Lunedì 19 Novembre 2018
   
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AMIANTO: LA RISPOSTA DI LOIACONO E I CONSIGLI DELLA PM

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Continuano numerose le segnalazioni di tetti ricoperti d’amianto in zone più o meno centrali della città. Ragion per cui abbiamo cercato di capire, insieme all’assessore all’Ambiente, avv. Pasquale Loiacono, quali sono le procedure per la bonifica. Inoltre, abbiamo attinto,  dal locale Comando della Polizia Municipale, qualche informazione utile a tutelarsi dai rischi connessi alla presenza del materiale.

Quali misure possono essere adottate per bonificare gli edifici compromessi?

“La procedura a disposizione dell’Amministrazione è la richiesta ufficiale al proprietario dell’area di una relazione, redatta da un tecnico competente, che qualifichi lo stato del manufatto. Se l’amianto è integro, non sussiste nessun pericolo; diversamente, se si riscontra dispersione, in prima osservazione viene inviata al proprietario un’ordinanza di bonifica. Nel caso in cui non ci sia nessuna risposta, si agisce con un “intervento in danno”: l’amministrazione si fa carico delle spese, salvo poi rivalersi sul privato. In ultima analisi, in ottemperanza all’art. 650 del Codice penale, si può procedere anche a denuncia. Mi preme, tuttavia, rassicurare che, per tutte le situazioni in cui si è palesato uno stato di usura potenzialmente preoccupante, le ordinanze di bonifica sono state puntualmente rispettate”.

Un commento sulla nostra proposta di adibire uno spazio dedicato alla raccolta del materiale, per poi provvedere allo smaltimento.

“Noi abbiamo una convenzione con una ditta specializzata per rimuovere l’amianto dai luoghi pubblici. Non possiamo intervenire sul privato né, tantomeno, potremmo adibire una parte di territorio per depositare un rifiuto speciale pericoloso. Tutto l’amianto sversato nelle strade vicinali lo abbiamo puntualmente raccolto e smaltito, pagando cifre esorbitanti. Per evitare il persistere di tali scorrettezze, stiamo approvando una convenzione con Metronotte e Guardie ambientali, al fine di intensificare i controlli”.

Concludiamo riportandovi alcune preziose avvertenze forniteci dal Comando della Polizia Municipale: “Data la pericolosità del materiale, si rendono necessarie periodiche osservazioni ed operazioni di manutenzione (in genere, l’incapsulamento delle lastre a maggior rischio). Importante tenere sotto controllo soprattutto le canne fumarie che, essendo invalso l’uso di imbiancarle, presentano una ridotta possibilità – per un profano – di notare un’eventuale corrosione del materiale. In ogni caso, è sempre opportuno richiedere un sopralluogo dell’Asl, dell’Ufficio Igiene o dell’ARPA”.

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