Martedì 20 Novembre 2018
   
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NICHI AMODIO: CONTINUIAMO A PAGARE L'ERRORE DEL 2000

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Riceviamo e pubblichiamo una riflessione del dott. Nichi Amodio sugli sviluppi della questione “Contrada Martucci”. Nell’argomentare di Amodio, assume rilievo considerevole il fallimento - alquanto sospetto - della costituzione, nel 2000, della società mista che avrebbe visto il Comune di Conversano soggetto attivo nelle decisioni su un tema di considerevole portata e impatto come la gestione di una discarica.

 

"Gli ultimi accadimenti hanno riproposto nella sua completezza un problema del quale non so se mai ce ne libereremo e dopo aver pagato chissà quale prezzo. La mia preoccupazione sul futuro che ci attende all’indomani della sentenza del Consiglio di Stato a favore dell’ati Colari si può sintetizzare in una domanda: “La discarica chiuderà nei tempi prefissati?”. Impossibile visto che l’iter burocratico non è concluso.

Perché possa chiudere, infatti, avrebbero dovuto essere acquisiti al patrimonio comunale quegli stessi impianti che la sentenza dice non avrebbero dovuto essere costruiti dall’ati Cogeam. E vi pare che quest’ultima non opponga le sue ragioni d’impresa (economiche - lucro cessante ecc.) avverso questa sentenza?

E nel mentre questa querelle si sviluppa, chi si assumerebbe la responsabilità di avviare gli impianti, senza il cui avvio non si può chiudere la discarica? Ma la vicenda si complica nel momento in cui, protraendosi l’avvio degli impianti, il CDR prodotto potrebbe non avere più un termovalorizzatore per lo smaltimento, e quindi che fine farebbe visto che non può essere stoccato per più di un mese? Tutto ciò potrebbe essere causa ulteriore di rinvio della chiusura della discarica.

Credo che solo i poteri commissariali potrebbero sbrigliare questa matassa e Conversano sede degli impianti, affinché anche questa volta le scelte non vengano fatte sulla sua testa, dovrebbe promuovere un incontro tra le parti –  ati Cogeam, ati Colari, presidente Vendola e rappresentanti del territorio – per definire gli interessi di tutti, primi tra i quali quelli dei cittadini di Conversano e dintorni. Sarebbe bello vedere tutti questi soggetti intorno ad un tavolo, magari nell’Anfiteatro Belvedere, discutere collegialmente della migliore soluzione possibile tranquillizzando i cittadini che quegli scavi che si stanno realizzando siano veramente dei raccoglitori d’acqua di getting, e non già un ulteriore ampliamento preventivo della discarica.

Mi sembra che tutto ciò sia il minimo che la politica possa fare specie per riabilitarsi agli occhi dei cittadini che la sentono sempre più lontana. E pensare che tutto ciò sarebbe stato già definito se solo il Comune di Conversano avesse costituito nel 2000 la società mista a prevalente capitale pubblico, l’unico soggetto che avrebbe potuto decidere del destino della discarica.

Sarebbe interessante che l’allora sindaco Bonasora spiegasse alla città perché dopo 12 ore di consiglio comunale i consiglieri furono privati del loro diritto di scegliere per un solo difetto formale: mancava dal fascicolo la proposta di delibera per cui il consiglio non poté deliberare.

Tutto ciò vanificò il lavoro dell’ass. D’Accolti che aveva prodotto “574 grammi di documenti”, come li definì l’avv. Mastroleo, che motivavano la scelta di un Comune contro tutto e tutti che non avevano compreso appieno la bontà degli effetti che quella scelta avrebbe prodotto: decidere del proprio destino. Ed eccoci ancora a discutere dello stesso problema".

Commenti 

 
#1 Beppe Cacciapaglia 2010-06-28 21:27
Mi sorprende la puntualità con la quale si presentano alcuni eventi che alimentano perplessità, malumori e puzze. A chi toccherà pagare adesso una errata sentenza del TAR. Probabilmente alla Regione Puglia e di conseguenza ci vedremo aumentare qualche balzello. Rallegratevi, ci sono tasche che si gonfiano ed altre, le più corte, che si assottigliano. Gli errori, anche quelli dei sindaci, purtroppo si pagano. Totò diceva "e io pago" e la cacca aumenta...Evviva.
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