Domenica 18 Novembre 2018
   
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DISCARICA MARTUCCI: DUBBI SULLO SPAZIO RESIDUO

tributi

Secondo le stime diffuse da Legambiente Mola, il 29 dicembre 2009 “Lombardi Ecologia” affermava di avere 80mila metri cubi di spazio residuo relativamente al terzo lotto, settore D.

Il 10 giugno 2010 - a seguito di formale richiesta del nostro Ufficio Ambiente - veniva dichiarato uno spazio residuo di 34.308 mila metri cubi, esauribili in 90 giorni.

E qui iniziano le perplessità. L'ATO BA5 produce 16mila tonnellate al mese d'indifferenziata, quindi in 6 mesi sarebbero confluite in discarica 96mila tonnellate che, tenendo conto della riduzione in peso (pari al 25-30%) dovuta al processo di biostabilizzazione, si ridurrebbero a 67mila metri cubi.

Questo vuol dire che il reale spazio a disposizione della Martucci si aggirerebbe su 13-15mila metri cubi e non su 35mila. Quindi, sempre mantenendo saldi i condizionali, si sarebbero misteriosamente rigenerati 20mila metri cubi, un dato di certo non giustificabile con il fisiologico cedimento.

Abbiamo provato anche il ragionamento inverso: se affermo di poter colmare 35mila metri cubi in 3 mesi, vuol dire che in 6 mesi dovrei occupare uno spazio, al netto dell'operazione di biostabilizzazione, di 67mila metri cubi. E ritorniamo al punto di partenza: la matematica ci conferma che 80 meno 67 fa, ancora, 13.

In proposito abbiamo interpellato il nuovo Dirigente dell'Ufficio Ambiente, Ing. Francesco Longo: “Posso esprimere delle considerazioni in base al lavoro svolto a partire dal mio insediamento. Ho richiesto le volumetrie residue e i giorni utili al loro esaurimento, in modo da non avere più nessun margine d’incertezza. Per quanto attiene il precedente, non ho strumenti e documentazioni utili a esprimere giudizi certi. Assicuro, tuttavia, che c'è la volontà di monitorare tutte le matrici ambientali e gli adempimenti A.I.A (autorizzazione integrata ambientale) con assoluta attenzione. Penso che questo sia il momento per mettere in campo tutte le azioni che tutelino la popolazione e riducano ai minimi termini l'impatto ambientale su suolo e acqua. Tutto questo in accordo con Regione e ARPA”.

Infine, per quanto attiene i miasmi di cui spesso i Comuni limitrofi si lamentano, Longo precisa: “Per il cattivo odore avvertito tra il 5 e il 6 giugno, abbiamo eseguito un sopralluogo il 7 giugno, rilevando che effettivamente c'era stato un problema nella gestione dell'estrazione del biogas su cui – anche a seguito di una nostra nota – ci è stato assicurato un repentino intervento atto a perfezionare impianto e pratiche gestionali”.

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