Giovedì 15 Novembre 2018
   
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CONTRABBANDO: 5 ARRESTI NELL'OPERAZIONE VARSAVIA

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Su ordine di custodia cautelare, emesso dal Gip del Tribunale di Bari, dalla Procura Distrettuale Antimafia barese con a capo Laudati e dai militari della Guardia di Finanza di Monopoli, questa notte sono state arrestate cinque persone con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata all’importazione di sigarette di contrabbando su base transnazionale, altre dieci sono state denunciate. I finanzieri hanno sequestrato una tonnellata di sigarette di contrabbando, tre automezzi, un’azienda agricola (che fungeva da copertura all’attività illecita) e un bar a Polignano (dove l’organizzazione si ritrovava per definire i dettagli dei trasporti).

operazione_varsavia3Secondo gli investigatori, Pasquale Chiantera (38 anni – pregiudicato) sarebbe il capo dell’organizzazione. Mino Abbatepaolo (25 anni – incensurato), Donato Colavitti (30 anni – pregiudicato), Giuseppe Martucci (42 anni – pregiudicato) – tutti residenti a Polignano – e Mariano Vozza (58 anni), napoletano ma domiciliato in Polonia, erano dediti al contrabbando. I loro traffici travalicavano il confine italiano per consolidarsi soprattutto nei Paesi dell’Est-Europa. È per questo che l’organizzazione capillare - una sorta di multinazionale con basi all’estero - si avvaleva della complicità di persone sul posto.

IL TRAFFICO TRANSNAZIONALE DI SIGARETTE - Le sigarette di contrabbando, infatti, erano importate dalla Croazia, Bosnia, Polonia e Ungheria. La scelta del mercato dal quale rifornirsi dipendeva dalla situazione socio-politica che si verificava in quei particolari Stati e, soprattutto, dalla facilità di poter sfuggire ai controlli.

E così quando Donato Colavitti viene sorpreso e arrestato con un carico di sigarette prima in Ungheria e poi in Croazia, o dopo l’arresto di Giuseppe Martucci sempre in Croazia, l’organizzazione sceglie di spostare la base di rifornimento in Bosnia o in Polonia, in quest’ultimo paese si avvale della collaborazione del pluripregiudicato napoletano Mariano Vozza. 

operazione_varsavia_2IL METODO CONTRABBANDO ANNI '90 - Trasnazionali i traffici, tanto da aver bisogno di traduttori sul posto, ma 'vecchi' i metodi: per importare in Italia le sigarette di contrabbando l’organizzazione si serviva di furgone con doppi fondi (come vi mostriamo nel particolare delle foto) in grado di contenere non meno di 50 cartoni di sigarette. A copertura dell’attività illecita il commercio di 'legna da ardere' per conto di una ditta individuale (Magic Fruit) creata ad hoc dal capo dell’organizzazione, il polignanese Pasquale Chiantera.

LE INTERCETTAZIONI - Gli investigatori della Guardia di Finanza si sono avvalsi, nella loro indagine, oltre che del classico metodo del pedinamento – Giuseppe Martucci, per esempio, è stato costantemente monitorato in tutti gli spostamenti – anche di intercettazioni telefoniche e ambientali e sofisticati sistemi di rilevazione degli spostamenti.

I FURGONI PARTIVANO DA POLIGNANO - Proprio grazie alle intercettazioni è emerso il ruolo particolarmente attivo anche delle donne. Di una in particolare, bosniaca, identificata come Angelica che fungeva non solo da traduttrice, ma anche come organizzatrice dell’attività illecita in Bosnia. Era la donna a dare l’okay alla partenza dei furgoni da Polignano per andare a rifornirsi non solo nel suo Paese, ma anche dalla Croazia e dalla Slovenia. Era lei in grado di bloccare fino all’ultimo momento il traffico se si accorgeva che qualcosa poteva andare storto.

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