Martedì 20 Novembre 2018
   
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TUTTI I SEGRETI DEL GAL SUD EST

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Un passo in avanti per l’intero comprensorio agricolo e produttivo. Il gruppo di azione locale (GAL) del sud est barese è stato infatti ammesso alla seconda fase di selezione del PSR Puglia. Il documento strategico territoriale, alias DST, preparato dal comitato promotore, ha convinto i selezionatori ed è riuscito a superare il primo step.

PARTNERSHIP ISTITUZIONALE. Il GAL Sud Est Barese, partnership istituzionale fra sei comuni (Mola di Bari capofila, Conversano, Rutigliano, Noicattaro, Acquaviva delle Fonti e Casamassima), altri enti di diritto pubblico e soggetti privati, è quello che, a volerlo spiegare in parole semplici, si potrebbe definire una “calamita di finanziamenti”, una grande rete da pesca per le infinite opportunità fornite dai piani di sviluppo rurale predisposti a Strasburgo. Una macchina a benzina agricola che adesso aspetta di espletare le successive pratiche (costituzione del comitato di gestione e scrittura del Piano di Sviluppo Locale) prima di spiccare il volo.

RISULTATO ATTESO. L’approvazione e il passaggio al turno successivo del GAL Sud Est era un risultato ampiamente atteso. “Assaporiamo il piacere di questa buona notizia – commenta l’assessore all’ambiente del comune di Mola, Pietro Santamaria – che comunque era ampiamente preventivata da mesi. Ora bisognerà procedere con le prossime tappe”. Una soddisfazione palpabile anche a Conversano, dove si è registrato il record di adesioni, circa un centinaio, dall’inizio del 2009, circa un anno dopo la presentazione ufficiale dell’idea del PSR Puglia in Commissione Europea, documento approvato a febbraio 2008.

CURVE E RALLENTAMENTI. Il percorso di visto favorevole per il GAL SEB ha incontrato non poche difficoltà, non dovute alla bontà del progetto, ma ai ritardi in fase di esame degli altri omologhi gruppi di azione locale di altri territori regionali. Emblematico il caso di due partenariati molto simili nel Tavoliere, istituiti con le città di Cerignola e Stornara in ambo i comuni. Per direttiva europea, ogni comune italiano può essere inserito in un solo GAL. La bega fra le due aggregazioni istituzionali ha prodotto molti ritardi, che si sono ripercossi sulla approvazione della graduatoria finale della prima fase.

VENTITREESIMO. Nella classifica dei partenariati ammessi, il nostro GAL è al posto numero 23 sui 25 che hanno superato la selezione. “L’essersi classificati in questa posizione non deve far pensare ad un risultato deludente per i nostri comuni, anzi – spiega ancora Santamaria – L’obiettivo che ci eravamo prefissati era quello di superare la prima fase della selezione partendo da una situazione di svantaggio rispetto ad altri territori più indietro dal punto di vista dell’economia e dei servizi a disposizione delle popolazioni rurali”.

A vantaggio del nostro partenariato, soprattutto l’altissimo coinvolgimento di soggetti privati. Considerato che altri territori sono più sviluppati e hanno bisogno di una maggiore ricettività in termini di finanziamenti, l’unica via per far vincere il GAL SEB era quella di puntare sulla composizione dal basso dello stesso partenariato: la presenza di agricoltura intensiva in alcune zone del territorio compreso nel gruppo era infatti un deterrente all’ammissione alla seconda fase. È andata bene, tutto sommato. Il futuro agroalimentare del nostro territorio parte da qui.

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