Domenica 18 Novembre 2018
   
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EMISSIONI VAPORI, LA NORMATIVA EUROPEA

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"Nel 2009 il Consiglio di Competitività dell'Unione Europea ha approvato una nuova normativa europea per garantire la cattura e il riciclaggio dei vapori nocivi di benzina che fuoriescono durante il rifornimento delle automobili nelle stazioni di servizio".

Così, nella lettera firmata e inviata da un nostro attento lettore di Conversanoweb, il quale confessa di essere molto preoccupato per il nuovo impianto di distribuzione carburanti in via Gobetti a Conversano. Una nota tramite la quale cogliamo l'invito a divulgare la nuova normativa europea sulle emissioni di vapori nocivi nelle stazioni di servizio e dei danni che esse provocano.

Il nostro lettore abita nelle vicinanze della nuova stazione di servizio, ha due bambini e non condivide le posizioni del sindaco: "non intendo subire passivamente le decisioni "all'amicizia" di un sindaco che dice "Io non mi occupo di queste cose" o che "Ho saputo dell'iter della domanda fatta a febbraio solo ad agosto“.

GLI EFFETTI SU SALUTE E AMBIENTE - Per entrare nel merito della normativa europea, le pompe di benzina in molte stazioni di servizio dell'UE dovranno essere dotate di attrezzature per il recupero di almeno l'85% di tali vapori. I vapori di benzina contengono benzene, una nota sostanza cancerogena, e contribuiscono alla formazione di ozono a livello del suolo ("smog"), uno degli inquinanti atmosferici più nocivi per la salute e per l'ambiente.

Con questa normativa - ha commentato la Commissione Ue - l'Europa intende migliorare la salute dei cittadini europei, contribuendo all'innalzamento degli standard di qualità dell'aria, parlamento-europeolimitando le emissioni di due inquinanti nocivi: l'ozono a livello del suolo e il benzene. Gli Stati membri sono obbligati a trasferire nella legislazione nazionale le nuove norme entro il primo gennaio 2012.

Il commissario per l'ambiente Stavros Dimas ha dichiarato: "Questa proposta migliorerà la salute dei cittadini europei. Contribuirà all'innalzamento degli standard di qualità dell'aria, limitando le emissioni di due inquinanti nocivi: l'ozono a livello del suolo e il benzene".

La proposta di direttiva prevede che le pompe di benzina di tutte le stazioni di servizio nuove o completamente ristrutturate con un flusso annuo di benzina superiore a 500 metri cubi siano provviste delle cosiddette tecnologie della fase II del recupero dei vapori di benzina. Inoltre, dovranno dotarsi di tali attrezzature anche tutte le stazioni di servizio situate sotto edifici residenziali, indipendentemente dalla loro dimensione, nonché le stazioni esistenti di grandi dimensioni che abbiano un flusso annuo di benzina superiore a 3 000 metri cubi (queste ultime, entro il 2020).

RECUPERO DEI VAPORI - Le attrezzature per la fase II del recupero dei vapori di benzina sono già state installate nelle stazioni di servizio di quasi metà degli Stati membri. La proposta di direttiva estenderà tale prassi all'intera Unione europea, contribuendo a un'ulteriore riduzione delle emissioni.

I vapori di benzina si formano sopra la benzina liquida, all'interno del serbatoio dell'automobile. Quando si effettua il rifornimento di carburante, questi vapori vengono spostati e si diffondono nell'atmosfera. I vapori fuoriusciti vengono catturati, grazie alla fase II, creando il vuoto e risucchiando i vapori tramite il tubo e la pistola di erogazione fino alla cisterna di stoccaggio della stazione o direttamente alla pompa di benzina. Quest'ultima tecnologia è più recente e non richiede alcuna modifica delle tubature sotterranee della stazione di servizio.

DAL 2010 LIMITI DI EMISSIONE DI BENZENE - I vapori di benzina contengono una miscela di idrocarburi tra cui il benzene, una sostanza cancerogena per l'uomo di cui non si conosce la soglia di sicurezza. Quest'anno, entrerà in vigore nell'UE un valore limite di qualità dell'aria per il benzene.

Inoltre, gli idrocarburi reagiscono nell'atmosfera producendo ozono a livello del suolo, che può essere trasportato nell'aria per centinaia di chilometri. A differenza dello strato di ozono nella stratosfera, che ci protegge dalle radiazioni ultraviolette nocive, l'ozono a livello del suolo è nocivo sia per la salute sia per gli ecosistemi. L'esposizione umana all'ozono produce effetti sulla salute che vanno dall'irritazione del sistema respiratorio fino all'infiammazione polmonare e, nei casi più gravi che colpiscono i soggetti più deboli, anche alla morte. Non è ancora stato determinato un livello sicuro di esposizione all'ozono. Per quanto riguarda l'ambiente, i danni provocati dall'ozono rappresentano in Europa il più grave problema di inquinamento atmosferico a livello regionale che tocca le foreste, la vegetazione e le colture agricole.

È necessario che tutti gli Stati membri intervengano per far fronte all'inquinamento da ozono, che attualmente supera gli obiettivi comunitari in materia di salute in tutta l'Unione europea. Si stima che l'inquinamento atmosferico nell'UE, in particolare quello causato dalle polveri sottili ma, in misura minore, anche quello provocato dall'ozono a livello del suolo, causi ogni anno la morte prematura di circa 370 000 persone, riducendo la speranza di vita media di nove mesi.

CLICCA QUI PER LEGGERE LA DIRETTIVA DAL SITO DEL PARLAMENTO EUROPEO

VEDI INCONTRO TRA CITTADINI E SINDACO SULL'IMPIANTO BENZINA

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