Lunedì 19 Novembre 2018
   
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NEL BARESE L'80% DELLE CILIEGIE: LA STORIA DA LUCULLO AI CONTI

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Nel corso degli ultimi anni la cerasicoltura italiana si è stabilizzata su valori dell’ordine di 130 mila tonnellate medie per anno.

E’ la Puglia la prima regione produttrice di ciliegie in Italia con una media annua di circa 500 mila quintali su una superficie coltivata di circa 17 mila ettari.

La produzione regionale pugliese risulta concentrata nella provincia di Bari che da sola concorre per il 96% circa alla produzione totale regionale. Con le sue 47 mila tonnellate la provincia di Bari è la prima provincia italiana per produzione di ciliegie raccogliendo il 34% della produzione nazionale (Veneto e Campania 22%, Emilia Romagna 14%, Altre 8%).

ciliegie_g1In particolare l’80% della produzione provinciale di ciliegie si realizza nella zona del sud-est barese che interessa principalmente i comuni di Conversano, Turi, Sammichele, Castellana, Putignano, Noci, Alberobello, Casamassima, Acquaviva delle Fonti e Gioia del Colle.

CONVERSANO LEADER DELLA CILIEGIA - E nella terra dell’oro rosso, Conversano è da sempre uno dei comuni dove l’economia agricola si basa proprio sulla coltura del ciliegio: basti pensare che ben il 40% del territorio agricolo conversanese – oltre 3 mila ettari su 12.750 complessivi – è rappresentato da ciliegieti, diffusi anche con impianti specializzati. Concentrata in un mese, la migliore stagione cerasicola può sviluppare solo a Conversano un volume d’affari superiore ai 30 milioni di euro: sono ancora oggi centinaia i nuclei familiari che traggono la fonte primaria del loro reddito dalla vendita delle ciliegie.

E non a caso riguarda proprio la storia di Conversano il primo riferimento documentario relativo alla coltura del ciliegio in provincia di Bari: risale al 1648 il Libro del Procuratore Generale del Capitolo di San Leone in Castellana nel quale sono riportati i primi acquisti di ciliegie effettuati per fare omaggio alla Signora Badessa del monastero di San Benedetto di Conversano.

Ha sede proprio a Conversano il Centro per la valorizzazione della cerasicoltura della Provincia di Bari dove è stata realizzata la più vasta e completa collezione varietale di ciliegio dell’Italia meridionale: un campo collezione di 100 “cultivar” di ciliegio dolce di provenienza nazionale ed estera esteso su una superficie di 4,5 ettari. Con i suoi studi sperimentali su 15 nuove varietà di ciliegie, il Centro contribuisce a dare concreti indirizzi operativi agli agricoltori per elevare produttività e competitività.

RICERCA E INNOVAZIONE - Per lo sviluppo della cerasicoltura occorre puntare su ricerca, innovazione, tutela e valorizzazione della produzione di qualità. Nuove cultivar a maturazioneplinio precoce, più resistenti e quindi più facilmente raccoglibili e commerciabili, e la frigo conservazione post produzione: il tutto per diversificare le fasi della raccolta in modo da allungare il periodo d’offerta del prodotto e favorire il trasporto sui mercati esteri controllandone i prezzi. Si deve poter disporre di un centro raccolta e breve stoccaggio per far fronte ai periodi critici e potersi rapportare con la grande distribuzione. Di qui la necessità di interventi di sostegno per creare consorzi di produttori.

CILIEGIA: STORIA E CURIOSITA' - Plinio narra che le ciliegie furono portate in Italia da Lucullo, dalla regione del Ponto, quando tornò a Roma dopo la vittoriosa campagna contro Mitridate (74-23 a.C.). Il generale avrebbe portato da Cerasunte (oggi Kiresum), località che si affaccia sul Mar Nero, insieme ad altri trofei di guerra, anche alcune piante che dal nome della località dettero al loro frutto il nome latino di “cerasus”. Lucullo utilizzò quelle piante sia come prezioso ornamento dei giardini delle sue meravigliose ville sia per coltivarle a frutto.

Fu grazie ai Romani se la coltivazione del ciliegio si diffuse in tutto l’impero, fino alla Gran Bretagna.

Il primo riferimento storico certo sulla coltivazione del ciliegio nel nostro territorio si ha il 6 giugno 1553 quando Donno Francesco Longho, procuratore del Capitolo di San Leone Magno di Castellana Grotte, nell’aggiornare i registri contabili, riporta la spesa occorrente per mandare alla “Signora Abbadessa” del Monastero di San Benedetto a Conversano un carico di ciliegie: “pese tre di cerase ed rotola dudeci”.

Molte sono le varietà di questo frutto meraviglioso che ha sempre ispirato poeti e innamorati.

La ciliegia ha proprietà depurative, energetiche, lassative, disintossicanti. Indicata soprattutto ai diabetici e agli artritici. Povera di principi nutritivi, la ciliegia può essere adatta a tutti i regimi diuretici.

cocktailE’ utilissima per ingannare la fame di forti mangiatori. Le ciliegie, infatti, praticamente prive di grassi e scarse di sostanze proteiche, possono essere mangiate in quantità notevoli, purché a digiuno.

Per il loro corredo di vitamina A, che favorisce la crescita, sono consigliabili anche ai bambini. Un testo medioevale raccomanda, per evitare un’indigestione, oltre che di mangiarle a digiuno, di annaffiarle con un buon vino rosso.

Quanto alle amarene è antica consuetudine accompagnarle con mandorle e uva passa.

Con le ciliegie si preparano famosi liquori: il cherry Brandy, il Kirsch, il Maraschino di Zara e squisiti vini liquorosi come il Kische-wein danese.

Per gli antichi Sassoni i vecchi alberi di ciliegio ospitavano divinità campestri capaci di proteggere i campi. Per i finalndesi il rosso delle ciliegie è il simbolo del peccato.

Per i giapponesi il ciliegio rappresenta l’educazione, l’amabilità, le buone maniere.

 

 

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