Domenica 18 Novembre 2018
   
Text Size

ENZO LOCAPUTO: PROPOSTE PER LA CERASICOLTURA

ciliegia-pioggia

Pubblichiamo il comunicato stampa a firma di Enzo Locaputo, coordinatore regionale di Sinistra ecologia e Libertà, in cui si cerca di rintracciare la soluzione migliore per evitare che i disagi vissuti dai nostri agricoltori possano ripetersi anche in futuro. In particolar modo Locaputo centra la sua attenzione su una distinzione tra aziende e piccoli produttori e sulla revisione della legge 102/2004, la quale vincola i benefici dello stato di calamità ai soli produttori assicurati.


"Nelle ultime settimane il maltempo ha messo in ginocchio le produzioni agricole delle nostre campagne. In particolar modo, come sappiamo, si sono registrate grandi difficoltà nel campo della cerasicoltura, da sempre valore aggiunto della nostra agricoltura. Mai come in queste occasioni la politica deve rimboccarsi le maniche e porsi al fianco degli agricoltori, cercando una soluzione per l’immediato. Ma è ancora più importante riuscire a guardare al futuro, affinché drammi economici come quello che gli agricoltori stanno vivendo oggi non si ripetano più.

Positiva è l’iniziativa di alcuni consiglieri regionali, di sinistra e di destra, che hanno invitato il Governo regionale ad inoltrare la richiesta dello stato di calamità al Governo centrale. E giusta è anche la loro battaglia per permettere agli agricoltori ed ai braccianti di raggiungere il numero minimo delle giornate d’impiego per usufruire degli ammortizzatori della disoccupazione. Così come, ancora, è legittima la richiesta di accesso facilitato al credito per i piccoli imprenditori del settore, al fine di contenere i danni economici degli investimenti fatti.

Tuttavia queste proposte rischiano di essere un semplice palliativo se non si pensa anche ai raccolti che verranno, e se non si mette in moto un serio processo di rivalutazione della attività agricola. Una svolta importante sarebbe la messa in discussione della legge 102/2004, secondo la quale si può essere beneficiari dello stato di calamità solo se le produzioni sono assicurate. Ma in un contesto agricolo come il nostro, dove la sociologia rurale è composta da produttori non professionisti, ovvero che svolgono principalmente altre attività, l’impostazione della legge 102 potrebbe portare alla scomparsa dell’agricoltura. Chi in primo luogo svolge un altro mestiere, e dunque ha una produzione cerasicola molto ridotta, non avrà mai a propria disposizione il capitale necessario per la richiesta di assicurazione, soprattutto in questi periodi di crisi. Utile sarebbe, dunque, una distinzione certa tra aziende agricole e piccoli produttori, con i secondi non obbligati alla stipula della polizza assicurativa.

È questa la direzione verso la quale le istituzioni dovrebbero muoversi, incentivando inoltre la cooperazione tra piccoli produttori, la filiera corta o i cosiddetti market farmer e la diversificazione delle produzioni. Una via di uscita dal difficile momento economico che attanaglia l’agricoltura è possibile. Basta solo remare verso la giusta direzione".

Aggiungi commento

rispettando il regolamento http://regolamento.lavocedelpaese.it/

ULTIMI COMMENTI