Venerdì 16 Novembre 2018
   
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CONVERSANO E IL PARADOSSO DELLA BIRRA

labirra
Niente più bottiglie in giro per il centro storico di Conversano. Il sindaco Lovascio, replicando un provvedimento già adottato a suo tempo dalla giunta Judice, ha emanato una ordinanza che vieta il commercio di bevande in contenitori di vetro, latta o qualsiasi altro metallo, dal 5 agosto al 13 settembre, negli orari dalle 20 alle 7.

Il deliberato stabilisce che l’ordinanza venga notificata alle associazioni di categoria e alle forze dell’ordine, oltre che agli organi comunali preposti all’osservanza del decreto. Una mazzata alla economia locale della ristorazione? Non propriamente. A scanso di equivoci, e per evitare di incappare nell’errore in cui solitamente ci si imbatte nella lettura di documenti e atti pubblici, scandiamo per bene il passaggio clou del disposto.

“E’ fatto divieto di vendita nei pubblici esercizi e negli esercizi commerciali di prodotti e bevande in contenitori di vetro e/o latta, o di qualsiasi altro metallo, dalle ore 20.00 alle ore 07.00, dal giorno 05 del mese di agosto 2009 al giorno 13 del mese di settembre 2009”. Il che significa che è possibile vendere bevande e prodotti generici in bottiglie o bicchieri di plastica, o in qualsiasi altro formato non metallico.

Per assurdo, quindi, chi viene pizzicato con una Coca Cola in lattina all’esterno di un locale può essere multato dalla forza pubblica, chi, qualche metro più in là, ingolla il suo tredicesimo bicchiere di birra (media), in un contenitore di plastica, non è passibile di sanzione. Un paradosso evidente, se consideriamo che gli schiamazzi e gli atti di vandalismo, dai quali l’ordinanza sembra prendere spunto, non dipendono dal consumo in bottiglia di vetro piuttosto che in bicchiere di plastica.

Non avendo nulla da ridire né sulla Coca Cola tantomeno sulla birra (a Triggianello in questi giorni non si parla d’altro), ci chiediamo: era così difficile intervenire con un’azione più penetrante e obbligare tutti gli esercenti a sgombrare gli spazi antistanti gli esercizi commerciali dai residui di vetro e metallo, pena pesantissime sanzioni tra le quali, per esempio, potremmo includere, come giustamente sollecitato da un commento di un nostro lettore, la chiusura temporanea del locale?

Non ci sembra una cosa poi tanto campata per aria: a fine giornata, così come il giornalista ripone la penna nel suo taschino, il gruppo musicale smonta riponendo con cura tutto quello di cui ha avuto bisogno per intrattenere gli uditori, è giusto che anche l’esercente così come pulisce all’interno del locale abbia cura di rimuovere le zozzerie lasciate all’esterno, su quello che ricordiamo essere un suolo pubblico. Ci sono già locali che diligentemente eseguono questo compito: una grande lezione di civiltà da cui nessuno deve svicolare.

Voi cosa ne pensate?

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