuntive, con ricadute estremamente negative sull'efficacia dell'azione didattico-educativa». Uno scenario, dunque, insostenibile, che ha infervorato gli animi e che sembra non trovare punti di accordo o soluzioni condivise.

Le manifestazioni proseguiranno nei prossimi giorni con una serie di iniziative in cui gli studenti degli istituti conversanesi si riuniranno per protestare con uno slogan: «Abbiamo o no il diritto al futuro?».

Commenti 

 
#3 mirco 2012-12-09 14:54
Gli studenti di Conversano sono stati i più bravi rispetto ad altri licei di bari sud, in quanto presentano una valida preparazione culturale e politica ed hanno le idee fin troppo chiare senza alcuna strumentalizzazione dei docenti.E' rinomato che i licei di Conversano sono tra i migliori della Puglia.
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#2 up 2012-11-26 11:04
mi piacerebbe sapere quanto è costato agli insegnanti questo sciopero o se continuano a strumentalizzare gli studenti come facevano in passato , facendogli combattere battaglie senza rimetterci un euro delle loro tasche.
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#1 Movimento Cicala 2012-11-25 12:54
Ma dove siamo finiti? Molti di coloro che si sentono infervorati dalle "iniziative" dei rappresentanti degli istituti, sono abbindolati da discorsi demagogici (soprattutto quelli del classico)ma alla fine scioperano solo per saltare ore di scuola (nel classico non vengono tolte ad esempio le gite). Intanto dopo questi "sconvolgimenti" si ritornerà prima o poi alle lezioni ordinarie e niente sarà cambiato (anche perchè a quanto pare il ddl è stato già approvato). Ora il diritto all'istruzione è sacro, ma le lezioni della mattina non vengono intaccate, anzi sono gli stessi studenti che volontariamente si privano dell'istruzione ordinardia per "rispondere" alle proteste di prof (non accompagnare in gita, no progetti extra) contro il decreto sulle 24 ore che è stato ritirato. Ora, in un momento di crisi se tutti iniziasserò a protestare per ogni minima cosa si bloccherebbe il paese. Il problema si sa è di tutta la classe politica dirigente che andrebbe mandata a casa, ma di certo così non si cambierà qualcosa. Io dico: in questa situazione che "provvedimenti diplomatici" stanno prendendo i vari studenti del parlamento regionale della puglia che di certo non devono loro tentare di ristabilire la sanità pugliese ma è in questo che si deve vedere il ruolo di mediatori tra istituzioni politiche e studenti? che ci stanno a fare anche loro? solo per fomentare la massa e lavarsi le mani? Siamo noi giovani che cambieremo il futuro, ma non scioperando!
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